La riforma del Senato

Aula SenatoAlla vigilia della discussione sugli emendamenti presentati in Commissione Affari Costituzionali del Senato, che comincerà domani, 4 giugno, l’intesa non appare scontata.
Il disegno di legge Chiti, attorno al quale si erano compattati ad aprile 20 senatori democratici, è stato ripresentato sotto forma di emendamenti, con la volontà di non fermarsi davanti alla mediazione rappresentata dal modello francese – con l’elezione indiretta dei senatori – verso il quale sembra ormai orientata la scelta del governo.

A.S. n. 1429 “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte seconda della Costituzione”

Il disegno di legge costituzionale d’iniziativa dei senatori Chiti, Albano, Amati, Broglia, Capacchione, Casson, Corsini, Cucca, D’Adda, Dirindin, Gatti, Giacobbe, Lo Giudice, Micheloni, Mineo, Mucchetti, Ricchiuti, Silvestro, Spilabotte, Tocci, Turano.

- Il Senato modello francese (Proposta Gotor).

Riforme e pregiudizio – La proposta di Gustavo Zagrebelsky

 

1 commento

  • Perché Renzi si impunta sulla non elettività del Senato? Si potrebbero ottenere ottimi risultati riducendo il numero dei senatori e differenziando le funzioni delle due Camere, come proposto anche dai costituzionalisti di L&G, mantenendo il principio della elezione dei senatori da parte dei cittadini, magari contestualmente ai consigli regionali. Per lui che cosa cambierebbe? Chi è che forza la mano a Renzi in senso contrario?

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