Gli studenti e la Costituzione

Colombo, De Monticelli - La Repubblica siamo noi362500 studenti nel Teatro Argentina fanno impressione.
Li abbiamo invitati per parlare di Costituzione e si sono emozionati vedendo le immagini dell’Istituto Luce,  di giovani partigiani quasi loro coetanei, che ridevano sulle camionette, felici per la Liberazione, anche se sfilavano tra gente magra che applaudiva e le macerie delle case.
E poi Benigni a declmare gli articoli della “più bella del mondo” come fossero poesia, Guccini, Ligabue con le loro canzoni d’amore per l’Italia e la sua fatica, che hanno fatto  esplodere gli applausi dei ragazzi.
Ma la carta vincente dei curatori – Maurizio Zeppilli e Maurizio Olivieri – è stata la compagnia teatrale “Il ratto d’Europa”, che ha condotto l’incontro con lievità, accompagnando con intelligenza e ritmo le interviste degli ospiti: una filosofa, un magistrato, due sportivi e un economista, tutti convergenti verso il dovere di portare avanti il grande cantiere dell’Italia costituzionale.
“Mi piace ricordare – dice Roberta De Monticelli, curatrice anche della prefazione del libro che raccoglie i lavori degli studenti “La Repubblica siamo noi” – che ogni grande costruzione poggia su una pietra. Ecco, ognuno di noi deve sentirsi fondamento del suo contributo”.
“Abbiamo il dovere di sperare – dice il magistrato Cantone – perché senza speranza non può esserci impegno”.
Il regista Lo Cicero e l’allenatore della nazionale di pallavolo Berruto hanno parlato dell’importanza della solidarietà per fare un gioco di squadra, “un valore che se lo vivi pienamente, ti rimane dentro per sempre”.
“Magari la Carta fosse solo inapplicata – ha esclamato l’economista Vitale ai ragazzi – qui è sotto attacco il suo impianto democratico! In Germania, dove la Costituzione ha avuto la stessa tragedia alle spalle, i primi due articoli sulla dignità e sulla democrazia sono “a prova di eternità”. Nessuna maggioranza e nemmeno l’unanimità dei parlamentari li può cambiare!”.
Quando è toccato a me fare un saluto finale, mi sono aiutato con il logo di Libertà e Giustizia, proiettato sul fondale.
“Vedete quei tre semicerchi? Il più stretto potrebbe rappresentare la nostra dedizione iniziale rivolta a noi stessi. Poi ce n’è uno più largo che potrebbe comprendere la famiglia e il terzo più ampio, anche gli amici.
Poi ce n’è uno talmente grande che non si vede nel logo e riguarda tutti gli sconosciuti.
Ecco, vi auguro di battervi per le persone che non conoscete, perché vorrà dire che state lottando per un grande ideale”.
Guarda il servizio di RAINEWS24   “La Repubblica siamo noi”

2 commenti

  • Un grande Pietro Ingrao, 98 anni .

    ”Ragazzi non bastano i cortei, non basta la vostra meravigliosa passione per battere le guerre, l’ingiustizia , il bisogno . Serve la politica per vincere . La politica che incida nel potere. Come facciamo per far diventare la vostra speranza “potere politico” ? Questo è il problema che avete davanti. Un corteo bello e ardente non è ancora politico. Quali sono le vostre armi ? Non le vedete ? Ci sono..! Sono in quel libretto che i vostri padri chiamarono Costituzione, dopo aver conquistato il diritto a scriverlo con la Resistenza… Pietro Ingrao ”

    Un grande Pietro Ingrao, 98 anni .

    Ma come fate Voi cultori e difensori (solo a parole?) della Carta a non vederle e a non indicare chiaramente l’USO ESTREMO ED ESTESO degli articoli che consentono la DEMOCRAZIA DIRETTA a una Cittadinanza che soffre da troppo tempo un inferno quotidiano, materiale e immateriale?

    Come fate a non vedere che quegli articoli, 1-71-50 e se necessario 40, branditi dal POPOLO SOVRANO, possono cambiare il corso del destino del nostro Paese? Non certo per un impossibile governare, ma per una tornata capace di liberare l’Alto Potenziale Rivoluzionario della Carta e consentirci:

    di ottenere riforme attese da decenni, sempre promesse e sempre tradite,
    e come fondamentali effetti collaterali

    di riaffermare la Sovranità Popolare calpesta e derisa,
    di recuperare la perduta dignità di Cittadini,
    di abbattere l’arroganza della casta e di ogni altra lobby,
    di defenestrare definitivamente dal Parlamento quaraquaquà e compagni di merende

    e soprattutto di blindare la Costituzione da ogni attacco lesivo del Suo Spirito Originario, ma non degli opportuni aggiornamenti, rilanciandone autorità e autorevolezza.

    Siamo ancora in tempo a fermare lo stravolgimento che ci priverà anche di “quelle Armi Costituzionali” citate da Ingrao, se agiremo subito!

    Ma un Popolo ha bisogno di guide Sagge e Credibili a cui affidare fiducioso e finalmente sereno, la propria voglia di Cambiamento e la propria Energia Vitale di Democrazia.

    E queste guide siete Voi! Voi di quel “ceto colto e riflessivo” così antitetico ai politici e partiti attuali, siete Voi cosi benissimo rappresentati da Stefano Rodotà e dai suoi “fratelli”.

    Ma se non agirete su di Voi cadrà la responsabilità di Gravi “Reati” di Omissione! Perché se dalla mediocrità nulla di buono ci si può attendere, da Voi è lecito e giusto attendere non solo Belle Parole e Inefficaci Manifestazioni, ma Azioni Concrete nel rispetto della Legalità e dello Spirito Autentico della Costituzione.

    Ma come fate a non vedere…! E non potrete più avere pace!

  • Quello che state facendo per salvare la costituzione è ammirevole e il Vs\o impegno è degno di considerazione e benemerenza. Certo che se si stà solo a guardare e protestare sulla carta i risultati diffficilmente si vedranno. Lo scrivo perchè lo penso e perchè ne sono convinto. Ma lo stesso dentro di me qualcosa mi rode, le cose non migliorano, anzi, ormai la credibilità è un bene raro in Italia.E bello quello che avete fatto per 500 giovani, e tutti gli altri? Leggiamo i giornali, ci guardiamo intorno e vediamo solo melma. L’esempio, che è quello che conta di più ormai non esiste e se esiste non viene divulgato perchè non fà notizia. Lo sò che quando scrivo faccio la parte del corvo, vedo avvoltoi e iene ma le aquille fano parte del passato. Spero che il mio pessimismo sia sbagliato e che torni il sole. alfredo

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