Appello Zagrebelsky: Renzi, la retorica del nuovo e la memoria storica

Ho firmato e invito a firmare l’appello promosso da Libertà e giustizia, convinta che vi sia un concreto pericolo di svolta autoritaria sia nel contenuto che nei modi con cui si vuole mettere mano al bicameralismo e all’articolo V della nostra Costituzione.

Il premier Renzi presenta il sostanziale depotenziamento del Senato come “uno spartiacque tra chi vuole cambiare e chi vuole far finta di cambiare”, nel solito gioco di prestigio tra vecchio e nuovo, tra cambiamento e conservazione, tra riforma e immobilismo, in cui i contenuti scompaiono.

Ma l’ordinamento della Repubblica previsto dalla Seconda Parte della Costituzione non è un problema di costi e di ragionieri: è il risultato di un sanguinoso cammino di libertà che ci ha portato dalla condizione di sudditi a quella di cittadini, frutto di tre guerre di indipendenza e di due guerre mondiali. Vi si può certo metter mano, ma solo abbracciando gli ideali dei Padri costituenti, non brandendo una retorica di attivismo insofferente dei vincoli – che peraltro ha già mostrato la sua china funesta agli albori del fascismo.

Questo è l’orizzonte e la sostanza che la riforma descritta nel testo del ddl costituzionale del governo rischia di dimenticare e stravolgere, perché il problema dell’equilibrio fra i poteri dello Stato, il conflitto fra potere esecutivo e potere legislativo, fra governo e Parlamento, non è nuovo: è vecchio almeno quanto la storia dell’Europa moderna.

Il blog di Daniela Padoan

10 commenti

  • Aderisco convintamente all’appello promosso per fermare il progetto di stravolgere la nostra Costituzione.

  • Io FIRMO! Perchè l’Italia non può avere una sola camera, le due camere sono state previste per bilanciare il potere di ambedue. Non c’è più la tripartizione dei poteri. La democrazia in Italia non è desiderata perchè si è persa la memoria della sua conquista e dei morti che è costata. IO FIRMO perchè lentamente e senza che la maggioranza se ne accorga stiamo scivolando verso la dittatura di un solo presidente del consiglio. Ma ora i fatti cominciano a parlare e pericolosamente. Facciamo argine e muro a questa pericolosissima deriva. ORA. RIBELLIAMOCI.

  • Mi ero ripromesso di non intervenire più per la ragione che l’aaltra sera avevo esposto. Ma voglio dire ancora una cosa: l’errore madornale che è stato fatto e quello di non dare la precedenza su tutto la riforma della legge elettorale. Qualsiasi governo andasse in carica era soggetto al ricatto di nuove elezioni. Adesso piangiamo, colpa ns\a. Ma consolatevi c’è sempre Beppe di riserva. alfredo

  • Le cose vanno fatte con coscienza e serietà. La Costituzione Italiana è di tutti gli italiani non soltanto di Renzi, Berlusconi, Napolitano. Un pò di rispetto per favore.

  • Aderisco all’appello, questa follia va fermata.
    La Costituzione non si tocca.

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