Legge elettorale niente intese. Riforme al palo

elezioniLarghe intese, zero riforme. Napolitano (ri)monita, il renziano Giachetti continua il digiuno contro il Porcellum, ma la legge elettorale proposta dal Pd affonda in commissione. Proprio nel giorno in cui Quagliarello prova a celebrare l’assalto alla Costituzione con i numeri della consultazione on line sulla riforma: “I 200 mila questionari chiusi non sono uno scherzo”. Ma non c’è nulla di serio nella rissa dentro il governo sulla legge elettorale, come nella minacciata revisione della Carta, feticcio per simulare attivismo. Si parte dal tonfo: quello in commissione Affari Costituzionali del Senato, che ieri ha bocciato l’ordine del giorno di Pd, Sel e Sc a favore del doppio turno di coalizione. A cestinarlo, 10 voti contrari (7 Pdl, due della Lega e uno di Gal) e 5 astensioni (che a Palazzo Madama valgono come no), 4 di Cinque Stelle. Decisivo, di fatto, proprio il no di M5S. In mattinata Napolitano aveva ricordato: “Sulla legge elettorale serve senso di responsabilità, non si è ancora gettata la spugna. Un decreto? Chiedete al governo”. Poche ore dopo, doppio turno bocciato. “Ci costerebbe come raddoppiare i senatori, 70 milioni in più” sostiene Lucio Malan (Pdl).

Anna Finocchiaro, presidente della commissione, annuncia che scriverà a Pietro Grasso “se rimarrà lo stallo”. Più che prevedibile, visto il rinvio della discussione degli odg di M5S e Lega. I prossimi passi in commissione li deciderà l’ufficio di presidenza, il 20 novembre. Doris Lo Moro (Pd): “Abbiamo voluto arrivare a un momento di chiarezza, ora è chiaro che sul doppio turno non c’è una maggioranza. Andremo in assemblea e questa deciderà come procedere”. Giachetti accusa la Finocchiaro: “Ha brigato per scippare la legge alla Camera e avviarla al Senato, dove sapeva che non sarebbe mai partita”. Renzi promette: “Farò una proposta prima del-l’8 dicembre, no al superporcellum”. I parlamentari Cinque Stelle su Facebook: “La legge elettorale la cambierà M5S quando sarà al governo”. Il Movimento ha lanciato in rete una bozza di riforma: prevede il sistema proporzionale e la possibilità per l’elettore di dare la preferenza in positivo (+1 voto) o in negativo (-1 voto). Intanto il ministro per le Riforme Quagliarello chiude al decreto: “La legge elettorale è materia parlamentare, un dl avrebbe grandi problemi”. Sullo sfondo, fronte trasversale pro – Mattarellum, da Sel e Sc al leghista Calderoli. Ma l’udienza della Consulta del 3 dicembre sul Porcellum è a un passo.

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