Gallino: no allo stravolgimento della Costituzione

Lo stravolgimento della Costituzione che il governo progetta, e le modalità che pensa di seguire, hanno tutte le caratteristiche di una svolta autoritaria attuata non a rate, ma in un colpo solo. Bisogna farsi sentire in tutte le sedi possibili per opporsi ad essa.

6 commenti

  • Sì, ha assolutamente ragione Gallino: l’abolizione del Senato è, insieme all’Italicum, un colpo di mano in senso autoritario, per eliminare ogni forma di equilibrio all’esercizio di un potere assoluto,dittatoriale più che monarchico, da parte della maggioranza al potere, legittima o meno che sia. Viene meno il principio fondamentale della nostra Costituzione, cioè, della nostra Repubblica democratica: l’eguaglianza dei cittadini, ovvero, il diritto di rappresentanza di ciascuno, maggioranza o minoranza che sia. E’ un attacco violento senza precedenti alle fondamenta della nostra democrazia, che avvilisce e umilia i sacrifici dei Padri della Repubblica e tutta la nostra storia.

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  • Democrazia? Forse ci troviamo più in una oligarchia… e questo non è che il passo successivo.
    Gallino ha assolutamente ragione.
    Lo stesso Presidente della Repubblica che dovrebbe osservare la costituzione dichiara che da tempo non crede nel bicameralismo: sebbene la Costituzione preveda la possibilità di essere cambiata, il Presidente dovrebbe rimanere super partes.
    La Costituzione, elaborata dopo il periodo del fascismo, era stata pensata anche per evitare possibili ricorsi di tipo autoritario. Cambiarla in questo modo significa aprire la via a potenziali dittature decennali.

  • Quando la Costituzione più bella del mondo si manifesta come ingovernabilità sistemica, non si può più parlare di democrazia ma di una demo-impotenza risoltasi in dittatura giudiziaria.
    A mio parere quello che Salvemini definì un pateracchio costituzionale nasconde il disegno di una vagheggiata dittatura del proletariato che sul modello staliniano ha visto nascere in Italia una raffazzonata repubblica bolscevica dei Soviet, cioè una unica intellighentia, che si attua attraverso le milizia sindacali: della magistratura, delle università … et cetera et cetera. I disastri li vediamo tutti. Come mai menti lucide come quelle di Zagrebesky e Rodotà si ergono a difesa di questo sciagurato impianto istituzionale? Nel loro ruolo di sommi giuristi oracolano a mio marginalissimo e scomunicatissimo parere, l’itala intellighentia.

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