IL GIURISTA: “Ma sull’articolo 138 la Cgil cosa fa?”

AnpiMilanoCaro Direttore, leggo nell’articolo di Salvatore Cannavò pubblicato il giorno 24 sul Fatto che Anpi e Cgil punterebbero a rilanciare il Comitato “Salviamo la Costituzione, aggiornarla non demolirla”, il che mi fa piacere essendone io il presidente. Sembra però, dall’articolo, che sia la Cgil sia l’Anpi (ma ho dei dubbi a proposito di
quest’ultima) sarebbero bensì favorevoli a opporsi alle singole leggi costituzionali (in particolare contro il presidenzialismo), ma non contro il d.d.l. n. 813, col quale, com’è noto, Governo e Parlamento intenderebbero “disapplicare” (una tantum!) la Costituzione per introdurre una diversa procedura di approvazione delle
leggi costituzionali per la modifica della Costituzione. Ebbene, se ciò fosse vero, io sarei personalmente contrario a Cgil e ad Anpi sia come studioso, sia come primo firmatario dell’appello lanciato dal Fatto in favore
dell’articolo 138.
Danilo Barbi, segretario generale della Cgil ha bensì giustamente sottolineato la difficoltà dei comuni cittadini a comprendere il significato di un referendum contro il solo d.d.l. n. 813, e cioè contro il “metodo” delle riforme. Personalmente io sono invece certo che gli italiani capirebbero bene il problema sottostante, se si spiegasse loro che il d.d.l. n. 813, così com’è scritto, potrebbe consentire la modifica di gran parte dell’“ordinamento della Repubblica”. E quindi con effetti pregiudizievoli che invece non si avrebbero con una semplice revisione ex
art. 138, in forza della quale si potrebbe tranquillamente effettuare la puntuale riforma del bicameralismo, la puntuale riduzione del numero dei parlamentari e addirittura la stessa riforma della forma di governo (purché non se ne riducano i “contropoteri”!).
Non opporsi al d.d.l. n. 813 significherebbe, oltre tutto, far pervenire ai cittadini italiani e alle forze politiche un messaggio assai pericoloso, e cioè che l’articolo 138 non è più l’unico percorso consentito per le revisioni
costituzionali – ma che il Parlamento, ponendosi al di sopra della stessa Costituzione – può prefigurare percorsi alternativi per la riforma della Costituzione.

3 commenti

  • Perfettamente d’accordo col professor Pace. Stanno scassinando l;articolo 138 per distruggere la costituzione e poi barricarsi all’interno perché le altre modifihe della Costituzione andranno fatte col 138 (che probabilmente si guarderanno bene dal modificare). Gli italiani capiranno benissimo, basta solo spiegarlo.

  • Gli italiani non capirebbero che la priorità assoluta è opporsi alla violazione dell’art. 138?E quindi CGIL (e non solo) propongono di boicottare presidenzialismo e riforma della giustizia ma favorire il superamento del bicameralismo perfetto e la riduzione del numero dei parlamentari:sono loro a non aver capito niente! Io hofirmato l’appello x difendere l’art. 138 e con esso tutta la Costituzione. È come se invece qualcuno dicesse che violare l’art. 1380è cosa buona e giusta x alcune riforme ed è sbagliato x altre. Ci stanno prendendo in giro?

  • Pingback: IL GIURISTA: “Ma sull’articolo 138 la Cgil cosa fa?” | Comitato a Difesa della Costituzione Genova

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

 caratteri massimo. Il testo eccedente verrà troncato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>