I sottosegretari e l’articolo 54 della Costituzione

Giorgio NapolitanoFra le molte inquietanti domande che affollano la nostra mente in questi tristissimi giorni ce n’è una relativa all’art. 54 (2° par.): “ I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”, un fondamentale articolo della Costituzione dimenticato e sempre più vilipeso. Non è però un dato scontato e irreversibile che l’onore sia un valore definitivamente perduto; cittadini e politici onesti e degni di onore sicuramente non mancano ma sono poco visibili, sommersi dal malcostume appariscente e diffuso.

Queste presenze positive costituiscono una base forte per ridare effettività all’art.54, che è principio cardine della nostra Costituzione, e rimane come barriera invalicabile contro il degrado definitivo, sempre attivabile purché lo si voglia davvero: non mancano istituzioni di garanzia nel nostro sistema costituzionale. Penso in particolare al Presidente della Repubblica e ai margini di intervento che gli sono costituzionalmente consentiti nell’esercizio del suo difficile ruolo. E’ certo che, non essendo organo politico ma istituzione di garanzia cui ogni scelta politica è rigorosamente preclusa non può ingerirsi nella composizione del governo per imporre personali vedute nella nomina di ministri o sottosegretari. Ma il discorso è diverso quando sia in gioco la sua funzione di garanzia. Non si possono attribuire alla firma del Capo dello Stato funzioni di mera ‘registrazione’. Il suo intervento è consentito e addirittura doveroso se motivato da ragioni costituzionalmente fondate. E’ il caso dell’art. 54 il cui principio è un ostacolo invalicabile alla nomina di persone inquisite che non danno garanzia di esercitare con disciplina (vale a dire rispettando le regole) ed onore le funzioni pubbliche loro affidate. I casi d’intervento non sono mancati, anche a non considerare gli eccessi di Cossiga (e la sua lettera al presidente incaricato Andreotti del 1991). Il presidente Ciampi, ad esempio, come già altri, in occasione della formazione del secondo governo Berlusconi intervenne invitando il Presidente del Consiglio ad evitare, almeno, la nomina di persona oggetto di un provvedimento giudiziario, tanto più trattandosi del ministero della giustizia. Così al posto di Maroni fu nominato Castelli. E Giuliano Amato ricorda che, formando il suo governo nel 1992, insieme al Capo dello Stato decisero di escludere “tutti coloro per i quali vi erano, sia pure allo stadio più preliminare, indagini giudiziarie in corso”. Non è però soltanto una questione di responsabilità penale, rilevano anche i comportamenti, l’affidabilità della persona: il cittadino cui le funzioni sono affidate ( il verbo non è casuale) deve essere degno di fiducia.

Oggi si discute molto sulle nomine di alcuni sottosegretari: sarebbe stato forse opportuno che il Capo dello Stato, superando ogni legittima preoccupazione per i delicati equilibri politici, avesse mosso obiezione prima di apporre la sua firma: l’esistenza dell’art.54 l’avrebbe giustificato. Ma anche i cittadini sono direttamente in gioco; si tratta di farla vivere questa norma costituzionale, di farla entrare nel nostro quotidiano, di darle sostanza nell’orientare i comportamenti, pubblici e privati, e così “contagiare” le istituzioni e chi le ricopre con la fermezza dell’etica repubblicana. Se non si riformano le coscienze, ogni altra riforma è vana!

7 commenti

  • Sono un associato a LeG di Bologna. Propongo di compilare una lista di personalità che pur avendo giurato sulla Costituzione nell’ultimo ventennio hanno mostrato comportamenti, pubblici e privati, in difformità del dettato della stessa e relative motivazioni. Per esempio: Berlusconi baciamano a Gheddafi. Le ‘Olgettine’ . Kapo’ a Schulz. ………. Bossi bandiera nel cesso e altri comportamenti come sperpero di denaro pubblico, lauree fasulle…….

  • Poche chiacchiere e molti fatti, da parte del nuovo governo. Sono fatti di un tipo già visto e sentito, ma cosa potevamo aspettarci?. La Boschi ha appena dichiarato a nome del governo che ai sottosegretari del PD non sarà chiesto di dimettersi…gran garantisti davvero

  • Avvallo in tutto e per tutto la nota della Costituzionalista Lorenza Carlassare, però mi si pone un interrogativo : Ma se chi della materia Costituzionale è esimio Professore, come mai nessuno riesce a contrastare questi ormai sempre più frequenti raggiri alla Carta costituzionale trattata quasi pari ad un kleenex ? Come mai questi Professori del Diritto Costituzionale come lo stesso Gustavo Zagrebelsky , Rodotà ed altri che masticano “ come da pane quotidiano ” il Diritto Costituzionale non si espongono in un pesante ricorso alla Consulta per le continue Illegittimità della presidenza della Repubblica ? Oppure son bravi solo a straparlare in TV e sui Media di Regime ?

  • Capirai! Non mi aspetto più nulla di buono da un presidente che ha inventato 40 saggi cui dare in mano la nostra Costituzione e tanto meno reputo degna di ascolto colei che si è prestata a tale inaudito escamotage. Colei che ha messo sullo stesso piano Berlusconi e Grillo, ossia colui che sta piegando la Costituzione ai propri interessi e colui che la sta difendendo, unico politico, solo contro tutti. Per tale saggia, i due condannati sono uguali: colui che fugge dalla legge e la devasta, e colui che senza dolo ha causato una disgrazia assumendosene tutta la responsabilità.

  • Lungo elenco ahimè ! Gramellini che non un amico del cav. oggi sulla Stampa osserva come il PD si difenda bene quando i suoi sono sotto tiro.
    Il Ministro renziano poi oggi ha detto una cosa sacrosanta …gli indagati sono indagati ma insomma …….se sono dei nostri dobbiamo essere garantisti super garantisti . Ecco perchè trovo buffo rammentare solo nomi eccellenti del centro destra e magari dimenticare un Penati che ( complice la lentezza della giustizia ! ) se ne esce con una super prescrizione. Bravo, bravissimo . Se fare nomi ci rende tranquilli iniziamo la lista senza dimenticanze. Però dovremmo avere una linea chiara e invece andiamo per simpatia. Non è bello . RF

  • Confondono (per proprio tornaconto ?) le questioni private dei comuni cittadini,con le FUNZIONI PUBBLICHE a questi AFFIDATE.
    Il paese di Pinocchio e dei voltagabbana,può essere anche governato dagli “ammucca pani e picciriddi” (imbocca pane ai bambini) sempre in agguato.

  • TOCCA A NOI, “POPOLO SOVRANO”, ripristinare il rispetto dello Spirito Autentico della Costituzione.

    POPOLO SOVRANO, non solo un aforisma retorico, ma un Evento Reale almeno una volta nella storia, per riportare la navigazione del Paese sulla rotta tracciata da Padri nell’alba della Repubblica. Così:

    E’ questa la VERA VIA MAESTRA!

    I Padri Costituenti ci hanno lasciato nella Carta, la possibilità di determinare il nostro futuro, non solo delegando 1.000 persone alla produzione delle leggi che avrebbero dovuto guidare il Paese ed il suo Popolo verso un progresso continuo, ma anche agendo “Direttamente” qualora i delegati si fossero rivelati incapaci o indegni.

    L’hanno fatto con gli articoli di democrazia diretta propositiva 71 e 50, che non hanno prodotto nulla finora in virtù dell’arroganza della casta e della “distrazione” della Cittadinanza e delle sue migliori espressioni che non hanno colto e valorizzato questo strumento di efficacia assoluta.

    Perchè è facile intuire come la “proposta di legge di iniziativa popolare” (art. 71) e la “petizione popolare” (art. 50) brandite non da piccoli gruppi di Cittadini, ma dal “Popolo Sovrano”, enunciato spesso richiamato, ma sempre astrattamente, non lascerebbe al Parlamento “delegato” altra scelta che discutere ed approvare quanto elaborato e presentato dal Sovrano della Repubblica, il Popolo “delegante”. A rafforzarne l’azione, se ce ne fosse la necessità, l’art. 40, il diritto di sciopero da esercitare anche assediando i palazzi, come la storia del “Conclave” ricorda e insegna.

    E’ ancora facile intuire come proposte di legge e di riforma elaborate dalla migliore elite della Società Civile, che a me piace definire con l’allocuzione “Rodotà e i suoi fratelli”, andrebbero sicuramente verso il Bene Comune della Cittadinanza, molto più e meglio di quanto elaborato dai partiti per il proprio tornaconto elettorale e di gestione del potere, ma anche per la loro conclamata mediocrità, e molto altro peggio, espressa nel tempo.

    Orbene, qual’è la misura che realizza la Sovranità Popolare? Non certo le 50mila firme richieste dall’art.71 e neppure le 350mila raccolte da Grillo nell’ultimo tentativo di qualche anno fa. Ma l’art. 75, il referendum, ci dice indirettamente che si determina col 25% + uno degli aventi diritto al voto alla camera, circa 12 milioni.

    Non è un numero assurdo: l’astensionismo volontario supera i 10 milioni, il voto “contro” raccolto dal M5S circa 9, il rifiuto e il disprezzo dell’offerta politica, come rileva la demoscopea indipendente, arriva al 95% della Cittadinanza, così come l’indignazione. Sentimento che in quel modo potrebbe evolversi e liberarsi in una SACROSANTA RIBELLIONE COSTRUTTIVA.

    E certamente non si può mobilitare il Popolo Sovrano per una sola legge, ma per un insieme tale da giustificarlo: 10/15 leggi e riforme, le più attese dalla Cittadinanza, le più promesse e disattese dalla politica, redatte in articoli dai loro qualificati estensori, sottoscritte singolarmente da 60mila elettori secondo il 71 e inserite in un contenitore appellato “Le Tavole delle Leggi della Società Civile”, per poi lanciare la petizione secondo l’art. 50 e realizzare nel modo più semplice la Sovranità Popolare.

    Ovvero: RIVOLUZIONE COSTITUZIONALE e GLORIOSA, nonviolenta e risolutiva come la 2a rivoluzione inglese del 1688, detta appunto “Gloriosa”. Per ottenere riforme, per riaffermare la Sovranità Popolare, per ritrovare la Dignità di Cittadinanza, per abbattere l’arroganza della casta e di ogni altra lobby e blindare la Carta da ogni attacco lesivo del suo spirito originario e autentico, ma non dagli opportuni aggiornamenti

    E poi tornare alla Democrazia Delegata con la nuova legge elettorale e la Lista Civica Nazionale Riformatrice con Persone riconducibili a “Rodotà e Fratelli” per continuare in un Parlamento rinnovato nella qualità media, l’opera avviata sul territorio.

    Il prof. S. Settis ha pubblicato un libro dal titolo “Azione Popolare. Cittadini per il Bene Comune” , che avvicina, tratta e nobilita questo “modus operandi” e altri illustri cattedratici hanno apprezzato.

    Ed ora spazio a chi vuole interloquire e a tutti auguri per un Paese migliore!

    Paolo Barbieri, cittadino semplice.”

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