Messina e Ravenna: le scuole di LeG

In tempi di instabilità politica, istituzionale e sociale, Libertà e Giustizia punta sulla formazione dei giovani e meno giovani. E’ di ieri il rapporto Svimez presentato alle Camere in cui si descrive un Sud sempre più povero, così come è sempre di grande attualità nel nostro Paese la mancanza di “laicità” nelle istituzioni pubbliche, che si parli di scuola, di famiglie, nuove famiglie o di bioetica.

Partono a settembre due scuole di formazione politica organizzate dai circoli di Messina e Ravenna. L’economia e la democrazia viste nell’ottica isolana e del mezzogiorno sarà il tema della scuola siciliana, a  Ravenna si parlerà invece di “laicità”.

montalbano-300x150La scuola di Messina 2014

Pensare globalmente – agire localmente II Edizione
Focus
Economia e democrazia in Sicilia e nel Sud Italia

Scuola di Formazione politica Libertà e Giustizia Circolo di Messina

Montalbano – 12/14 settembre 2014

La seconda edizione della Scuola di Cultura Politica, organizzata da LeG Messina in collaborazione con LeG Palermo, si sposta nel paese di Montalbano Elicona, centro antichissimo e ben restaurato di una Sicilia poco nota, selvaggia e verde, disseminata di testimonianze del passato, dai cuburri a tholos, ai megaliti dell’Argimusco a splendidi edifici sacri. I lavori della Scuola si terranno nel Castello che fu residenza estiva di Federico II d’Aragona.

La Scuola ha lo scopo di delineare un nuovo meridionalismo a partire da un’analisi storica dei mali della società meridionale e da una ricognizioni realistiche delle possibilità di crescita civile ed economica nel contesto euro-mediterraneo. LeG Messina e LeG Palermo intendono in tal modo introdurre nel linguaggio della nostra associazione anche questo tema, rimosso dalla politica e dalla discussione nazionale. All’analisi storico-economica si affianca anche una riflessione umanistica sull’identità culturale del meridione e della Sicilia in particolare.

I relatori (Emanuele Felice, Alessandro Albanese, Giacomo D’Arrigo, Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Rita Barbera, Giusi Furnari Luvarà più un altro in attesa di conferma) discuteranno in appositi gruppi di lavoro a livello seminariale con i partecipanti, i quali inoltre avranno a disposizione una specifica sessione per proporre le loro idee che diventeranno così parte effettiva di una riflessione politica comune.

Per info: Santi Di Bella – coordinatore del circolo di Messina
messina@libertaegiustizia.it

Il programma

I docenti

La modalità d’iscrizione

RAVENNA_SCUOLALa scuola di Ravenna 2014

Laicità nelle istituzioni di interesse pubblico

Scuola di Formazione politica Libertà e Giustizia Circolo di Ravenna

Ravenna - 20-21 settembre 2014

Libertà e Giustizia ha messo in programma, per il 2014, nell’ambito della Scuola di Formazione Politica, un corso incentrato sul tema della Laicità che si terrà a Ravenna nei giorni 20 e 21 settembre con il patrocinio del Comune di Ravenna, dell‘Università di Bologna e il contributo del locale Circolo.

L’argomento è di grande interesse e, soprattutto, di pressante attualità; per offrire ai partecipanti spunti di riflessione sicuramente validi abbiamo chiesto a diversi relatori (da Roberta De Monticelli a Carlo Flamigni, da Maurizio Viroli a Sandra Bonsanti a Chiara Saraceno, solo per citarne alcuni) di alta professionalità, di portare il loro contributo nelle aree di rispettivo interesse. Ampio spazio verrà dedicato alla discussione in modo da soddisfare le curiosità e dare risposta ai quesiti che una audience precipuamente costituita da giovani studenti universitari, ma non solo, potrà porre.

Per info: Marinella Isacco – Coordinatrice del circolo di Ravenna
ravenna@libertaegiustizia.it

Il programma

Modalità di iscrizione

 

4 commenti

  • Le manifestazioni in piazza in difesa della costituzione é meglio farli a roma,perche’ é Roma il cuore del potere,ed é da Roma cioe’ dal cuore del potere che loro ci dovranno sentire,má no in piazza del popolo,piazza del popolo é piccola per raggruppare numerose persone,ma dovra’ essere bensi’ da piazza san giovanni in laterano per fare una manifestazione simile al primo V-Day fatto da Beppe Grillo

  • PER UNA VERA SOVRANITA’ E DEMOCRAZIA.
    Art. 71: ” L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il Popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.”
    Finora l’art. 71 ti permette di presentare una proposta di legge, sostenuta da 50.000 firme, ma non garantisce che il Parlamento la prenda in considerazione e tanto meno di votarla, e se votata può respingerla anche se è la legge migliore del mondo, se contraria agli interessi della casta.
    Per dare certezza le REGOLE che propongo sono:
    1) Leggi di iniziativa popolare:
    Bisogna aggiungere questa frase all’art. 71 della Costituzione:
    “La proposta, sostenuta da 50.000 firme, deve essere discussa obbligatoriamente dal Parlamento entro 6 mesi dalla presentazione. Se il Parlamento non approva la proposta di legge, deve sottoporla obbligatoriamente a referendum entro 12 mesi dalla presentazione. ” Il presidente della Repubblica controlla che sia rispettata dal Parlamento la Costituzione, altrimenti è obbligato a sciogliere il Parlamento, entro 30 giorni, nel caso questo articolo non sia rispettato.

    2) Oltre alle modifiche della Costituzione in base all’art. 138, chiedo che la Costituzione possa essere modificata su iniziativa popolare.
    a) Iniziativa popolare per la revisione totale della Costituzione: 250.000 aventi diritto di voto possono proporre la revisione totale della Costituzione. Tale proposta, se non è accettata dal Parlamento, va sottoposta al Popolo per l’approvazione entro 18 mesi dalla pubblicazione ufficiale della iniziativa.
    b) Iniziativa popolare per la revisione parziale della Costituzione: 100.000 cittadini aventi diritto di voto possono chiedere la revisione parziale della Costituzione. Tale proposta se è già elaborata in articoli chiari e completi, se non è approvata dal Parlamento, deve essere sottoposta al Popolo per l’approvazione entro 18 mesi dalla pubblicazione ufficiale della relativa iniziativa.
    c) L’iniziativa popolare per la revisione parziale della Costituzione può essere formulata come proposta generica o progetto elaborato.
    d) Se il Parlamento condivide un’iniziativa presentata in forma di proposta generica, il Parlamento elabora la revisione parziale nel senso dell’iniziativa e la sottopone al voto del Popolo.
    e) Se il Parlamento respinge l’iniziativa, la sottopone obbligatoriamente al Popolo entro 18 mesi dalla pubblicazione.
    Se il Popolo approva l’iniziativa, il Parlamento elabora il progetto proposto nell’iniziativa.
    f) L’iniziativa presentata in forma di progetto elaborato è sottoposta al voto del Popolo, per la decisione definitiva, mediante referendum senza quorum.

    3) Per i Referendum abrogativi devono bastare 300.000 firme e niente quorum.
    4) legge elettorale con scalino di ingresso al 4%, premio di maggioranza del 12% a chi ottiene almeno il 40% e doppio turno se nessuna coalizione ottiene almeno il 40%.
    5) Abolizione dell’immunità parlamentare o limitata alla libertà di espressione. Nessuno può candidarsi ad un organo elettivo se condannato con una pena superiore a 12 mesi di galera, anche se in primo grado.
    6) Togliere i soldi ai gruppi dei consiglieri regionali e stipendi inferiori a quelli del sindaco del capoluogo regionale.
    7) Abolire la prescrizione dei reati. LA PRESCRIZIONE INTASA I TRIBUNALI DI CAUSE NELLA SPERANZA DI RISULTARE IMPUNITI.
    8) Chi ha evaso, o frodato, o preso denaro per corruzione oltre 10.000 euro perde il diritto di candidarsi per sempre e di votare per almeno 5 anni. Il parlamentare mandato sotto processo perde il diritto di voto e, se condannato in secondo grado, viene automaticamente espulso.
    9) Occorre stabilire un assegno di sussistenza, determinato con un’apposita legge, per i cittadini che non hanno mezzi adeguati per vivere o aiutarli a poter svolgere un lavoro adeguato.
    10) Lo Stato avrà una Camera con 320 deputati che approva le leggi, elegge il presidente della Repubblica, ratifica i trattati internazionali, concede la fiducia e può modificare la Costituzione, con le regole stabilite negli articoli specifici. Il Senato, se non è abolito, avrà 90 senatori che se eletti dal Popolo, possono occuparsi di leggi costituzionali, di accordi internazionali, di problemi delle Regioni e dei Comuni, concorrono alla elezione del presidente della Repubblica. ( Un Senato composto da sindaci e consiglieri comunali, non può avere il potere di votare le leggi di modifiche costituzionali). Abolizione dei senatori a vita.
    11) Abolizione delle Regioni. Al loro posto creazione di 6/7 macroregioni. Le 6/7 macroregioni federate, con autonomia fiscale, avranno un Consiglio con un massimo di 75 consiglieri ciascuna, che si occupano dei problemi locali, sanità, istruzione primaria e secondaria, trasporti, protezione civile. Non potranno decidere i loro stipendi e le loro pensioni, che prerogativa della Camera dei deputati. Non avranno finanziamenti per le campagne elettorali.
    12) Presidente del Consiglio scelto ed eletto non dal Presidente della Repubblica, ma dalla Camera dei deputati.
    13) Presidente della Repubblica, dura in carica una sola legislatura, eletto sia dalla Camera che dal Senato, con il compito di controllare che vengano fatte leggi in linea con i principi e le Regole della Costituzione.
    14) Nel settore pubblico il rapporto tra stipendio più alto e quello più basso non deve essere superiore a 6 a 1. Nel settore privato il rapporto tra stipendio più alto e quello più basso non deve MAI superare il valore di 7 a 1. Con i premi, dati solo per meriti effettivi, il rapporto può salire a 8 a 1.
    15)
    a) Se Il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio e i ministri commettono reati gravi come tradimento, corruzione, o non rispettano le sentenze della Corte Costituzionale, o della Cassazione, possono essere messi in Stato d’accusa dal Parlamento, oltre che essere perseguiti dalla Giustizia ordinaria.
    b) In caso il Parlamento non si allinei ai risultati del referendum e delle sentenze della Corte o della Cassazione, Il presidente della Repubblica deve sciogliere il Parlamento entro 3 mesi dal mancato rispetto.
    c) Il Presidente che non rispetta la Costituzione deve essere giudicato anche da un tribunale speciale composto dai membri della Corte Costituzionale e dal Consiglio di Stato, riuniti in seduta comune. La pena minima per i reati suddetti è la destituzione con disonore. Se si riscontrano altri reati viene denunciato alla magistratura ordinaria.

    16) Abolizione dell’autorizzazione del Parlamento per intercettare i parlamentari e i membri del governo.
    17)Nessun cittadino italiano può fare più di due legislature in Parlamento o Consiglio regionale o consiglio comunale. Nessuno può essere eletto nei vari organi elettivi per oltre 20 anni.
    18) Il vaglio dei requisiti per candidarsi, ad organi elettivi, deve essere fatto e deciso, dal tribunale della circoscrizione in cui ci si candida; l’eleggibilità deve essere decisa da un tribunale nazionale e non da commissioni composte da colleghi politici, tanto meno da componenti dello stesso partito. Chi non ha i requisiti richiesti dalla legge non può essere candidato ad un organismo elettivo pubblico.
    19) I referendum devono entrare in vigore entro un mese dalla approvazione. Chi ostacola l’entrata in vigore è sottoposto a processo e può essere condannato a 10 anni di galera. Entro tre mesi dalla approvazione del referendum, se non viene attuato, la procura di Roma sottopone a processo i responsabili.

    20) Chiunque lavori in una Amministrazione pubblica, o abbia un incarico pubblico a tempo pieno, non può svolgere altri lavori o assumere altri incarichi.
    21) Chiunque esercita una attività in Italia deve pagare le tasse in Italia. Chi ha la sede fiscale in Paesi stranieri non può godere dei diritti civili in Italia. 22) Occorre stabilire un tetto alle pensioni, che sarà aggiornato in base agli indici ISTAT. Suggerisco il tetto di 6.500 euro lorde mensili. Abolizione immediata dei vitalizi e ricalcolo in base ai contributi effettivi versati.

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