C’è regola e REGOLA

Aula SenatoCara senatrice, caro senatore,

vorrei chiederti se quando pronunci in aula o davanti alle telecamere, oppure anche soltanto davanti allo specchio della tua stanzetta la parola “regola”, un fremito ti attraversa il cuore.
Una sorta di sentimento di vergogna, che ti fa arrossire, nella tua solitudine di parlamentare della Repubblica.
Mai come in questi giorni, in queste ore, hai dedicato tanto tempo allo studio, si fa per dire, delle regole: incandidabilità, voto segreto e così via. Per arrivare alla sacrosanta conclusione: le regole sono regole e vanno sempre rispettate.
Peccato che solo pochi giorni orsono hai votato per tradire la REGOLA delle REGOLE. E non ci hai fatto nemmeno un pensierino, ti è venuto spontaneo, facile, ascoltare le parole dei capigruppo e obbedire. “Per questa volta, solo per questa volta” l’articolo 138 messo a baluardo della Costituzione, non conta, se ne può fare a meno. Lo dicono tutti, che si può fare: il ministro Quagliariello e le larghe intese, i saggi e Luciano Violante, il presidente del consiglio Enrico Letta e anche il Quirinale, che se tace su questo punto specifico, vuol dire che acconsente altrimenti si sarebbe fatto sentire. Per quattro miseri voti, cara senatrice, caro senatore, avete consentito che si stabilisse questo precedente foriero di futuri disastri.
Adesso aspettiamo trepidamente di ascoltare di nuovo il coro sulle regole appena voteranno i deputati, tra la fine di novembre e il dieci dicembre. A meno che allora non vinca il pudore, si rinunci del tutto a parlare di regole e di partecipazione (se non avessero i due terzi potrebbe esser concesso ai cittadini di esprimersi in un referendum).
Tranquilli tutti. Alla Camera i voti assicurano al governo Letta un iter sereno. La REGOLA sarà dichiarata infranta, ma “solo per questa volta” che si intende cambiare 65 articoli della Costituzione.
Peccato. Sono abbastanza sicura che questo referendum sulle regole poteva esser vinto. Alla domanda: vuoi tu che il governo delle larghe intese ti scippi, oltre a tutto il resto, anche la somma REGOLA della Repubblica? Molti italiani avrebbero risposto di NO, costringendo così chi vuole cambiare la Costituzione (e alcune cose da aggiornare ci sarebbero) a farlo rispettando le regole.
Come pensate invece che risponderanno gli italiani a quell’ultimo referendum che ci sarà concesso e che andrà all’incirca così: volete che ad eleggere il Presidente della Repubblica siano questi politici, o volete scegliervelo da soli?
Indovinate come risponderanno gli italiani. E indovinate anche chi vincerà.
Allora, davanti allo specchio della vostra stanzetta romana, care parlamentari e cari parlamentari, qualcuno di voi si chiederà: chi è stato? Perché siamo arrivati a questo punto? Arrossirete, forse, ma nessuno lo saprà mai. Statene certi: nessuna Tv di Stato, nessun grande commentatore. Le regole del Palazzo sono regole. E l’altra, quella che scrissero i costituenti, l’articolo 138 per il quale si batteva Costantino Mortati non ricorderete nemmeno più cosa prescriveva. Forse niente, forse non era nemmeno una regola.

20 commenti

  • Pingback: La politica – C’è regola e REGOLA – Sandra Bonsanti – 31 ottobre 2013 » Circolo di Roma

  • Purtroppo c’è poco da aggiungere. Da iscritto al PD (forse non per molto) non se sono più arrabbiato o rassegnato. Non c’era nessun bisogno di stravolgere l’art. 138 per fare le riforme istituzionali.
    Ciò che ancora non mi spiego è come Napolitano abbia potuto accettare questo sfregio.

  • Sono tanti studiosi improvvisati. Discettano e non sanno i guai che combineranno. Poveri noi! O megio poveri ‘e figlie nuoste!!!
    gilbtg

  • Condivido tutte le preoccupazioni espresse da Sandra Bonsanti, ma non andremo lontano così e rischiamo di diventare vagamente auto-iettatori. Cerchiamo di incunearci nelle occasioni che la situazione politica può offrire. Costruiamoci anche un piano di riserva: se proprio queste riforme si devono fare, cerchiamo sponde con la parte più “moderata”. Piuttosto del presidenzialismo, che molti avversano anche nel Pd (come Cuperlo, su Renzi purtroppo non si può fare affidamento), meglio un cancelleriato alla tedesca. Non arrendiamoci, piangerci addosso non serve a nulla. Rilanciamo e speriamo anche in qualche evento propizio e insperato, dato che la politica italiana è sempre imprevedibile.

  • PROPOSTE PER ELIMINARE LE CASTE E REALIZZARE LA SOVRANITA’ POPOLARE EFFETTIVA.
    Proposta per un nuovo art 1 della Costituzione:
    Nuovo art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica fondata sulla sovranità popolare che viene esercitata nelle forme regolate da articoli specifici della Costituzione, sia con il voto, per eleggere i propri rappresentanti, sia con appositi referendum per proporre o abrogare leggi e con referendum per modificare la Costituzione.
    Lo Stato democratico, con le sue varie Istituzioni, serve per la realizzazione della volontà popolare e dei diritti fondamentali dell’uomo: uguaglianza, diritto alla libertà, compresa la libertà religiosa, che non sia lesiva dei diritti altrui, diritto ad un lavoro adeguato alle proprie capacità e attitudini, diritto alla salute, alla Giustizia, diritto a concorrere alla realizzazione della Giustizia sociale, alla difesa delle famiglie e delle imprese, che svolgono una funzione sociale, diritto alla difesa, diritto di decidere dove risiedere. Ogni diritto sarà attuato nei limiti che non ledano i diritti altrui.
    —————————————————————————-
    Chiediamo le seguenti modifiche costituzionali:
    1) Presidente del Consiglio, non scelto dal Presidente della Repubblica, ma eletto dal Parlamento.
    2) Comuni solo con almeno 9.000 abitanti.
    3) Province abolite.
    4) Accorpamento Regioni: Regioni solo con almeno 1.000.000 di abitanti.
    5) Regioni con gli stessi statuti, poteri e nessun privilegio, eccetto Alto Adige, per via di trattati internazionali. Regole comuni decise dal Parlamento: no a 20 ministati!
    6) Senato con competenze limitate alle materie delle Regioni.
    7) Modifiche costituzionali sempre sottoposte a referendum, senza quorum.
    8 ) iniziative popolari per leggi: con 50.000 firme c’è l’obbligo del Parlamento a discuterle entro 6 mesi dalla presentazione. Se non le approva deve sottoporle a referendum entro 12 mesi dalla presentazione.
    9) legge elettorale con possibilità di scelta dei candidati.
    10) modifiche costituzionali su proposta di cittadini:
    a) 250.000 cittadini aventi diritto possono presentare una revisione parziale della Costituzione al Parlamento, che la elabora entro 6 mesi e la sottopone a referendum entro 12 mesi dalla presentazione.
    b) 500.000 cittadini aventi diritto possono presentare un progetto COMPLETO di Costituzione, che il Parlamento elabora entro 6 mesi e lo sottopone obbligatoriamente a referendum senza quorum, entro 12 mesi dalla presentazione al Parlamento.
    11) Nessuno deve fare più di due legislature
    12) Gli stipendi dei parlamentari non devono superare di 4 volte lo stipendio iniziale di un impiegato statale al livello minimo.
    13) Ai parlamentari, consiglieri regionali, comunali, non deve essere dato alcun rimborso spese per propaganda elettorale.
    14) Abolizione totale dei vitalizi
    15) Non sono candidabili i condannati per reati con pena superiore ad un anno di carcere e loro decadenza è automatica se già eletti. Non sono candidabili i prescritti e di chi ha società con sede legale all’estero.
    16) Nessun tipo di immunità parlamentare
    17) La prescrizione per reati contro lo Stato non deve avvenire mai
    18) Non sono candidabili coloro che si trovano in conflitto d’interessi al momento delle votazioni.
    19) qualunque politico rinviato a giudizio viene sospeso dalle cariche di governo, ridotto lo stipendio, confiscato il passaporto, con divieto di lasciare sia la residenza che la città dove risiede.
    20) Il Parlamento che, entro i termini previsti dalla Costituzione, non indice i referendum obbligatori o non rispetta il risultato dei referendum e non applica la decisione popolare viene esautorato dal Presidente della Repubblica e sciolto. Se Il Presidente non agisce viene sottoposto a processo presso la Corte Costituzionale entro sei mesi dalla richiesta di un terzo dei parlamentari o di 100.000 cittadini aventi diritto di voto. In caso di condanna deve essere espulso a vita dalle cariche pubbliche.

  • Chiedo a Libertà & Giustizia di entrare nel dibattito congressuale del Pd e sottoporre ai candidati una serie di domande dettagliate sulle riforme: qual è la loro posizione in proposito? L & G potrebbe poi chiedere a De Benedetti, che bene si è espresso contro i poteri occulti di questo Paese, e a “Repubblica”, perché non lanciano una campagna contro il presidenzialismo e lo stravolgimento della Costituzione, simile a quella, di successo, contro la legge bavaglio, la campagna dei post-it. Trovo quantomeno strano questo silenzio di Repubblica, a parte l’ospitalità concessa agli editoriali di Spinelli e Rodotà. Un impegno diretto di Repubblica avrebbe un impatto incredibilmente superiore rispetto a quello, pur coraggioso e grandioso, del Fatto Quotidiano nella raccolta delle firme.

  • Presidente Bonsanti,

    La COSTITUZIONE ha in sé gli Strumenti per una Autodifesa Assoluta, basterebbe esercitarli!

    Basterebbe che Tutti Voi che tanto siete impegnati, ricordaste che all’art. UNO la Carta sancisce anche la Sovranità Popolare e che gli articoli 71-50-e se necessario 40, consentono la Democrazia Diretta.

    Basterebbe che, una volta nella storia, trasmetteste alla Cittadinanza la consapevolezza della propria Sovranità, e che sotto la guida della migliore Società Civile, Rodotà ed i suoi “Fratelli e Sorelle”, decideste insieme di esercitarla questa Democrazia Diretta, non per un impossibile governo, ma per realizzare una Tornata capace:

    di ottenere leggi e riforme attese da decenni, sempre promesse e sempre tradite,

    e, come effetti collaterali ma fondamentali

    di riaffermare la Sovranità Popolare calpesta e derisa,
    di recuperare la perduta dignità di Cittadini,
    di abbattere l’arroganza della casta e di ogni altra lobby,
    di defenestrare definitivamente dal Parlamento quaraquaquà e compagni di merende

    e soprattutto di BLINDARE la COSTITUZIONE da OGNI ATTACCO LESIVO DEL SUO SPIRITO ORIGINARIO ( ma non degli opportuni aggiornamenti), RILANCIANDONE AUTORITA’ E AUTOREVOLEZZA.

    Sorprende e sconcerta che cultori della “Carta Costituzionale” non colgano o non vogliano percorrere questa via, L’UNICA VIA MAESTRA, L’UNICA VIA ASSOLUTA!

    Grave peccato di omissione commesso improvvidamente da chi ogni giorno spende parole partecipate ed emozionate a difesa della Carta e ad evidenziare il proprio impegno per questo fine.

    Grave peccato di omissione capace di disperdere, con lo stravolgimento in itinere, anche questo strumento, splendido dono di quei Padri Costituenti, sempre evocati, ma in effetti traditi!

    SI PUO’ ANCORA FARE nei 2 mesi che ci restano, con un Popolo che al 95% disprezza l’offerta ed il personale politico e con la partecipazione di tutto quel giornalismo che da anni campa sulle disgrazie del Paese costruendo sulla loro denuncia urlata e spettacolarizzata successi professionali, editoriali, mediatici e finanziari (report, servizio pubblico, piazza pulita, ecc.)!

    Focalizzarsi su questo percorso già meditato e già avallato da eminenti esponenti della miglior elite socio-culturale del Paese, sarebbe davvero rivoluzionario e risolutivo trasformando la frustrazione in entusiasmo e l’indignazione generale in una sacrosanta ribellione nel nome e nell’esercizio della Carta Costituzionale!

    p. s. disponibile H24 per approfondimenti.

  • Presidente Bonsanti, colga l’attimo!

    La RIVOLUZIONE COSTITUZIONALE E GLORIOSA (gloriosa come la II riv. inglese del 1688, nonviolenta ma risolutiva) è possibile!

    C’è un Popolo intero, quello che al 95 % rifiuta l’offerta politica, che è disgustato da quella mediocrità e affaticato dall’inferno quotidiano che ci costringe a vivere. E c’è una Costituzione che sancisce la Sovranità Popolare e le offre gli strumenti per un Cambiamento Ampio, Profondo e Rapido di questa situazione non più sopportabile, ma che continuerà a riprodursi in un progressivo peggioramento come è sempre avvenuto dal 45 ad oggi.

    Per questo è necessaria una frattura, una cesura che arresti questo destino fatalmente infausto!

    Anche l’illustre ing. Carlo De Benedetti davanti ai Giovani di Confindustria a Napoli venerdì 18/10 ha evidenziato la necessità di una

    “RIVOLUZIONE CULTURALE E GENERAZIONALE”

    da intendersi ovviamente come sostituzione ORA E SUBITO delle generazioni e culture che da troppo tempo guidano il Paese verso il declino non solo economico e morale, con Culture e Generazioni che ancora esistono nella Società Civile e sono in grado di assumere l’onere della guida della Repubblica e del suo Popolo, senza più farci vergognare.

    Presidente, colga l’attimo, non ne avremo più molti disponibili per salvare La Costituzione e il Paese!

    p.s. disponibile H24 per approfondimenti.

  • Bisogna realizzare la sovranità popolare. Perché accada occorre una battaglia culturale democratica che renda coscienti i cittadini che viviamo in uno Stato partitocratico e non in una vera democrazia. Le caste dei vari livelli di politici e amministratori fanno ciò che a loro fa comodo contro la volontà popolare. Lo vediamo chiaramente, sia dal finanziamento pubblico, sia dalla legge elettorale detta “porcellum” che dai vitalizi, dai numerosi Enti e carrozzoni pubblici per sistemare gli amici e i politici trombati. Gli stipendi sono doppi rispetto a quelli europei sia dei politici che dei manager pubblici e nulla cambia perché il vero potere, la vera SOVRANITA’ è nelle mani dei parlamentari, specie dei segretari di partito. Occorre cambiare la Costituzione che deve diventare finalmente DEMOCRATICA. Il primo articolo ( e poi i successivi) deve essere modificato e dichiarare in maniera netta il nuovo Stato democratico, ponendo in risalto la realizzazione della sovranità popolare. Suggerisco:
    Art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica fondata sulla sovranità popolare, che viene esercitata nelle forme regolate da articoli specifici della Costituzione, sia con il voto, per eleggere i propri rappresentanti, sia con appositi referendum per proporre o abrogare leggi e con appositi referendum per modificare la Costituzione.
    Lo Stato democratico, con le sue varie Istituzioni, serve per la realizzazione della volontà popolare e dei diritti fondamentali dell’uomo: uguaglianza, diritto alla libertà, compresa la libertà religiosa, che non sia lesiva dei diritti altrui, diritto ad un lavoro adeguato alle proprie capacità e attitudini, diritto alla salute, alla Giustizia, diritto a concorrere alla realizzazione della Giustizia sociale, alla difesa delle famiglie e delle imprese, che svolgono una funzione sociale, diritto alla difesa, diritto di decidere dove risiedere. Ogni diritto sarà attuato nei limiti che non ledano i diritti altrui.
    Aggiungo anche gli ultimi due articoli: 140) Il Parlamento che, entro i termini previsti dalla Costituzione, non indice i referendum obbligatori o non rispetta il risultato dei referendum e non applica la decisione popolare viene esautorato dal Presidente della Repubblica e sciolto. Se Il Presidente non agisce viene sottoposto a processo presso la Corte Costituzionale entro sei mesi dalla richiesta di un terzo dei parlamentari o di 100.000 cittadini aventi diritto di voto. In caso di condanna deve essere espulso immediatamente, a vita, dalle cariche pubbliche.
    141) Ogni violazione della Costituzione deve essere giudicata dalla Corte Costituzionale entro tre mesi dalla denuncia.

  • Nella nuova Costituzione democratica occorre che compaiano i seguenti punti, per rendere effettiva la sovranità popolare: a) Modifiche costituzionali sempre sottoposte a referendum, senza quorum.
    b ) iniziative popolari per leggi: con 50.000 firme c’è l’obbligo del Parlamento a discuterle entro 6 mesi dalla presentazione. Se non le approva deve sottoporle a referendum entro 12 mesi dalla presentazione.
    c) legge elettorale con possibilità di scelta dei candidati.
    d) modifiche costituzionali su proposta di cittadini:
    1) 250.000 cittadini aventi diritto possono presentare una revisione parziale della Costituzione al Parlamento, che la elabora entro 6 mesi e la sottopone a referendum entro 12 mesi dalla presentazione.
    2) 500.000 cittadini aventi diritto possono presentare un progetto COMPLETO di Costituzione, che il Parlamento elabora entro 6 mesi e lo sottopone obbligatoriamente a referendum senza quorum, entro 12 mesi dalla presentazione al Parlamento.

  • Cara Sandra Bonsanti, cosa ci potevamo aspettare da parlamentari (e non parlamentari) formati alla scuola dell’intrallazzo, specialisti nell’arte di saper capitalizzare vantaggi personali a danno della collettività?
    Il palco del 12 ottobre ha dato inizio ad una grande stagione di RESISTENZA in difesa della Carta e per la Sua attuazione. Ecco, è giunta l’ora: occorre aprire ogni forma di ostilità democratica, mobilitando e coinvolgendo nella discussione l’opinione pubblica la quale, inoltre, và posta nella condizione di poter giudicare se “qualcuno”, eventualmente, ha tradito il giuramento solenne prestato. Ringrazio per l’attenzione.

  • Grazie a Sandra Bonsanti per queste parole. La tua solitudine è circondata dalle 440.000 solitudini dei firmatari dell’appello contro la modifica dell’art. 138, tutti noi con il nostro grido afono e inascoltato, che nessun grande giornale, nessuna piazza televisiva riprende.

    Tutti dovrebbero leggere il tuo libro, Il gioco grande del potere. La maggior parte degli Italiani ha dimenticato, o non ha mai saputo, i nomi e i cognomi dell’Antistato che da sempre rode il cuore dello Stato. E anche chi parla di “opportunità” da prendere al volo dovrebbe dare un po’ di sfondo alla percezione delle facce proterve alle quali bisognerebbe ora rassegnarsi, per “cogliere l’opportunità”. Dietro quelle facce proterve ce ne sono molte altre: e sono facce di gente che della Repubblica ha nei decenni e decenni e decenni fatto sozzo mercato di affari propri quando non d’intese criminali. Grazie Sandra, e resisti.

  • Grazie Sandra … mi sento meno sola ed in ottima compagnia !!!
    Resistere resistere resistere sempre!!!
    Lo dobbiamo a tutti quei partigiani che hanno combattuto per noi ed il cui sacrificio, a questo punto, sembrerebbe vano

  • Anche questo dannato sfregio è da attribuirsi al berluscomismo quale condizione crepuscolare dell’intelletto che accetta ogni motivazione “valida” . Vergognarsi , fosse anche in privato , è impossibile ….

  • “RESISTERE NON SERVE A NIENTE” lo scrive anche W. Siti nel libro premio Strega.

    ATTACCARE, RIVINCERE, RICONQUISTARE! è l’imperativo atteggiamento da tenere contro la “casta politica” che per la sua mediocrità ci costringe a vivere un infinito inferno quotidiano.

    E LA CARTA ci offre gli strumenti per realizzare, ATTACCANDO NOI POPOLO SOVRANO, con gli articoli che consentono la Democrazia Diretta nel rispetto della COSTITUZIONE e del SUO SPIRITO AUTENTICO, quel Cambiamento Ampio Profondo e Rapido che tutti auspichiamo.

    RESISTERE NON SERVE A NIENTE!

    Presidente Bonsanti colga l’attimo! Un Popolo intero attende la possibilità di trasformare l’Indignazione in una sacrosanta Ribellione nel nome e nell’esercizio della Costituzione.

    Soltanto esercitandoLa potremmo rilanciare la Sua Autorità e la Sua Autorevolezza e quindi blindarla contro ogni attacco lesivo del Suo Spirito Originario.

    Non possiamo perdere forse l’ultima occasione prima dello stravolgimento dell’art. 138!

    p.s. disponibile per approfondimenti H24 328 48 66 424

  • A Paolo che scrive: “Ciò che ancora non mi spiego è come Napolitano abbia potuto accettare questo sfregio”.

    È questo il problema: il fatto che non te lo spieghi. Ricostruendo correttamente le vicende degli ultimi mesi, si spiega tutto perfettamente: Napolitano è il primo, se non il principale, *artefice* dello sfregio.

    Il 3 marzo scorso il professor Onida dichiarava che, se un presidente della Repubblica tiene in carica un governo dimissionario, attua «una specie di colpo di Stato», ma dispensava Napolitano in quanto questi non aveva il potere di sciogliere le Camere.

    Le ragioni d’una simile eccezione sono misteriose. Può la Costituzione volere la violazione di sé stessa? Evidentemente no. Napolitano, posto in condizione di violare l’art. 94 per effetto, in quel particolare frangente, dell’art. 88, aveva comunque una scelta: le dimissioni. Le dimissioni del presidente della Repubblica sono una valvola di sicurezza contro le forzature costituzionali imposte dai casi limite.

    Ma quel che ha fatto Napolitano s’apprezza piú sul versante politico che su quello giuridico. Ha preteso un governo di suo gradimento (non gli spetta!), con un programma di suo gradimento (non gli spetta!). Questo programma include lo stravolgimento della Costituzione, verso il quale costantemente *preme* con i suoi cosiddetti “moniti”. Ha alterato le sorti politiche del Paese, condizionando il Parlamento attraverso l’appoggio dei franchi tiratori e ponendo condizioni alla sua rielezione (non sono ammesse!). È andato in Parlamento a dichiarare che, se il governo non fosse durato, si sarebbe dimesso: è una richiesta di fiducia (non gli spetta!).

    È completamente venuto meno a tutti i suoi doveri costituzionali e merita la messa in stato d’accusa. Se non si riconosce la vera natura dei fatti in corso di svolgimento, è impossibile contrastarli con efficacia: inutile curare la democrazia come se fosse malata ma non ancora in punto di morte. *È* in punto di morte.

    Ecco perché è un problema non riuscire a spiegarsi “come Napolitano abbia potuto accettare questo sfregio”. Non solo l’ha accettato, ma l’ha *voluto*, insieme a una parte del PD che poi è riuscita a imporsi (superati pochi ostacoli, cosa piú facile non esiste) a tutto il partito.

  • “La repubblica siamo noi”, (G.Colombo e Roberta De Monticelli) complimenti, anche questo è un libro da leggere e da proporre per nuove esperienze.
    La Costituzione nella vita e la vita nella Costituzione.

    Grazie a tutti.

    Un grande Pietro Ingrao, 98 anni . ” Ragazzi non bastano i cortei, non basta la vostra meravigliosa passione per battere le guerre, l’ingiustizia , il bisogno . Serve la politica per vincere . La politica che incida nel potere. Come facciamo per far diventare la vostra speranza “potere politico” ? Questo è il problema che avete davanti. Un corteo bello e ardente non è ancora politico. Quali sono le vostre armi ? Non le vedete ? Ci sono..! Sono in quel libretto che i vostri padri chiamarono Costituzione, dopo aver conquistato il diritto a scriverlo con la Resistenza . La forza del pacifismo è la legalità, che è in contrasto con l’illegalità di chi fa la guerra, pratica ingiustizia, affama nel bisogno . L’illegalità rimane nei governi e negli stati . La vostra pacifica passione deve portare i suoi argomenti e la sua forza non solo nelle piazze , ma negli stati e nei luoghi del potere. E’ un obiettivo ambiziosissimo che dovete darvi : costruire un potere di pace . Nessuno c’è finora riuscito: il potere è sempre armato, è sempre stato in guerra. Noi abbiamo perso, nel volerlo costruire , imparate da noi , dalle nostre sconfitte. Voi potete farcela . Auguri per il vostro lungo viaggio . Pietro Ingrao ”
    Un grande Pietro Ingrao, 98 anni .

  • Per quanto riguarda Napolitano, andate su you tube e cliccate: GASPARRI:”ABBIAMO DI FATTO CAMBIATO LA COSTITUZIONE”

  • Perfetto Carli Pietro! Bravissimo a riproporci Un altro grande Pietro:

    IL NOSTRO POTERE STA NELLA COSTITUZIONE!!!

    Non lo vedete? Ma come fate a non vederlo? Ma come fate Voi cultori e studiosi della Costituzione a non vederlo e quindi a non esercitarlo? Come fate a non capire che solo esercitando concretamente la Carta, rilanciandone così autorità e autorevolezza, la blinderemmo da qualunque attacco lesivo del Suo Spirito Autentico?

    Non troverete più pace se consentirete lo scempio!

  • Perfetto Carli Pietro!

    Che cita un altro Grande Pietro che ci indica:

    “Quali sono le vostre armi? Non le vedete? Ci sono! Sono in quel libretto che i vostri padri chiamarono Costituzione, dopo aver conquistato il diritto a scriverlo con la Resistenza.”

    Ma come fate Voi cultori e difensori (solo a parole?) della Carta a non vederle e a non indicare chiaramente l’USO ESTREMO ED ESTESO degli articoli che consentono la DEMOCRAZIA DIRETTA a una Cittadinanza che soffre da troppo tempo un inferno quotidiano, materiale e immateriale?

    Come fate a non vedere che quegli articoli, 1-71-50 e se necessario 40, branditi dal POPOLO SOVRANO, possono cambiare il corso del destino del nostro Paese? Non certo per uno stabile governo, ma per una tornata capace di liberare l’alto potenziale riformatore della Carta!

    Siamo ancora in tempo a fermare lo stravolgimento che ci priverà anche di “quelle Armi Costituzionali” citate da Ingrao, se agiremo subito!

    Ma un Popolo ha bisogno di guide Sagge e Credibili a cui affidare fiduciosa e finalmente sicura la propria voglia di Cambiamento e la propria energia di vitalità democratica.

    E queste guide siete Voi di quel “ceto colto e riflessivo” così antitetico ai partiti attuali, siete Voi cosi benissimo rappresentati da Stefano Rodotà e dai suoi “fratelli”.

    Ma se non agirete su di Vi cadrà la responsabilità di Gravi Reati di Omissione! Perché se dalla mediocrità nulla di buono ci si può attendere, da Voi è lecito e giusto attendere non solo Belle Parole e Inutili Manifestazioni, ma Azioni Concrete nel rispetto della Legalità e dello Spirito Autentico della Costituzione.

    Esiste in traccia un progetto del quale sono disponibile a discutere H24

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