Riflessioni sull’Italicum

elezioni2013Può l’Italicum, per così come proposto, comprimere il diritto alla rappresentanza esasperando la necessità di governabilità?
La nostra Costituzione, al secondo comma dell’art. 48, sancisce che “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”.
Tutti comprendiamo il significato della segretezza e della libertà dell’espressione del voto, come anche la sua personalità: per certi versi ciò rappresenta a mio avviso, con le dovute proporzioni, la più alta forma di partecipazione democratica del cittadino alla vita della Repubblica, quindi anche la più alta valorizzazione della manifestazione della libertà di pensiero nella sua formazione ed espressione (art. 21 Cost.).
E cosa si intende con “eguale”? Uno vale uno, ciascun voto ha eguale valore a quello espresso da qualsiasi altro cittadino a prescindere da distinzioni di “sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali”, così come sancito dall’articolo 3 della nostra Costituzione.
E’ evidente la ratio della norma: non debbono essere trattate in maniera diseguale manifestazioni che sono eguali.
Ecco perché, nell’attuale formulazione, gli articoli 56 e 57 dispongono che l’attribuzione dei seggi in ciascun ramo del Parlamento debba avvenire “in proporzione” dei rispettivi partecipanti al voto.
Un attribuzione di “premio di maggioranza” a mio avviso non è di per sé incostituzionale, per certi aspetti è anzi auspicabile, purché contemperi nella giusta misura i principi di corretta, libera ed eguale rappresentanza scolpiti in Costituzione ed appena riportati.
Per richiamare l’esempio citato da tanti a giustificare e legittimare il proposto premio di maggioranza in discussione con l’Italicum, possiamo considerare quanto accade in forza della legge che disciplina l’elezione dei Sindaci dei nostri Comuni e la conseguente attribuzione dei seggi nei Consigli Comunali: ebbene in tale caso il premio di maggioranza che consente alla coalizione vincente di raggiungere sino al 60% dei seggi del Consiglio è sì attribuito, ma alla coalizione che già di suo abbia raggiunto la maggioranza dei voti validi, ovvero il 50% più uno delle preferenze espresse.
A ben vedere dunque, tale non è un premio di maggioranza, bensì un “consolidamento” di una maggioranza qualificata già però accordata dai cittadini elettori.
Come più volte chiarito anche dalla Corte Costituzionale, infatti, la lettura del nostro Testo Fondamentale – e più nello specifico della richiamata normativa d’elezione dei Sindaci – denota come la governabilità non è assunta a paradigma e valore assoluto, bensì apprezzata come valore specificamente tutelabile soltanto nel caso, di maggior allarme, della frammentazione dei consensi espressi: da qui, ed in queste forme, la ponderata alterazione al criterio proporzionale richiamato con l’attribuzione del premio di consolidamento della maggioranza.
Ciò che invece è in Costituzione assunto a valore assoluto è la rappresentatività del voto espresso, vero cardine della nostra democrazia.
In tal senso, a mio avviso, devono essere lette anche le sentenze da ultimo intervenute a censurare il porcellum.
Dapprima la sentenza n. 1/2014 della Corte Costituzionale, quindi la n. 8878/2014 della Corte di Cassazione, hanno sancito come proprio il porcellum abbia violato la Costituzione ed il diritto di voto lì dove non ha consentito all’elettore di esprimere una preferenza per i candidati, falsando gravemente il rapporto di rappresentanza fra elettori ed eletti, ancor più a causa della oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica intrinsecamente viziato dal premio di maggioranza designato dal legislatore del 2005, così annichilendo la libertà di scelta degli elettori nell’elezione dei propri rappresentanti in Parlamento, perciò contraddicendo il principio democratico con l’incisione della stessa libertà del voto di cui all’art. 48 Costituzione.
Tradotto in termini concreti: è diritto assoluto ed incomprimibile di ognuno di noi cittadini eleggere i nostri rappresentanti, non già ratificando nomine da altri assunte. Parimenti è irrinunciabile principio di democrazia la partecipazione autentica, libera ed eguale di ognuno di noi alla determinazione della politica generale.
Tali cardini appaiono tanto più preminenti in un sistema di partecipazione indiretta, qual è il nostro, in cui i cittadini concorrono alla vita democratica nelle Istituzioni attraverso rappresentanti perciò eletti: solo così possono dirsi valorizzati e garantiti infatti la partecipazione civile, l’espressione libera ed eguale di tutti, ancor più nella funzione di “controllo” e riequilibrio istituzionale e costituzionale dei poteri accordati alle Istituzioni così partecipate.
Ecco perché resto convinto che l’Italicum, per così come oggi concepito, non rispetti affatto i principi di democrazia, libertà, partecipazione ed eguaglianza del voto scolpiti nella nostra Costituzione.

* L’autore è avvocato e socio del circolo di Padova

1 commento

  • in realtà, l’espressione “voto uguale, libero e diretto” esiste anche in altre Costituzioni, ad esempio quella spagnola (art. 68) e quella tedesca (art. 38), ma sappiamo che in quei sistemi non esiste il voto di preferenza.
    Infatti anche la Corte nella sent. 1/2014 ha detto che non è incostituzionale la lista bloccata come tale, ma una lista bloccata che sia troppo lunga.
    E anche il premio di maggioranza, ad esempio in Spagna, porta sempre una minoranza a diventare maggioranza parlamentare.
    Inoltre la stessa Corte Cost. ha stabilito che la nostra Cost. non opta per un sistema proporzionale, il legislatore è libero di scegliere, quindi l’espressione “eguale” non va intesa come “necessità di rappresentanza proporzionale”.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

 caratteri massimo. Il testo eccedente verrà troncato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>