“Riforme per il potere, non per la democrazia”

ZagrebelskkyRodotàDURO INTERVENTO A “PIAZZAPULITA” DI ZAGREBELSKY, PRESIDENTE EMERITO DELLA CONSULTA: “I VINCOLI ESTERNI HANNO GRAVISSIME RIPERCUSSIONI”
Riforma del Senato, nuova legge elettorale e, in prospettiva, l’elezione diretta del presidente del Consiglio (ma questa riforma a mio avviso sarebbe perfino superflua perché di fatto sarebbe già realtà) fanno parte di un unico disegno. Inoltre, prima o poi si agirà sulla magistratura col rischio che si riducano i poteri di controllo. Questo scenario ci fa immaginare un accrocco di potere che non è la democrazia, perché la democrazia è il potere diffuso tra tutti: è partecipazione, controllo, trasparenza.
Una minoranza va a votare, una minoranza ancora più ridotta vince le elezioni e nei partiti c’è un capo che governa attraverso il controllo delle candidature: tutto questo fa sì che il potere si concentri in alto. Noi siamo sulla strada di un rovesciamento: non più le energie coinvolte dal basso, ma la concentrazione in un potere unico. Finché le forme della democrazia rimarranno ci sarà ancora bisogno di un consenso, ma sarà una democrazia che si risolve in un sì o in un no: questa non è la democrazia Costituzionale. Le democrazie nazionali sono in grave crisi perché sono costrette da vincoli esterni che hanno gravissime ripercussioni sulle condizioni della popolazione. Gli interessi finanziari mondiali impongono grossi sacrifici ai Paesi con una finanza debole e con debito pubblico elevato. Per questo si rende necessario un potere politico forte: per tenere insieme una situazione sociale che può, da un momento all’altro, sfuggire di mano.
In un momento di sovranità sempre più ristretta degli Stati, si assiste a un’accentuazione dei poteri di imposizione governativa. Mi sembra chiaro che di fronte alla crisi abbiamo due opzioni: o l’autorità o la partecipazione. Gli obiettivi e i vincoli imposti dall’esterno comportano una riduzione di capacità di scelta politica nei diversi Paesi. Quando si dice che ormai in Italia non c’è più bisogno di politica perché il governo agisce col timone e con il pilota automatico, dobbiamo chiederci da che parte ci guida il pilota automatico? Dell’autorità che si rafforza e si chiude o della democrazia che si espande? Basta la domanda per capire che la risposta è la prima.

12 commenti

  • Dobbiamo scendere in piazza a fianco di Libertà e Giustizia,contro la svolta autoritaria,contro la riforma costituzionale del senato,contro la riforma presidenziale della costituzione,che è la riforma della p2, scendiamo in piazza con altre associazioni come Libera di Don Ciotti,come le scolaresche delle scuole di Roma,come la Fiom ecc.ecc.

  • Libertà e Giustizia scenda in piazza,contro la svolta autoritaria,contro la riforma costituzionale del senato,contro la riforma presidenziale della costituzione,che è la riforma della p2, scendiamo in piazza con altre associazioni come Libera di Don Ciotti,come le scolaresche delle scuole di Roma,come la Fiom ecc.ecc.

  • Andare “in piazza” senza un progetto serve a nulla! Come la storia ci ha inequivocabilmente insegnato! Finirebbe al solito a vetrine infrante e teste mazziate!

    E nulla di costruttivo!

    Serve invece che Voi illustri professori, eminenti Cittadini che vi ergete a difesa della Costituzione, siate anche propositivi visto che anche Voi affermate di desiderare aggiornamenti!

    Redigete progetti di legge e riforme secondo il vostro Alto Pensiero in conformità all’art 71, fateli sottoscrivere da 60 mila elettori, inseriteli in un contenitore e poi lanciate la Petizione Popolare (art. 50) per realizzare, una volta nella storia, la Sovranità Popolare e imporre al Parlamento la Volontà del Sovrano Delegante, e l’approvazione dell’insieme!

    Non possiamo lasciare l’onere della proposta ad una politica che disprezziamo!

    Dovrà farlo direttamente la Cittadinanza attivata dalle sue migliori Elites che Voi ben rappresentate, e dalle migliori espressioni associative, L&G, Libera di don Ciotti, La Rete delle Associazioni per l’Acqua Pubblica, il Movimento SNOQ, che brandendo la Carta negli articoli che consentono la Democrazia Diretta Propositiva (50 e 71) , imporrà ai delegati al Parlamento la Volontà Sovrana del Popolo delegante, anche facendo uso del diritto di sciopero (art. 40) e richiamandosi alla storia del Conclave.

    La Volontà Sovrana del Popolo, non solo un enunciato astratto, ma una volta nella storia, realizzata concretamente!

    Solo così nessuno potrà accusarvi di conservatorismo!

    La Vostra e nostra Costituzione non va solo “laudata”, va soprattutto esercitata, anche negli articoli che consentono la Democrazia Diretta Propositiva!

    Non abbiate paura di volare!

  • Libertà e Giustizia sponsorizza la lista Tsipras, il duo Casaleggio-Grillo, che in Europa si colloca di fatto con Marina Le Pen, sottoscrive il manifesto di LeG per la difesa del bicameralismo perfetto. Il desiderio che da tempo agita l’Associazione Libertà e Giustizia di scendere in campo e ‘fare politica’ temo le abbia fatto progressivamente smarrire la propria via statutaria della “crescita politico culturale della società civile”, ovvero la via maestra della cultura, tra conflittualità con il Pd e rancori di personalità conservatrici. LeG con una resistenza costituzionalista tanto intransigente quanto ideologica (le convinzioni sono nemici più pericolosi per la verità delle bugie stesse) si propone come punto di riferimento per la formazione di una nuova sinistra italiana, uno sciame meteoritico capace da una parte di criticare i salvatori della patria domestici, salvo poi affidarsi a salvatori della patria fuoripista, mentre dall’altra si mostra incapace di presentare un proprio leader all’altezza di sostenere idee per l’Europa. Una scelta tattica che si rileverà sbagliata in assenza di una strategia degna della politica vera: la visione dell’interesse lontano. La separazione tra cultura e politica è la madre del principio della separazione dei poteri, perchè non è la cultura che deve andare alla politica, ma la politica alla cultura: prima si pensa l’Illuminismo, poi si fa la Rivoluzione Francese. Good night and good luck.

  • Illustre Renato Frabasile,

    da quando è nata L&G si è prodigata nei modi che ha ritenuto opportuni per la “crescita politico culturale della società civile”.

    Ed il risultato del suo instancabile prodigarsi è l’Italia di oggi!

    Le pare giusto e logico continuare in una frustrante pedagogia politica a cui la stessa politica si sottrae e combatte con gli strumenti di massivo plagio mediatico della Cittadinanza?

    Personalmente rimprovero L&G di aver troppo a lungo insistito quando già l’inutilità del suo insistere era certa da molto!

    E da tempo, anch’io inutilmente, insisto nel suggerire a L&G di mettersi alla testa delle migliori associazioni della Società Civile brandendo la Costituzione negli articoli che consentono la Democrazia Diretta Propositiva, per riportare il Paese sulla rotta virtuosa tracciata dai Padri Costituenti e per consentire alla politica di rigenerarsi dalle proprie ceneri tossiche e corrotte con un po’ di sana astinenza dal potere.

    Non facendosi partito, ma restando saldamente in quella Società Civile che intera si riconosce nella Carta, proprio come quell’Arco Costituzionale che trovò in quell’impegno una sintesi perfetta!

    L&G e la Società Civile non possono attendere le calende greche in cui la mediocre politica salirà alla cultura e neppure attendere che si verifichino le condizioni che fecero esplodere la Rivoluzione Francese: sarebbe una grave omissione di atti dovuti, sarebbe rinnegare se stesse!

    Don Ciotti nei giorni vicini al suo incontro col Papa:

    > “…non si può rimanere prigionieri di parole e riti retorici senza mai trovare il momento dell’agire!”
    > “…non si può continuare a commuoverci ogni tanto e muoverci mai!”

  • A chi mi ha preceduto nei commenti ,e a chi sostiene che la democrazia diretta sia la soluzione ai problemi posti da un sistema politico composto da partiti ” chiusi “, che operano come lobby di potere anzichè come libere associazioni di cittadini che con metodi democratici concorrono alla definizione delle politiche nazionali,vorrei fare notare che è proprio il rapporto diretto fra gli elettori e il capo, quello che si vuole presentare come il metodo con cui il popolo può agire direttamente sul potere dando l’investitura ad un suo rappresentante,il pericolo maggiore per un sistema democratico.Un sistema democratico è fatto di un ‘insieme di poteri divisi ,autonomi,bilanciati ,l’uno con l’altro,senza che qualcuno di essi abbia la possibilità di prevalere sugli altri,con l’obbligo per tutti di rispettare i vincoli dati dal “patto sociale ” ,la Costituzione ,che è alla base della convivenza di tutti.IL POPULISMO ,indicato come un pericolo per la democrazia, e sul perchè il populismo sia un pericolo per la democrazia si sono scritti volumi corposo,si realizza essenzialmente attraverso la democrazia diretta.Personalmente ritengo che nella nostra Carta vi sia disegnato un sistema democratico sicuramente valido,perfettibile ,certo,modificabile secondo le regole data ,ma che nel suo insieme abbia quelle garanzie per far si che il Popolo partecipi attivamente alla vita politica del paese,e credo che la nostra Costituzione vada protetta da coloro che intendono modificala per far si che il potere non sia più CRITICABILE,modifichi cioè la forma stessa della nostra democrazia : la forma REPUBBLICANA.

  • Sig. Muratori,

    chi l’ha preceduta La invita a rileggere attentamente il commento nel quale si parla di “esercizio della Costituzione negli articoli che consentono la D.D.”.

    Che si intende non come “sistema di governo” chiaramente impossibile in un grande paese, ma come strumento episodico per determinare quel cambiamento che la situazione del nostro Paese richiede da troppo tempo.

    Per ottenere riforme, per riaffermare la Sovranità Popolare, per ritrovare la Dignità di Cittadinanza, per abbattere l’arroganza della casta e di ogni altra lobby e blindare la Carta da ogni attacco lesivo del suo spirito originario e autentico, ma non dagli opportuni aggiornamenti.

    E poi tornare alla Democrazia Delegata con la nuova legge elettorale e la Lista Civica Nazionale Riformatrice con Persone riconducibili a “Rodotà e Fratelli” per continuare in un Parlamento rinnovato nella qualità media, l’opera avviata sul territorio.

    Ma davvero non Le piace? Non vedo nessuna traccia di “populismo” in quello che suggerisco. Ma meglio di me ne ha scritto il prof. Settis nel suo libro “Azione Popolare. Cittadini per il Bene Comune” di cui Le suggerisco la lettura.

    E auguri per un Paese migliore!

  • Mi fanno sorridere coloro che affermano che Zagrebelsky e Rodotà sono contro i cambiamenti. Ogni cambiamento può infatti essere fatto soltanto quando è presente un quadro democratico che permette ai cittadini, al popolo, di affermare una volontà di cambiamento. Invece in una dittatura è solo il potere a decidere. In quest’ ultimo caso soltanto una rivoluzione violenta, difficile e sanguinosa, può portare a un cambiamento.

  • Io, perdonatemi, non capisco. Devo concludere che questi 20 anni di Berlusconi e della sua gestione semi privata del potere siano stati un’ allucinazione? Devo concludere che i precedenti circa 30 anni di governi democristiani, di voto di scambio diffuso, di clientele politiche siano stati frutto di un’altra allucinazione? Il tutto in regime di bicameralismo perfetto e sotto l’egida della Costituzione nata con la Repubblica. il tutto con un senato eletto e ” come si dice qui” il diritto di veto della seconda camera sulle decisioni della prima… Ma andiamo! Abbiamo bisogno di una transizione politica che porti a garantire alternanza e governabilità. Questo è il nodo da sciogliere.Non abbiamo bisogno di un mini senato elettivo. NON è la priorità e non garantisce partecipazione. Con il proporzionale il voto di scambio e il sistema delle clientele prosperavano alla grande. Che cosa ci raccontiamo? La percentuale della gente che vota è scesa di quasi il 20% in questi anni. Sono numeri… La partecipazione alle scelte della politica è garantita dalle primarie di partito che gli elettori potranno rivendicare o no: sarà responsabilità dei partiti introdurle. I sindaci, per il modo in cui sono eletti, sono sicuramente rappresentativi della volontà popolare. Lo stesso vale per i governatori… Di quale partecipazione parla Zagrebelsky? E ora avremmo il rischio di involuzioni autoritarie?. Si arriva anche ad ipotizzare, come oscuro disegno in pectore, una trasformazione della magistratura che ne dovrebbe ridurre l’autonomia.rispetto all’esecutivo. Quello è un altro problema e non riguarda il pacchetto di riforme di cui si parla. Vedremo al momento opportuno. Mi dispiace.3 Non convince… Così come non convince la campagna “contro per definizione”” che sta facendo il “Fatto quotidiano”. PS: quando c’è stata in Italia questa partecipazione diffusa e partecipata alle scelte della politica? Mi sono persa qualcosa? Svegliarsi? No?

  • I 20 anni di berlusconismo derivano direttamente dalla scelta maggioritaria del 1993. Insistere sul maggioritario e sul decisionismo
    significa persistere nell’ intossicazione patologica: non ve ne rendete conto, ma andiamo dritti verso il fascismo. La Prima Repubblica aveva dei difetti, ma era senz’ altro migliore di ciò che è venuto dopo e di ciò che c’era stato prima perchè le persone avevano dei diritti. Dire che il voto di scambio e la corruzione dipendono dalla libertà di voto è un sofisma all’ ennesima potenza. I cittadini, nel mezzo secolo di democrazia seguito alla guerra, potevano votare per chi volevano: se la DC ha governato è perchè la gente voleva così: non si può invece dire la stessa cosa per Berlusconi e Renzi perchè il loro potere deriva dalla distorsione della volotà popolare. (Sono tra coloro che a causa del maggioritario non sono rappresentati in Parlamento. Vi sembra giusto?)

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