Cinque voti maledetti

Aula SenatoGrazie a soli 5 voti, il Senato approva in terza lettura, a maggioranza assoluta con 218 voti il ddl costituzionale che istituisce il Comitato parlamentare per le riforme costituzionali. E’ la seconda deliberazione del Senato. L’ok finale spetta alla Camera, che ha gia’ votato il 10 settembre. Per cinque voti in più viene precluso il ricorso al referendum, infatti il non raggiungimento dei due terzi, che lo avrebbero permesso, presupponeva che i voti favorevoli fossero meno di 214.
Votano contro 58 senatori di Lega nord, M5s e Sel. Si sono astenuti 12 senatori, tra questi tre senatori del Pdl, Augusto Minzolini, Francesco Nitto Palma e Ciro Falanga, in dissenso dal loro gruppo perchè non viene affrontato il tema della riforma della giustizia. Si sono astenuti 4 senatori del Pd: Corradino Mineo, Walter Tocci, Silvana Amati e Renato Guerino Turano.

La votazione al Senato, con i nomi dei favorevoli, dei contrari e degli astenuti.

11 commenti

  • Oltre ad augurarci la fine delle larghe intese, cosa possiamo fare professor Zagrebelsky? Sollevare un conflitto per la incostituzionalità della procedura? Cercare di limitare i danni e spingere per il governo del primo ministro evitando il semipresidenzialismo?

  • Pingback: CINQUE VOTI MALEDETTI – Maggioranza assoluta per il ddl costituzionale – 23 ottobre 2013 » Circolo di Roma

  • Quali speranze possiamo ora avere?
    Propongo di fare l’elenco dei senatori (mettendo in neretto quelli del PD) che hanno votato il DDL Costituzionale, affinchè siano ricordati e alle prossime elelezioni utilizzare questo come un promemoria!.
    Riccardo Campanelli

  • Chiedo scusa,
    qualcuno ha la pazienza di spiegarmi quali cambiamenti comporta il dll in questione?

  • Sono d’accordo con Riccardo, ma in pratica si fa prima a citare chi nel Pd si è chiamato fuori. La colpa è del Pd come partito.

  • Bene, dopo aver urlato piú volte invano la mia rabbia, è il momento della ponderazione. Intravisto l’intervento del professor Zagrebelsky alla manifestazione, infatti, sono penosamente obbligato concludere che L&G è sin troppo tenera.

    E allora, fermo restando che continuo a ritenere in atto un piano apertamente *eversivo* il cui manovratore (apparente) è al Colle, e che *questa* è la situazione che va denunciata, vi prego di prendere nota di quanto segue.

    La Camera, ovviamente, confermerà il voto del Senato. Perduto il treno della denuncia, e non esistendo palesemente alcun dialogo, la battaglia è persa.

    Ciò era ampiamente prevedibile.

    Gli Achei sono entrati.

    Qualcuno si chiede giustamente che cosa fare, oltre ad augurarsi la fine della *legislatura* (e non del solo governo, perché non è detto che basti).

    Ebbene la risposta è iniziare a convincere la gente, con un’azione informativa *a tappeto*, che questo tentativo di revisione/eversione costituzionale va respinto, tenendo conto ‒ ATTENZIONE ‒ che chi lo vuole condurre in porto possiede un’arma formidabile per far passare il messaggio contrario.

    Caro professor Zagrebelsky, pensi se deliberassero alla fine un’enormità come questa: costituzionalizzare un sistema elettorale, mettendosi in condizione d’agitare, per il caso della mancata approvazione, lo spauracchio dell’odiato Porcellum.

    Attenzione, ripeto. Questi sono dritti, non si limiteranno a fingere di voler ridurre il numero dei parlamentari. Anche per questo vi prego di pubblicare questo mio intervento ma di cancellarlo subito non appena avrà raggiunto il suo scopo.

    Distinti saluti.

  • Interessante: ciò che Berlusconi non è mai riuscito a fare neanche quando aveva maggioranze bulgare, lo si fa adesso, con le quattro maggiori cariche dello Stato guidate dal centro sinistra e la camera con maggioranza assoluta al Pd.
    Ed è curioso che chi non è stato in grado di scrivere in otto anni una legge elettorale decente possa aver la presunzione di saper scrivere una Costituzione.
    Scandaloso è poi tanto il modo in cui il presidente della Repubblica continua a dettare di fatto la linea a governo e parlamento quanto il silenzio ossequioso e avvilente in proposito della maggioranza di giornalisti e intellettuali. Un paese alla deriva a tutti i livelli.

  • 218 voti maledetti, ma quelli del partito democratico più maledetti degli altri. Non sono solo cinque voti, ma 5 + 213.
    Ai senatori del PD che si sono astenuti dico che una è la coscienza e una è l’idea della verità e della giustizia, almeno in casi come questi. Chi non era d’accordo aveva il dovere morale e politico di dire il suo no a voce alta e ferma.
    E nessuno potrà dire che non aveva contezza dello stato d’animo di buona parte delle cittadine e dei cittadini.
    Buon pro faccia a tutti lor signore e signori del Senato della Repubblica.
    Ancora e sempre resistenza.

  • @ Riccardo

    L’elenco si trova nel sito del Senato.it

    Conviene guardare il gruppo parlamentare del PD, perché là sono elencati i nomi dei senatori del PD.

  • se serve i voti del gruppo PD-da Il Fatto

    I CONTRARI Su 107 senatori dem (108 con il presidente Pietro Grasso, che però non vota) 101 hanno votato a favore al ddl costituzionale. Solo cinque non hanno detto sì. Felice Casson si è astenuto. Quattro non hanno partecipato al voto, pur essendo in aula: Silvana Amati e Walter Tocci (astenuti, l’11 luglio scorso) poi Renato Turano e Corradino Mineo, che ha spiegato in aula il suo sostanziale no. Assente Marco Filippi (in missione).

    I FAVOREVOLI Donatella Albano; Ignazio Angioni; Bruno Astorre; Maria Teresa Bertuzzi; Amedeo Bianco; Daniele Gaetano Borioli; Claudio Broglia; Filippo Bubbico; Massimo Caleo; Laura Cantini; Rosaria Capacchione; Valeria Cardinali; Vannino Chiti; Monica Cirinnà; Roberto G. G. Cociancich; Stefano Collina; Paolo Corsini; Giuseppe Cucca; Vincenzo Cuomo; Erica D’Adda; Emilia Grazia De Biasi; Mauro Del Barba; Isabella De Monte; Rosa Maria Di Giorgi; Nerina Dirindin; Stefano Esposito; Camilla Fabbri; Emma Fattorini; Nicoletta Favero; Valeria Fedeli; Elena Ferrara; Rosanna Filippin; Anna Finocchiaro; Elena Fissore; Federico Fornaro; Maria Grazia Gatti; Rita Ghedini ; Francesco Giacobbe; Nadia Ginetti; Miguel Gotor; Manuela Granaiola; Maria Cecilia Guerra; Paolo Guerrieri Paleotti; Josefa Idem; Nicola Latorre; Stefano Lepri; ; Bachisio Lai; Sergio Lo Giudice; Doris Lo Moro; Carlo Lucherini; Giuseppe Lumia; Patrizia Manassero; Luigi Manconi; Andrea Marcucci; Salvatore Margiotta; Mauro Maria Marino; Claudio Martini; Donella Mattesini; Giuseppina Maturani; Claudio Micheloni; Maurizio Migliavacca; Marco Minniti; Franco Mirabelli; Mario Morgoni; Claudio Moscardelli; Massimo Mucchetti; Pamela Orrù; Venera Padua; Giorgio Pagliari; Annamaria Parente; Carlo Pegorer; Stefania Pezzopane; Leana Pignedoli; Roberta Pinotti; Luciano Pizzetti; Francesca Puglisi; Laura Puppato; Raffaele Ranucci; Lucrezia Ricchiuti: Gianluca Rossi; Francesco Russo; Roberto Ruta; Angelica Saggese; Gian Carlo Sangalli; Giorgio Santini; Francesco Scalia; Annalisa Silvestro; Pasquale Sollo; Lodovico Sonego; Maria Spilabotte; Ugo Sposetti; Salvatore Tomaselli; Giorgio Tonini ; Mario Tronti; Stefano Vaccari; Daniela Valentini; Vito Vattuone; Francesco Verducci; Luigi Zanda; Magda Zanoni; Sergio Zavoli.

  • Inaudito l’intervento di ieri del Presidente della Repubblica all’ANCI. Ha qualificato la Costituzione “paralizzante pastoia”, ha qualificato noi che protestiamo quale “fuoco di sbarramento” e “conservatori”.
    Dobbiamo intervenire più efficacemente.
    Perchè L&G non predispone una mail da inviarsi a tutti i deputati?
    Forse potremmo bloccare l’ultimo voto.

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