Per un’Italia libera e onesta

pulpito_sitoSettant’anni di libertà dal regime fascista. L’Italia di oggi sembra aver tradito il grande sogno democratico dei padri fondatori: un paese devastato da corruzione e diseguaglianze insopportabili, mentre prolifera un meccanismo oligarchico che crea consenso e chiede fedeltà.
“Ma questo sistema – dice Gustavo Zagrebelsky – è destinato presto a incepparsi verso una soluzione autoritaria oppure a risollevarsi con una ripresa democratica grazie alla reazione degli esclusi”.
Celebriamo la festa della Repubblica e della Costituzione per reagire e non darci per vinti.

2 giugno: festa della Repubblica

PER UN’ITALIA LIBERA E ONESTA
Ripartiamo dalla Costituzione

 Modena – piazza XX settembre  – ore 14.00-17.30
con il Patrocinio del Comune di Modena

 sul palco (hanno per ora confermato):

GUSTAVO ZAGREBELSKY, SANDRA BONSANTI, STEFANO RODOTÀ, LORENZA CARLASSARE, MARCO TRAVAGLIO, GIANCARLO CASELLI, CARLO SMURAGLIA, ALBERTO VANNUCCI, ELISABETTA RUBINI, PAUL GINSBORG, ROBERTA DE MONTICELLI, GAETANO AZZARITI

FABRIZIO GIFUNI leggerà e reciterà pagine della nostra storia
MAURIZIO LANDINI invierà una video testimonianza
In rappresentanza della CGIL Nazionale parteciperà Giordana Pallone, Area Politiche dello Sviluppo – Reponsabile Ufficio Riforme Istituzionali.

e i sostenitori del manifesto Verso la svolta autoritaria e de La via maestra

LE ADESIONI:

ANPI Nazionale
ANPI Rovigo
ANPI Catania
ANPI Brescia
ANPI Bologna
ANPI Mestre
ANPI Mirano
Associazione nazionale Liberacittadinanza
Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
Associazione DIRITTI FUTURI
Associazione Culturale PARTECIPAZIONE
ASSOCIAZIONE REGGIANA PER LA COSTITUZIONE
Associazione per la democrazia costituzionale
Associazione reggiana per la Costituzione
Associazione PrendiParte
Articolo21
Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford

CGIL NAZIONALE – Il documento che ci ha inviato la CGIL nazionale
Comitato di Parma “Salviamo la Costituzione”
Comitato per la Costituzione di Rovigo
Carovana per la Costituzione SEMPRE
Comitato Pistoiese per la difesa della Costituzione
Centro Documentazione don Tonino Bello (Faenza)
Comitato di Faenza per la valorizzazione e la difesa della Costituzione
Comitato per la Costituzione di Grosseto
Coordinamento per la difesa della Costituzione di Modena
Comitato in Difesa della Costituzione di Ravenna

Democrazia Atea
DIECIeVENTICINQUE

Giustizia e Libertà con il suo presidente Antonio Caputo
Gruppo Abele

Iniziativa Laica e “Giornate della laicità”

Libera-Uscita Sezione Modenese
Lista Civica Italiana

Rete per la Costituzione

Scuola di Formazione Politica “Antonino Caponnetto”
Salviamo la Costituzione: aggiornarla non demolirla

Treno delle donne in difesa della Costituzione  con la sua presidente Nella Toscano

Viva la Costituzione – Rovigo

 

Guarda i VIDEO DI PRESENTAZIONE

31 commenti

  • Gli ultimi aforismi (a me noti) di Don Ciotti:
    “…non si può rimanere prigionieri di parole e riti retorici senza mai trovare il momento dell’agire!”
    “…non si può continuare a commuoverci ogni tanto e muoverci mai!”

    (io)
    “Democrazia Diretta Propositiva”

    per fermare e invertire il degrado!

    per blindare la Costituzione da ogni attacco lesivo del suo spirito originario e autentico, ma non dagli opportuni aggiornamenti!

    per riforme a misura di Cittadinanza e non di casta

    per ribadire la Sovranità Popolare

    per recuperare la smarrita Dignità di Cittadinanza

    per “abbattere” la casta e ogni altra lobby, perchè contro il “Popolo Sovrano” non esiste “altro potere di ricatto” siano avvocati, farmacisti, taxisti, curie o mafie

  • Mi torna veramente difficile capire l’inutile ostinazione a percorrere le solite vie che ci hanno portato l’inferno quotidiano che viviamo! Persino dopo lo schiaffo del Senato che poche settimane dopo “La Via Maestra” dell’ottobre scorso, approvava in seconda lettura la modifica del 138!

    Il dover constatare l’inefficacia di mille e mille manifestazioni, non scuote la ferrea fermezza dell’insistere. Come mosche che vogliono uscire attraverso il vetro incolore, ci riuniamo dovunque a discutere, ascoltare, applaudire, commentare, maledire, analizzare, lamentare, ecc. per poi apprendere che il “rullo compressore” prosegue la sua marcia inesorabile sospinto dalla casta, coi nostri lamenti che fanno da claque!

    Ma è possibile continuare così quando la Costituzione offre al Popolo Sovrano armi nonviolente , ma incontenibili e letali per la casta e la malapolitica? E’ possibile continuare a spendere impegno, energie, palanche e tanto tempo per riti logorati dalla propria inutilità? Ignorando quella Costituzione che dichiariamo mille volte di voler difendere?

    Io non ci sto a continuare passivamente ad applaudire i bellissimi discorsi e a farmi crescere la frustrazione! E’ ora di esercitarla la Carta, di tirarla fuori dalla bacheca polverosa, di brandire gli articoli 50, 71 e se serve il 40, non per chiedere e supplicare, ma per pretendere da Sovrani la salvaguardia dello spirito originario e autentico della Costituzione, pur con gli opportuni aggiornamenti, pretendere riforme a misura di Cittadinanza e non di casta, compresa una nuova legge elettorale non inquinata dal condannato.

  • Paolo, nel suo ripetersi, dice comunque una grande e lampante verità: perche l’indignazione non si traduce quasi mai in scelte concrete di riforma?
    Come dice P.Rosanvallon …mentre ci si indigna, le fratture sociali aumentano, la coscienza politica cresce, ma la coesione sociale arretra..

    Riflettendoci, sembra che a questa massa di indignati, (sempre meno..), manchi proprio un proseguo, una guida…

  • Sarebbe ora che, anziché limitarsi ad incontri e commemorazioni, pur validi e significativi, si portasse avanti quel movimento ampio e aggregativo, che si era iniziato a creare alla fine dello scorso anno, ad esempio con “La via maestra”, senza disperdersi in mille situazioni che non portano a nulla di decisivo in meglio per la parte sana ed onesta del nostro Popolo.
    Sarebbe anche questo il modo, rinunciando a qualsiasi emolumento pubblico (anzi, per alcuni restituendolo), il modo di aprire ed aprirsi anche al grande Movimento della Cittadinanza, e unica vera e concreta opposizione, rappresentato dal 5S, unico, bisogna dire al momento, in fatto di coerenza. M5S che, se non fu presente all’assemblea di Ottobre a Roma, non lo fu anche e soprattutto per questo.

  • Sig. Cavarra,

    personalmente col M5S posso avere in comune la stima di qualche strumento, come la Democrazia Diretta Propositiva, ma il mio punto di riferimento sono i professori della ditta “Rodotà & f.lli” e non la “Grillo/Casaleggio & C.”.

    Ritengo la DDP un ottimo strumento per produrre quell’auspicabile Cambiamento Ampio, Profondo e in tempi contenuti, senza dover prima radere al suolo il presente, che davvero non ne avverto la necessità ne i vantaggi.

    L’attendo sulla sponda dei costruttori! Arrivederci!

  • Sig. Carli,

    la riflessione che la porta a rilevare che “…a questa massa di indignati, (sempre meno..), manchi proprio un proseguo, una guida…” fotografa purtroppo una realtà oggettiva!

    Personalmente avrei visto proprio in Libertà & Giustizia, se non la guida solitaria, il catalizzatore capace di innescare un processo di coagulazione di una guida collettiva per la rinascita del Paese.

    E questo in virtù della qualità delle persone che compongono i suoi vertici, per la sua storia di impegno, per l’ampio ventaglio di relazioni che può vantare e attivare.

    Ma molto tempo è passato e ancora nulla di questo accade…

    Eppure quando lessi quella riflessione della presidente Bonsanti…

    “La riflessione
    Costruire la rivoluzione

    16 giugno 2011 – 47 Commenti »
    Sandra Bonsanti

    http://www.libertaegiustizia.it/2011/06/16/costruire-la-rivoluzione/

    …mi invase una frenesia, un’emozione che ancora oggi il ricordo mi scuote! Ho creduto davvero che l’ora del Cambiamento fosse arrivata! Ma fu solo una scintilla e non una fiaccola olimpica…perenne fino a giochi conclusi! Peccato…

  • Italia libera e onesta, certo. Purchè ci si metta d’accordo su quale significato attribuire al termine onestà. Pagare un lavoratore 800 euro con contratti di tre mesi in tre mesi in un orizzonte di precarietà perenne, può essere legale, ma non è onesto. Guadagnare in una giornata quanto un operaio è in grado di mettere da parte nell’arco di tutta una vita, è legale, ma non è onesto.

    Ma questo non turba i bravi cittadini, che hanno fatto della legalità il loro vessillo.

  • Larghe intese, larghi disastri. Hanno ricominciato a costruire la Spaccamaremma, l’autostrada più infame e inutile della terra.

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-724b22c1-dc62-4a48-8f53-cd38c295d786.html#p=0

    Un uomo spiritoso, quell’Antonio Bargone che è simultaneamente Presidente della Sat ( che costruisce l’autostrada Spaccamaremma) e Commissario Governativo per il controllo sulla costruzione. E che alla domanda se non ci sia conflitto di interessi risponde che anzi, c’è convergenza! Impeccabile. Questo signore è diventato presidente della privatizzata Sat dopo che negli anni Novanta, appena prima della privatizzazione, aveva ottenuto come sottosegretario alle Infrastrutture un immenso risarcimento alla stessa Sat per la mancata costruzione ( a seguito del no che risaliva ancora al Ministro dell’Ambiente Ruffolo ) da parte dello Stato. Prendi i soldi, scappa, diventa Presidente, e poi già che ci sei ricominci il giro. Da Commissario Governativo.

    Viva l’onestà.

  • Illustre professoressa De Monticelli,

    c’è solo un modo per “Cambiare Verso”, invertire il declino e dare concretezza ad un’ “Idea di Rinnovamento” e magari fermare la “Spaccamaremma”:

    “La VERA VIA MAESTRA per Rilanciare Autorità e Autorevolezza della COSTITUZIONE” passa per il percorso che segue (ne discuta sul palco e tra le quinte).

    I Padri Costituenti ci hanno lasciato nella Carta, la possibilità di determinare il nostro futuro, non solo delegando 945 persone alla produzione delle leggi che avrebbero dovuto guidare il Paese ed il suo Popolo verso un progresso continuo, ma anche agendo “Direttamente” qualora i delegati si fossero rivelati incapaci, indegni o complici.

    L’hanno fatto con gli articoli della Democrazia Diretta Propositiva 71 e 50, che non hanno prodotto nulla finora in virtù dell’arroganza della casta e della “distrazione” della Cittadinanza e delle sue migliori espressioni che non hanno colto e valorizzato questo strumento di efficacia assoluta.

    Perchè è facile intuire come la “proposta di legge di iniziativa popolare” (art. 71) e la “petizione popolare” (art. 50) brandite non da piccoli gruppi di Cittadini, ma dal “Popolo Sovrano”, enunciato troppo spesso richiamato solo astrattamente, non lascerebbe al Parlamento “delegato” altra scelta che discutere ed approvare quanto presentato dal Sovrano della Repubblica, il Popolo “delegante”. A rafforzarne l’azione, se ce ne fosse la necessità, l’art. 40, il diritto di sciopero da esercitare anche assediando i palazzi, come la storia del “Conclave” ricorda e insegna.

    E’ ancora facile intuire come proposte di legge e di riforma elaborate dalla migliore elite della Società Civile, che a me piace definire con l’allocuzione “Rodotà e i suoi fratelli”, andrebbero sicuramente verso il Bene Comune della Cittadinanza, molto più e meglio di quanto elaborato dai partiti per il proprio tornaconto elettorale e di gestione del potere, ma anche per la loro conclamata mediocrità, e molto altro peggio, espressa nel tempo.

    Orbene, qual’è la misura che realizza la Sovranità Popolare? Non certo le 50mila firme richieste dall’art.71 e neppure le 350mila raccolte da Grillo nell’ultimo tentativo di qualche anno fa. Ma l’art. 75, il referendum, ci dice indirettamente che si determina col 25% + uno degli aventi diritto al voto alla camera, circa 12 milioni.

    Non è un numero assurdo: l’astensionismo volontario supera i 10 milioni, il voto “contro” raccolto dal M5S circa 9, il rifiuto e il disprezzo dell’offerta politica, come rileva la demoscopea indipendente, arriva al 95% della Cittadinanza, così come l’indignazione. Sentimento che in quel modo potrebbe evolversi e liberarsi in una SACROSANTA RIBELLIONE COSTRUTTIVA.

    E certamente non si può mobilitare il Popolo Sovrano per una sola legge, ma per un insieme tale da giustificarlo: 10/15 leggi e riforme, le più attese dalla Cittadinanza, le più promesse e disattese dalla politica, redatte in articoli dai loro qualificati estensori, sottoscritte singolarmente da 60mila elettori secondo il 71 e inserite in un contenitore denominato “Le Tavole delle Leggi della Società Civile”, per poi lanciare la petizione secondo l’art. 50 e realizzare nel modo più semplice la Sovranità Popolare per “imporre” al Parlamento l’approvazione di tutto l’insieme.

    Ovvero: RIVOLUZIONE COSTITUZIONALE e GLORIOSA, nonviolenta e risolutiva come la 2a rivoluzione inglese del 1688, detta appunto “Gloriosa”. Per ottenere riforme, per riaffermare la Sovranità Popolare, per ritrovare la Dignità di Cittadinanza, per abbattere l’arroganza della casta e di ogni altra lobby e blindare la Carta da ogni attacco lesivo del suo spirito originario e autentico, ma non dagli opportuni aggiornamenti

    E poi tornare alla Democrazia Delegata con la nuova legge elettorale e la Lista Civica Nazionale Riformatrice con Persone riconducibili a “Rodotà e Fratelli” per continuare in un Parlamento rinnovato nella qualità media, l’opera avviata sul territorio.

    Il prof. S. Settis ha pubblicato un libro dal titolo “Azione Popolare. Cittadini per il Bene Comune” , che avvicina, tratta e nobilita questo “modus operandi” e altri illustri cattedratici hanno apprezzato.

    E’ facile intuire che, se mai si realizzasse l’evento di cui sopra, nessuna casta potrebbe derogare dal mandato avvertendo sul collo, non il fiato, ma i canini di un Popolo consapevole della propria autorità reale e costituzionale!

    Disponibile per chi volesse approfondire, a tutti auguri per un Paese migliore!

    Paolo Barbieri, cittadino semplice.

  • peccato, avrei voluto comprare il libro del Prof Settis pubblicato con Einaudi, ma al gruppo Mondadori i miei euro non li do’….indovinate perché.

  • ASSOCIAZIONE REGGIANA PER LA COSTITUZIONE: Aderiamo con tanta convinzione, in un momento così confuso per molti è necessaria la presenza costante su questi temi, le piazze devono pullulare di gente che chiede il cambiamento. Siamo ad un punto delicato della nostra storia e di quella d’Europa. Anche noi diffonderemo con i nostri piccoli mezzi l’informazione nella nostra provincia. Al 2 giugno.
    Rina Zardetto

  • Gentile Rina Zardetto,

    encomiabili tante buone adesioni intenzioni e azioni!

    Peccato che la storia abbia dimostrato chiarissimamente come il “potere costituito” non ne tenga minimamente conto, o per meglio dire, se ne freghi altamente!

    Plateale la sberla dell’ottobre scorso quando 20 giorni dopo “LA VIA MAESTRA”, il Senato approvava la modifica del 138 con maggioranza qualificata!

    Così come le innumerevoli manifestazioni e dimostrazioni che tanta fanno adirare i cittadini romani e il sindaco di turno, che producono tanti disagi e danni e nessun risultato positivo!

    Tutto questo mentre nella Costituzione i “Padri” hanno lasciato al “Popolo Sovrano” strumenti di efficacia assoluta, gli articoli che consentono la “Democrazia Diretta Propositiva”, che rimangono trascurati e inattivi!

    E POPOLO SOVRANO NON è UN INTERCALARE, NON è UNO SLOGAN NE UN’ASTRATTEZZA ASSOLUTA, MA UN’EVENTUALITà DA REALIZZARE ALL’OCCORRENZA!

    E l’occorrenza si è determinata da molto, troppo tempo…

    E nella mia indignazione furente mi assalgono dubbi amari: questi giustamente riconosciuti come Cittadini Eccellenti, che tanto si impegnano per la Costituzione e per “un’Italia Libera e Onesta”, vogliono Realmente Realizzare questi obiettivi o a loro basta l’impegno personale a soddisfare l’ansia?

    Perché mi è difficile capire e accettare il perché di mille manifestazioni piccole e grandi, diffuse nel Paese, inefficaci e inconcludenti, invece di una SACROSANTA RIBELLIONE COSTRUTTIVA nel segno della Carta Costituzionale, per realizzarne l ‘Alto Potenziale Rivoluzionario e Progressista nella assoluta legalità e conformità democratica.

  • Pingback: ANPI news n. 121 | ANPI CATANIA

  • C’è qualcuno che voglia aprire un contradditorio in libertà di pensiero sulle mie tesi tra i frequentatori di L&G?

    Qualcuno che non abbia “paura di volare” almeno nel confronto dialettico?

    Qualcuno che non abbia paura di discutere su come “osare esercitare” la Carta, non solo lodarla, santificarla, citarla, ma semplicemente esercitarla?

    Aggiungo ancora 2 aforismi di don Ciotti:

    “…non si può restare prigionieri di riti e parole retorici senza mai trovare il tempo dell’agire!”

    “…non si può continuare a commuoverci ogni tanto e a muoverci mai!”

  • Pingback: È uscito il numero 121 di ANPInews, la newsletter settimanale dell’ANPI nazionale | Benvenuti sul sito dell'ANPI di Brescia

  • Pingback: Dopo, ricominciare dal basso: 2 e 4 giugno – Piovono Rane - Blog - L’Espresso

  • Pingback: Tra vecchio rigore e nuove solidarietà : una campagna elettorale per la vita - Sinistraemezzogiorno

  • Nessun politico, partito, movimento, istituzione, può auto assegnarsi denaro pubblico per farsi pubblicità, nemmeno per la campagna elettorale. Divieto assoluto di fare campagna elettorale con rinfreschi, cene, regali vari, allo scopo di ottenere il voto. Fino a che i partiti useranno soldi pubblici, i soldi devono coprire solo le pure spese di affitti locali e sedi di partito, uno per ogni provincia, per lo stipendio di un addetto per ogni sede provinciale, per un determinato numero di manifesti esplicativi del programma, da precisare con legge ordinaria. Nessun altro costo della politica deve essere finanziata con soldi pubblici. Qualsiasi uso del denaro pubblico non regolare deve essere punito con 8 anni di galera. Ogni candidato ad un organo elettivo non può spendere più di 10.000 euro per la campagna elettorale.

  • Proposte:
    Stipendio massimo statale e di qualsiasi Ente pubblico, o misto, inferiore a quello del Presidente della Repubblica. Rapporto tra stipendio massimo e stipendio minimo di 6 a 1 in tutto il comparto pubblico. Nel privato il rapporto tra stipendio massimo e minimo non deve essere superiore a 7 a 1. Il Governo e il Parlamento, date le evidenti ingiustizie retributive, possono riformare stipendi, pensioni, abolire benefit, ridurre stipendi che superano le 6 volte quello di un impiegato statale al livello minimo e ridurre le pensioni, su base retributiva, troppo alte, portandole a 7000 euro lordi mensili.

  • Occorre aggiungere alla Costituzione alcune Regole e Vincoli a cui politici, amministratori devono sottostare.
    Le REGOLE che propongo sono:
    1) Iniziative popolari per leggi:
    E’ sufficiente aggiungere la seguente frase all’art. 71 della Costituzione:
    Il progetto, sostenuto da 50.000 firme, deve essere discusso obbligatoriamente dal Parlamento entro 6 mesi dalla presentazione. Se il Parlamento non approva la proposta di legge deve sottoporla a referendum entro 12 mesi dalla presentazione.
    Per le altre vedi la petizione REGOLE E VINCOLI IN COSTITUZIONE.

  • Mi ero ripromesso di rispettare, nel mio piccolo, la regola del ‘ silenzio ‘ pre-elettorale. Ma questa riflessione sul ‘ voto utile ‘ di cui al link ( http://cambiailmondo.org/2014/05/23/voto-utile-pubblico-e-libero-a-Tsipras-e-allaltra-europa/ , mi è parsa meritevole di diffusione e credo sia opportuno segnalarvela.
    Volendo parafrasare il titolo di un prezioso saggio di Nuccio Ordine – ‘ L’ utilità dell’ inutile ‘ ( Bombiani,2014) – viene spiegata, con argomenti difficilmente confutabili, l’ inutilità del cosiddetto ‘ voto utile ‘ , uno dei tormentoni più offensivi ( per l’ intelligenza dei cittadini ) e più violentemente anticostituzionali che si possano immaginare.
    Sento di poter affermare, in tutta coscienza, che la cultura del ‘ voto utile ‘ è infinitamente più pericolosa, per la democrazia, del ‘ non voto ‘ perchè mentre l’ astensione – soprattutto se praticata da cittadini comunque impegnati nel sociale, intendo dire attivi, critici, insomma non inclini alla sudditanza – può avere una forte e significativa valenza politica, il cedimento alla sottocultura del ‘ voto utile ‘ è la spia dello smarrimento ‘ democratico ‘ dei nostri concittadini e, se mi permettete, è l’ indice allarmante di una corruzione etica e intellettuale che non ha niente da invidiare alle tante forme di ‘ illegalità diffusa ‘ che stanno devastando il nostro Paese.
    Il ‘ voto utile ‘ è figlio dell’ innaturale ‘ polarizzazione ‘ che i sistemi maggioritari stanno introducendo in quelle che, un tempo, erano delle democrazie – oggi trasformate in arroganti quanto impotenti oligarchie – ed è , quindi, causa ed effetto – nello stesso tempo – della crescente disaffezione dalla politica attiva e partecipata, invano rimpiazzata dalla cosiddetta ‘ democrazia virtuale ‘.
    La testimonianza del 2 giugno deve aiutarci, quindi, a riscoprire i valori etici e culturali della democrazia, senza dei quali difficilmente potremo dirci cittadini liberi e giusti.
    Buon voto a tutti e arrivederci a Modena

  • Sig Zennaro,

    aggiungiamo pure le sue proposte ai “libri dei sogni” belli e impossibili di cui sono piene le biblioteche di ogni cittadino!

    Il problema non è sognare, ma il modo di realizzarli i sogni, a partire da quelli che tutti abbiamo nel nostro libro:

    una legge elettorale a misura di Cittadinanza e non di casta

    una per azzerare i privilegi più assurdi della casta

    una per dare giustizia a chi la chiede e non prescrizioni agli autori di delitti

    una per dare giustizia civile in tempi vitali non a tempi morti

    una per un fisco equo e progressivo come Carta comanda e manette agli evasori

    una per fermare il consumo di suolo agricolo

    …e via coi sogni più comuni, quelli che numeri più grandi fanno fortissimi e che meglio si rifanno ai Beni Comuni!

    Ci vorrebbe una gran botta di “Democrazia Diretta Propositiva” come Carta consente con gli articoli 50,71 e serve 40, agiti dal Popolo finalmente Sovrano per cambiare verso davvero al Paese e cambiarne i destini.

    Ma se sognare singolarmente è possibile e facile, realizzare la Sovranità Popolare, anche in questa desolante situazione oggettiva, pare incuta una inaspettata”paura di volare” anche ai più avanzati…

  • Con la speranza che il prof. Montanari sia dei nostri, il 2 giugno a Modena, vi riporto il suo intervento a chiusura della campagna elettorale a Firenze.
    Giovanni De Stefanis, Leg Napoli

    Con la prepotenza e la furbizia che ben conosciamo, stasera Matteo Renzi si è preso la piazza del potere. La piazza della Signoria.
    Ma gli lasciamo di buon grado la Signoria: noi siamo felici di essere nella piazza della solidarietà. Qui, sei secoli fa, sorse il primo edificio del Rinascimento: ebbene, quell’edificio – lo Spedale degli Innocenti, di Pippo Brunelleschi – non era al servizio della politica intesa come potere. Ma al servizio della politica intesa come accoglienza, solidarietà, cura degli ultimi. Quel palazzo così bello era per i meno potenti di tutti: i bambini che nessuno voleva. Perché il senso vero della bellezza è la giustizia.
    Oggi, al contrario, la bellezza di Firenze è una bellezza prostituita, schiava del potere e del denaro. Oggi i monumenti che ci hanno fatto comunità sono diventati la location dove banchettano le grandi banche mondiali. E non è un modo di dire: pochi giorni fa Santa Maria Novella ha chiuso le porte ai cittadini e ai turisti per ospitare un solenne rito di esclusione della Morgan Stanley, banca d’affari di New York.
    Ma stasera voglio parlarvi di Shakespeare. Perché Shakespeare parla di noi.
    Se dovessi spiegare a un marziano qual è lo stato presente dell’Europa, userei la storia del Mercante di Venezia.
    Noi siamo come Antonio, che ha chiesto e ottenuto un prestito. Oggi, poiché non possiamo restituire quel prestito, ecco che ci viene chiesta una libbra della nostra carne, tagliata nella parte più vicina al cuore.
    I macellai sono già all’opera: quella carne è il nostro stato sociale, il sostegno degli ultimi. Quella libbra di carne sono i nostri beni comuni, tagliati e venduti a vil prezzo. L’aria e l’acqua, inzuppate di veleni. Il paesaggio, che ogni governo schiaccia sotto il cemento. L’università, la ricerca e la scuola pubblica condannate a morte.
    Quella libbra di carne è il patrimonio artistico: che dovrebbe servire a costruire l’eguaglianza sostanziale e produrre il vero sviluppo della persona umana, e che invece è l’ennesimo strumento di diseguaglianza, segregazione di classe, asservimento al mercato.
    Nel dramma di Shakespeare, gli amici di Antonio chiedono aiuto al doge di Venezia: cioè alla legge, allo Stato. Non è possibile consentire ­un simile massacro, gli dicono. Non è umano consentire il cannibalismo verso chi non può pagare un debito.
    Qual è la risposta del doge? Ebbene, quella risposta ci suonerà familiare. Lo Stato si deve arrendere di fronte ad un contratto.
    La forza del mercato è la vera sovranità: niente la può temperare, fermare, sovvertire. Sono i contratti e gli interessi che fanno la legge: e non il contrario.
    Non siamo noi nella stessa situazione? Non ci viene forse detto che lo Stato non può nulla; anzi deve esso stesso essere smontato, svenduto, neutralizzato?
    La nostra Costituzione è riscritta nei fatti: l’articolo 1 suona ora così «La sovranità appartiene ai mercati che la esercitano senza limiti al di sopra di ogni legge e ogni principio etico».
    E parla ancora per noi Shakespeare, quando esclama: «Oh, se le proprietà, i gradi, le cariche pubbliche non venissero guadagnati con la corruzione!»
    Nel Mercante di Venezia la salvezza arriva attraverso un cavillo. Il contratto parla solo di carne e non di sangue: non una goccia può essere versata, e dunque la libbra di carne non si può tagliare.
    È quel che proviamo a fare noi: ci viene promesso che saranno riviste le clausole dei trattati, che troveremo una scappatoia, che qualcuno chiuderà un occhio. Ma non siamo a teatro: nella realtà il coltello sta già tagliando la carne dei cittadini e del territorio.
    Noi siamo qua stasera per dire che non vogliamo cavilli e scappatoie.
    Vogliamo un’Europa costruita sui diritti della persona, e non sulla forza selvaggia del mercato.
    Vogliamo una vera costituzione europea, basata sui principi fondamentali della nostra Costituzione: che sono i principi sui quali è nata l’Europa come progetto politico.
    Proprio ora, in Piazza della Signoria Matteo Renzi sta dicendo cose che possono apparire non troppo lontane da queste. Sta parlando anche lui di un’Europa dei diritti.
    Sta dicendo la verità? Giudichiamolo dai fatti.
    La legge elettorale che Renzi ha confezionato insieme a Silvio Berlusconi ha lo scopo dichiarato di ridurre la rappresentatività del Parlamento. Per avere meno intralci, per decidere più velocemente. Per lo stesso motivo Renzi e Berlusconi hanno già annunciato che il passo successivo sarà il presidenzialismo. Lo scopo dichiarato è quello di ridurre la “debolezza dei governi rispetto ai Parlamenti”. Ebbene, queste sono le precise parole del documento con cui la banca d’affari JP Morgan, tra i grandi responsabili criminali della crisi, ci ha chiesto di cambiare la forma dello Stato: in un documento reso pubblico il 28 maggio 2013, quella banca sostiene che «le Costituzioni dei Paesi della periferia meridionale dell’Europa mostrano una forte influenza socialista, riflesso della forza politica delle sinistre dopo la sconfitta del fascismo», e che perciò vanno cambiate. Lo stesso documento addita l’Italia come scenario del «test essenziale di questo cambiamento».
    E così, mentre Dario Nardella noleggia Firenze alla Morgan Stanley in cambio di qualche spicciolo di euro, Matteo Renzi vende la Costituzione della Repubblica alla JP Morgan in cambio del potere che possa saziare la sua smisurata ambizione personale.
    Il nostro orizzonte è diverso. Il nostro fronte di resistenza è quello in cui si decide se oltre ad avere un’economia di mercato siamo anche rassegnati ad essere una società di mercato: ad essere, letteralmente, mercato. Ad essere, cioè, una società dove tutto – ma proprio tutto, niente escluso – si misura col metro del denaro.
    Una società in cui tutto ha un prezzo, e si può vendere e comprare. Una società in cui il declino dell’uomo pubblico è giunto all’estremo: e dunque una società formata dalla somma di tanti vissuti privati, ridotti alla mera dimensione economica.
    Una società in cui parole come democrazia o politica non hanno più alcun senso.
    Noi pensiamo che essere di sinistra voglia dire avere il coraggio di cambiare questa società.
    Giuseppe Dossetti avrebbe voluto che nella nostra amata Costituzione un articolo che dicesse che: «La resistenza individuale e collettiva agli atti dei poteri pubblici che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione è diritto e dovere di ogni cittadino».
    Noi siamo qua per dire che resisteremo. Ma anche per dire che resistere non basta.
    Vogliamo fare una rivoluzione. Una rivoluzione culturale, per cominciare.
    Vogliamo cambiare l’Europa cambiando gli europei: rendendoli cittadini, non più sudditi.
    Il momento è ora, non c’è più tempo per aspettare il domani.
    Non c’è più tempo per aspettare il domani: lo hanno gridato gli studenti di storia dell’arte, tra le macerie dell’Aquila, che ancora aspetta la sua ricostruzione.
    Lo gridiamo noi stasera tra le macerie della Repubblica e dell’Europa: non c’è più tempo per aspettare domani.
    È per questo che essenziale eleggere donne e uomini capaci di costruire più Europa. Un’Europa giusta e democratica.
    Perché volga al suo termine – finalmente – la notte della democrazia.
    «La via da percorrere non è facile, né sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sarà!» Così si chiude il Manifesto di Ventotene. il manifesto per un’Europa libera e unita. Il nostro manifesto.
    Lo diciamo stasera, con una voce sola: «La via da percorrere non è facile, né sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sarà!»
    Viva la Costituzione italiana, viva la Sinistra, viva l’Europa!

    Tomaso Montanari

  • Ecco un bellissimo pensiero letto tra i commenti che ritengo possa essere ripetuto.

    Paolo Barbieri

    Purtroppo le persone che i partiti selezionano e fanno salire agli altari delle nostre Istituzioni, sono di una mediocrità capace di produrre solo degrado e declino in un Paese che pur dispone di Risorse Umane di Assoluta Qualità.

    Persone che vengono tenute ben fuori, ben alla larga da quelle Istituzioni che sarebbero il loro “destino naturale”, da dove esprimere al meglio e per il Bene Comune, quelle loro qualità universalmente riconosciute. Quei parrucconi o “professoroni”( o presunti tali)…

    Non è “…un patto tradito tra padri e figli”, ma un conflitto tra “mediocrità ed eccellenza”. Dove la prima s’accoppia naturalmente con frenesia e aggressività, e la seconda con riflessione e mitezza. E quindi pare scontato il risultato desolante del conflitto!

    Ma quando il peso dell’inferno quotidiano che da troppo tempo ci viene ammanito, diventa insopportabile anche per la mitezza, allora le condizioni per “cambiare il destino del Paese” si realizzano.

  • Invio la CONVINTA adesione del Comiatto in Difesa della Costituzione di Ravenna.

    Infatti, l’unico modo di reagire è “non darsi per vinti”.

  • Quando la freschezza di pensiero arriva dai professoroni:

    Rodotà manda un messaggio al ministro per le riforme M.E.Boschi durante la trasmissione otto e mezzo: Pericolo deriva conservatrice- se io al posto del porcellum, propongo un tipo di legge elettorale come L’Italicum sono un conservatore non un innovatore.

    A volte vorrei tornare giovane come Rodotà

  • Pingback: Una lezione di onestà riempie piazza XX Settembre

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

 caratteri massimo. Il testo eccedente verrà troncato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>