Con l’ANPI in difesa della Costituzione

ANPI1Nonostante il giorno feriale, teatro Eliseo esaurito per ascoltare gli interventi di Stefano Rodotà e Gianni Ferrara, introdotti da un intervento del presidente nazionale dell’ANPI Carlo Smuraglia. Assente giustificata la professoressa Lorenza Carlassare, il cui messaggio di rammarico è stato letto dallo stesso Smuraglia. Tante le bandiere e gli striscioni delle sezioni locali ANPI, ma anche una delegazione della CGIL in rappresentanza della segretaria Camusso che non ha potuto essere presente e qualche ‘politico’, fra cui Stefano Fassina. Moltissime le donne e, ottima sorpresa di questi tempi, anche tanti giovani.
Questo il quadro in cui si è svolta martedì 29 aprile l’iniziativa dell’ANPI, il cui manifesto non lasciava molti dubbi sull’argomento da trattare: ‘Riforme, rappresentanza, coerenza costituzionale nel cambiamento: una questione democratica’.
L’associazione dei partigiani e di quanti si riconoscono idealmente nell’antifascismo al di là delle bandiere di partito ha deciso di esprimere pubblicamente la propria preoccupazione per le conseguenze che potrebbero avere sul nostro sistema istituzionale le ‘riforme’ concordate dal segretario del PD con il padrone di Forza Italia e attualmente all’esame del Parlamento, con un appello alla prudenza e soprattutto con un forte richiamo ai valori etici espressi nella nostra Costituzione.
Perché nel momento in cui sono più forti le pressioni per una rapida approvazione dei testi presentati al Senato, crescono anche il dissenso e le perplessità, presenti un po’ in tutti i partiti.
E l’apertura, affidata a un video che riproponeva un estratto della nota lezione di Piero Calamandrei agli studenti milanesi del 1955 e alla lettura di un documento molto critico formulato da un gruppo di giovani iscritti, non è stata certo casuale.
I tre interventi, pur con accentuazioni diverse, hanno concordemente riproposto i rischi che potrebbero derivare dalla applicazione di una legge elettorale che distorcerebbe in maniera intollerabile la rappresentanza della volontà popolare, assegnando la maggioranza della Camera alla lista più votata, indipendentemente dall’entità del consenso ottenuto (una soluzione peggiore della legge truffa del 1953′ ha affermato Rodotà), e la contemporanea trasformazione del Senato in un organismo con competenze irrilevanti e privo di legittimazione popolare. Hanno anche sottolineato che nella valutazione degli ‘spazi di democrazia’ non possono non rientrare comportamenti discutibili come il continuo ricorso alla decretazione d’urgenza e alle ‘questioni di fiducia’, e la compressione dei tempi del dibattito parlamentare, che cancellano di fatto la separazione fra il potere legislativo e quello esecutivo.
Rodotà, che parlava a nome sia di Libertà e Giustizia che degli altri promotori della manifestazione ‘La via Maestra’ dell’ottobre scorso, ha ribattuto anche alle polemiche dei giorni scorsi, affermando che, se la Costituzione non è di competenza esclusiva dei ‘professori’, non è nemmeno proprietà del Presidente del Consiglio, ma del popolo italiano, che deve essere informato correttamente e coinvolto nel processo decisionale di eventuali modifiche.
Il professore ha anche lamentato l’opacità dei contenuti dell’accordo fra Renzi e Berlusconi, al cui rispetto ci si richiama continuamente senza che ne siano realmente noti i contenuti: ‘Se Renzi vuole veramente la trasparenza, tolga il segreto ai reali obiettivi su cui è stato trovato l’accordo.’ ha affermato, denunciando che siamo ormai in presenza di due visioni contrapposte della società e della democrazia, fra chi vuole cancellare il sistema parlamentare rappresentativo presente in tutte le democrazie avanzate, e chi invece lo ritiene migliorabile ma insostituibile.
Il professor Gianni Ferrara ha poi denunciato la gravità della scelta di non tenere conto della sentenza della Corte Costituzionale, che ha di fatto dichiarato la dubbia legittimità di un Parlamento eletto con procedure dichiarate incostituzionali, che avrebbe dovuto essere al più presto rinnovato e non ha l’autorevolezza necessaria per modificare la Carta costituzionale.
Ferrara ha anche ricordato come il tema della ‘governabilità’ abbia sempre nascosto tentazioni presidenzialistiche, da quando venne sollevato da Craxi alle ultime affermazioni di J.P.Morgan che tentano di attribuire all’eccessiva democraticità dei sistemi istituzionali europei l’origine della crisi socio-economica dei nostri Paesi. In realtà si vorrebbe sostituire al criterio della ‘rappresentanza’ parlamentare quello della ‘investitura’ di un capo dell’esecutivo con poteri quasi assoluti.
Comune la constatazione della forte involuzione culturale e della caduta del livello etico della politica negli ultimi venti anni, cui fa riscontro la crescita della aggressività nei confronti di quanti dissentono o propongono visioni diverse, che si esprime anche con l’irrisione nei confronti della ‘cultura’, cui si contrappone l’esaltazione di un attivismo approssimativo.
Sia Ferrara che Rodotà si sono associati all’appello che era stato lanciato in apertura dal presidente nazionale dell’ANPI Carlo Smuraglia per una azione unitaria finalizzata a fornire ai cittadini una informazione oggettiva sui reali contenuti delle ‘riforme’ all’esame del Parlamento, e per rifiutare l’imposizione di scelte affrettate dettate solo da esigenze elettorali, inaccettabili su temi così rilevanti.
Come ha ricordato Smuraglia, nessuno nega la possibilità di superare il bicameralismo perfetto, ma mantenendo pari dignità alle due Camere pur con funzioni diverse, come avviene nella grande maggioranza dei Paesi evoluti, e non facendo prevalere l’obiettivo, legittimo, della ‘governabilità’ su quello irrinunciabile della ‘rappresentanza’.
Da sottolineare infine il richiamo del presidente ANPI per una maggiore attenzione alla rinascita in Europa di pericolosi movimenti di estrema destra, quando non esplicitamente nazi-fascisti, spesso esaltati dall’espressione di un anti-europeismo becero; un tema colpevolmente assente dalle campagne elettorali in corso proprio per l’elezione del nuovo Parlamento dell’Unione.
In conclusione con la manifestazione dell’Eliseo si conferma l’esistenza e l’ampiezza di una vasta area di dissenso nei confronti di una politica dettata più da esigenze di affermazione personale dei protagonisti del ‘patto del Nazareno’ che dalla reale volontà di affrontare i problemi concreti del Paese, che non può prescindere dalla ‘questione democratica’.

L’autore è socio di Pistoia

6 commenti

  • L’A.N.P.I., l’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA per le responsabilità che le vengono da tutto ciò che rappresenta, non può limitarsi ad indire semplici manifestazioni in un teatro o ancor più generiche “mobilitazioni” dopo aver rilevato tutto quello che la politica degradata sta disegnando a danno della Costituzione e della Cittadinanza.

    NON può limitarsi ad indire eventi che il “potere” ha dimostrato mille e mille volte di ignorare politicamente e di affidare, se del caso, al controllo dei manganelli dei celerini, continuando senza alcuna esitazione a perseguire i propri disegni funesti.

    L’A.N.P.I. non può ignorare che i Padri Costituenti hanno lasciato ai Cittadini nella Carta, la possibilità di intervenire DIRETTAMENTE qual’ora i delegati al Parlamento si fossero rivelati nel tempo incapaci, indegni o complici.

    L’hanno fatto con gli articoli di Democrazia Diretta Propositiva 71 e 50, che non hanno prodotto nulla finora in virtù dell’arroganza della casta e della “distrazione” della Cittadinanza e delle sue migliori espressioni che non hanno colto e valorizzato questo strumento di efficacia assoluta.

    Quindi è maturo da molto il tempo, non di inutili riti usurati dalla propria inefficacia, ma dell’ESERCIZIO REALE DELLA COSTITUZIONE da parte del Popolo Sovrano, enunciato troppo spesso richiamato solo astrattamente, per ottenere riforme, per riaffermare la Sovranità Popolare, per ritrovare la Dignità di Cittadinanza, per abbattere l’arroganza della casta e di ogni altra lobby e blindare la Carta da ogni attacco lesivo del suo spirito originario e autentico, ma non dagli opportuni aggiornamenti.

    Questo DEVE essere il programma dell’A.N.P.I. in accordo e sinergia con tutto l’associazionismo democratico, ricordando che la Costituzione è il “luogo” dove tutta la Cittadinanza si riconosce, fattore assoluto di aggregazione derivante dalla stessa origine di quei Padri Illustri che abitavano un “arco” che andava dai monarchici ai comunisti.

    Paolo Barbieri, cittadino semplice e “Partigiano” della Costituzione.

  • Il 12 ottobre 2013, partecipando al corteo romano de LA VIA MAESTRA, ci si sentiva proprio di appartenere al “PARTITO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA DEL 1948″ che potrebbe nascere! Qui si è risentito? Io non c’ero perchè ero a Genova con Raniero La Valle sugli stessi temi… ma mi sembra!! Buon 1° maggio!!

  • Anche io da “Partigiano della COSTITUZIONE” dello stesso parere espresso da Paolo Barbieri: Io mi permetto di aggiungere, uniamoci con tutte le forze che sostengono questo grande VALORE e nella maniera che ci contradistingue facciamoci sentire e vedere.

  • D’accordo sull’opacità del Patto del Nazareno, sul ricorso eccessivo alla decretazione per fare in fretta – cosa non nuova peraltro anche con Letta e Monti , sull’affermazione personalistica del Premier, sulla rappresentanza della società civile ( ma quale e in che numero? ), sull’appello alla prudenza. Non invece sui fini elettoralistici come unico scopo rilevato, sulla vasta area di dissenso, sulla non reale volontà di affrontare i problemi concreti del Paese. La presenza di Berlusconi & Company impone di lottare armi alla pari- senza cadere nell’illegalità come ha fatto l’excav- perchè troppi sono coloro che vorrebbero atterrare Renzi e il PD. La discussione andrà avanti per 40 gg con le forze sociali e” i professori “, e – sul Senato e le riforme – mi auguro che le sollecitazioni di GLuigi Pellegrino ( La Repubblica del I Maggio ) trovino ascolto nel Governo e nei possibili suoi alleati.
    C. Sestilli

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

 caratteri massimo. Il testo eccedente verrà troncato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>