L’urgenza e l’indecenza

L’appello dei promotori de La Via Maestra. L’eterno annuncio della riforma elettorale. L’insistenza su una modifica della Costituzione che rischia di stravolgere l’impianto dei poteri repubblicani. Un’urgenza e un’indecenza. I promotori della manifestazione del 12 ottobre, La Via Maestra, rivolgono un appello ai cittadini e alla forze politiche.

Ecco il testo firmato da Sandra Bonsanti, Lorenza Carlassare, Don Luigi Ciottti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky. Qui la pagina per raccogliere le firme

 

Il momento politico che viviamo ci induce a riprendere il cammino iniziato con la manifestazione del 12 ottobre “La via maestra” e a denunciare ora un’urgenza e un’indecenza.
L’urgenza è la riforma elettorale, per il ripristino di accettabili condizioni democratiche in vista del rinnovo, con nuove regole, di un parlamento delegittimato da una legge a giudizio unanime incostituzionale, offensiva della sovranità degli elettori e funzionale all’autoconservazione di una classe politica screditata.
L’indecenza è l’insistenza su una riforma della Costituzione che si vorrebbe attuare attraverso un’anomala procedura innescata per modificare, a tappe forzate, l’intero impianto dei poteri costituzionali. In un momento di debolezza delle forze politiche e di loro chiusura autoreferenziale, qualunque minima prudenza e saggezza democratica dovrebbero indurre a riaprire eventualmente la questione solo in presenza d’un Parlamento rinnovato e rilegittimato.
Chiediamo a tutti coloro che condividono le nostre preoccupazioni di sostenere questo appello.

Il momento politico che viviamo ci induce a riprendere il cammino iniziato con la manifestazione del 12 ottobre “La via maestra” e a denunciare ora un’urgenza e un’indecenza.

L’urgenza è la riforma elettorale, per il ripristino di accettabili condizioni democratiche in vista del rinnovo, con nuove regole, di un parlamento delegittimato da una legge a giudizio unanime incostituzionale, offensiva della sovranità degli elettori e funzionale all’autoconservazione di una classe politica screditata.

L’indecenza è l’insistenza su una riforma della Costituzione che si vorrebbe attuare attraverso un’anomala procedura innescata per modificare, a tappe forzate, l’intero impianto dei poteri costituzionali. In un momento di debolezza delle forze politiche e di loro chiusura autoreferenziale, qualunque minima prudenza e saggezza democratica dovrebbero indurre a riaprire eventualmente la questione solo in presenza d’un Parlamento rinnovato e rilegittimato.

Chiediamo a tutti coloro che condividono le nostre preoccupazioni di sostenere questo appello.

Qui il sito de La Via Maestra. Qui Libertà e Giustizia. Qui l’articolo su Repubblica.it

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