L’Italia nascosta sotto il manto della democrazia

Sandra_Bonsanti_stampa_esteraIl drago cambia pelle, ma resta sempre il drago. La metafora del drammaturgo Schwarz è ancora vivissima, così come i moniti a riconoscerlo in ogni sua storica metamorfosi e a non deporre mai le armi nella lotta contro di lui. Sandra Bonsanti c’è. E c’era anche 40 anni fa, giornalista impegnata a far luce sui misteri più oscuri del nostro Paese, a smascherare il circolo vizioso del potere asservito al denaro, del denaro che serve ad accrescere il potere. Nel suo mestiere quotidiano ha raccontato per lunghi anni i cento volti del drago, e i suoi colpi di coda: Piazza Fontana, Sindona, Gladio, la P2, Calvi sotto il Blackfriars bridge, i 55 giorni di Moro, Licio Gelli, le stragi di mafia. Sandra Bonsanti c’era e ha visto con i propri occhi, annotato ogni fatto, ogni emozione sui suoi taccuini, pubblicato i suoi resoconti sulle maggiori testate italiane rischiando anche in prima persona. E oggi che i volti sono cambiati ma la guerra fra Stato e Antistato è ancora più violenta, eccola rispolverare gli appunti, rileggere fatti e misfatti e raccontare in un affascinante “dietro le quinte” i misteri della Repubblica nel suo nuovo libro “Il gioco grande del potere” (Chiarelettere editore, pagg. 256, euro 12,90). «Un perverso intreccio di potere e interessi – dice la Bonsanti – ha insidiato la democrazia dagli anni Settanta a oggi facendo perdere la visione d’insieme della società come idea di bene comune. Eppure c’è chi, anche in buona fede, è convinto che sia meglio non sapere come sono andate le cose. Costoro chiedono semplicemente di partecipare al “gioco”, il “gioco grande del potere”, per dirla con le parole di Giovanni Falcone». L’idea del libro è nata da una relazione sulla P2 che la Bonsanti era impegnata a preparare nell’ambito del suo attuale impegno politico, che la vede dal 2003 alla guida di Libertà e Giustizia. «Nel cercare materiali per la relazione – spiega – sono andata a rileggere i miei vecchi taccuini pieni di appunti scritti spesso in gran fretta, e nell’ampliare la ricostruzione di quegli anni mi sono accorta di quanto il nostro presente affondi le sue radici nella storia di quel periodo». Nei taccuini un fiume di appunti privati, tutto ciò che al tempo non aveva trovato spazio negli articoli, ma che oggi contribuisce a scrivere una storia fatta anche di lettere private, oscuri avvertimenti, frasi a doppio senso. Così come di confidenze intime, sfoghi e pareri a microfono spento di parte amica. La politica italiana che emerge dalle pagine del libro è una ragnatela di rapporti e dinamiche estremamente complessa, dove niente è quel che sembra. «Saper distinguere il vero dal falso, evitare trappole e mistificazioni diventa un po’ uno stile di vita – dice la giornalista – il non fidarsi, l’andare a controllare le fonti, il non dare niente per scontato. E cercare di capire i motivi reali che stanno dietro certe prese di posizione. Ad esempio, la “strategia” di attaccare i magistrati dicendo che sono di parte e addossandogli tutte le colpe fu inaugurata nell’ottanta da Bettino Craxi durante il dibattito su Calvi». In questi 40 anni è cambiato il quadro internazionale, e di conseguenza il ruolo dell’Italia, che in passato aveva condizionato scelte che solo apparentemente erano di politica interna. La costante è il malaffare in politica, un fil rouge di cui il racconto della Bonsanti indaga le responsabilità. «Per noi italiani – dice – la libertà è abbastanza giovane; certamente la classe politica che ha gestito il potere, a partire dalla Dc, ma anche parte dell’opposizione una responsabilità ce l’hanno, ed è quella di non aver capito o voluto capire che la democrazia andava difesa, che la Costituzione andava spiegata e attuata. Colpe che la classe politica si tira dietro; poi un po’ è anche colpa di noi giornalisti, e di noi tutti se il nostro Paese ha fondamenta così fragili. Di recente parlando con i giovani mi sono chiesta perché la Costituzione non è stata insegnata. Credo di poter dire che i nemici della Costituzione sono presenti da sempre nella nostra storia, Stato e Antistato sono nati insieme. Per fortuna c’è stata anche un’Italia che ha resistito». Nel libro la Bonsanti sottolinea che «C’è un’Italia che non è mai stata sul mercato, la cui semplice esistenza ha impedito che la democrazia venisse sacrificata sull’altare del potere occulto». E nomina «Pochi maestri, ma grandi maestri». Fra questi Calamandrei, Salvatorelli, Jemolo, Carlo Levi, Spadolini, Tina Anselmi, Ugo La Malfa, Dalla Chiesa, Pertini, Occorsio e tanti altri ai quali è dedicato il volume. E oggi? «Trovo che in questa fase così difficile della democrazia – conclude la scrittrice – gli intellettuali, categoria spesso vituperata, contro cui si scagliava Craxi, abbiano retto denunciando le storture del berlusconismo. Per il resto, serve la scuola del passato per cercare di capire una situazione assai complessa: si stanno scontrando due crisi, una economica e una istituzionale. La seconda forse ce la potevamo risparmiare o avrebbe potuto essere meno grave, ma quando avvengono questi incroci anche gli sbocchi sono molto rischiosi». Il punto di riferimento lo fissa Gustavo Zagrebelsky nellapostfazione al libro: «Si dirà, dove trovare le ragioni della riscossa democratica? La risposta è chiara: nella Costituzione».

Leggi l’articolo sul Tirreno

Guarda il video della trasmissione di Concita De Gregori su Rai 3 “Pane Quotidiano”

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1 commento

  • LA POLITICA CHE CREA POVERTA’.
    VENDESI STIVALE AL MIGLIOR OFFERENTE.
    Il Paese puzza di marcio esattamente come lo stivale di un randagio sgretolandosi lungo il cammino, accompagnato da sofferenze, suicidi, fallimenti, chiusure, disoccupazione, ingiustizie, corruzione, ecc., tutto abilmente soffocato all’opinione pubblica, attraverso la ferrea censura dei mercenari dell’informazione , che operano alle dipendenze delle varie Redazioni Mediatiche.
    CITTADINI NON POVERI – NON SCEMI – MA DERUBATI DA FORZE DI POTERE OCCULTE E SCONFINANTI.
    Sono ormai cinquant’anni che diffondo ai sette venti o meglio alle sette cadreghe più importanti del Paese, che lo Stivale necessita di un Ente in grado di risolvere le tante porcate giornaliere commesse da Istituzioni Mafiose dello Stato disperse lungo l’intera Penisola.
    Il punto cruciale, quando accade una scorrettezza da parte di un dipendente dello Stato verso un cittadino, molto peggio quando la scorrettezza si compie da parte di una Istituzione, la prima imprecazione che capita di pronunciare è suggellata dalla frase divenuta comune:
    PAESE DI MERDA – MALEDETTI LADRI ISTITUZIONALIZZATI.
    Questa frase pronunciata ripetutamente da milioni di persone che hanno a che fare giornalmente con i vari uffici di rappresentanza della Mafia Istituzionalizzata dello Stato, colpiscono al cuore l’intero Paese, ricordando la disfatta di Salomone con tutti i Filistei.
    I risultati sono più che evidenti, giorno dopo giorno milioni di cittadini augurano la fine di questo Stato che non risponde al rispetto dei Diritti Civili, Umani, Sociali e Spirituali, trascinando nel baratro la Nazione intera.
    Perché gli altri Paesi vanno avanti, mentre noi andiamo sempre più indietro?
    Persino la Compagnia Aerea di bandiera viaggia da lunghi anni sui corridoi del fallimento.
    La spiegazione è sotto al naso di tutti, il Paese è soggiogato da alcuni deretani che occupano le poltrone di comando, di cui giorno dopo giorno la famosa frase di rito pronunciata da milioni di cittadini si allarga sempre più, sino a divenire una evidente realtà che si concretizza con i vari fallimenti Nazionali passati e quelli in corso d’opera.
    Non comprate più vetture Italiane, non sono concorrenziali – non mangiate e non consumate più prodotti Italiani, contengono il sangue dei vostri fratelli – non viaggiate più con Alitalia, potrebbero chiedervi un contributo per il fallimento – non rifornitevi più da compagnie Italiane, i costi sono triplicati – le vacanze passatele all’estero, per distrarvi dalla Politica presente anche nei nostri sogni – andate a pregare nelle Moschee o nelle Sinagoghe, perché il nostro Dio ha abbandonato il Paese sbattendo la porta.
    In definitiva, stiamo vivendo una guerra interna silenziosa per cambiare il sistema Politico deficitario e ripiegare il nemico che abbiamo in casa, attaccando l’Economia generale del Paese con risultati funzionali prima di decadere nel Limbo.
    I fallimenti di importanti gruppi Industriali o di Servizi alla Nazione, Isole e Penisole in vendita al miglior offerente, facendo sprofondare sempre più questo nostro Paese che in epoche lontane fu nella storia come esempio di civiltà ormai decaduta.
    Sono diversi anni che batto il chiodo delinquenziale di comportamento negativo, così come vengono definiti alcuni gruppi mafiosi associati alla Regione Lombardia, fra i quali alcuni ben riconosciuti come ALER Milano.
    Per l’occasione scrissi al Presidente della Repubblica, al Capo del Governo, alla Capessa del Parlamento, del Senato, della Regione Lombardia, al Santo Padre residente in Vaticano, e a tutto il giardino Zoologico presente nello Stivale, ma dai risultati sembrerebbe che le mie lettere si sono volatilizzate nel marasma del sistema Politico Italiano, composto da super uomini e super donne che non vedono ancora lo sfumare del Paese sotto ai loro piedi.

    Dal 1972 al 1992 per decreto legge emesso da Giovanni Leone (considerato l’uomo degli scandali, poi obbligato a dimettersi), allora Presidente della DC, tutti i lavoratori Italiani furono derubati di una tassa addizionale inizialmente programmata per la creazione di un Fondo GESCAL che avrebbe permesso allo Stato di raccogliere miliardi con la causale di fabbricare case popolari per i bisognosi.
    Fu rafforzato l’Ente denominato IACP amministrato da personale Politico ubbidiente al Partito, nel quale furono incamerati una parte dei soldi raccolti e iniziarono a costruire case a costi superiori al valore di mercato, per far fronte al supporto della corruzione Politica Italiana ormai incarnata a livello Nazionale.

    In quanto al resto dei soldi, la parte più consistente della torta costruita in vent’anni di ricavi, migliaia di miliardi, non si sa che fine abbiano fatto. Nel frattempo molti Politici sono diventati ricchissimi. Pare che la DC, o chi per lei, disponesse di molti Palazzi in Svizzera. Pare che il Presidente Moro, in poco tempo divenne miliardario, ma non riuscì a portarsi dietro la sua fortuna, eliminato ante tempo dalle Brigate Rosse. Pare che varie storie di suicidi eccellenti siano collegati a intrallazzi Politici per interessi Economici che sicuramente non porteranno nel al di là.

    Bisognerebbe chiedere alla DC, ai Sindacati e ai Governi ombra di allora, i quali Governarono il Paese per tanti anni, , come nacque il pentolone senza fondo che diede origine al penoso debito Pubblico Nazionale sempre crescente sin dall’inizio della crisi dagli anni 70 sino ai nostri giorni.

    Terminate le costruzioni nel 1975, lo IACP iniziò ad assegnare le case alle famiglie a condizioni di riscatto, in modo che l’Ente rientrasse nei soldi della costruzione attraverso i mutui Bancari. Il colpo di scena, i documenti relativi al riscatto non sono mai arrivati, malgrado proteste e ricorsi alle Autorità superiori. Nessuno risponde. Legge del silenzio per non cascare nell’inganno. Intanto i Condomini pagavano le bollette mensili gonfiate, deprivati persino dei servizi fatturati e mai goduti, il tutto per mantenere una Piramide di corrotti e corruttori al servizio dei vari Partiti.

    Nel 2001 lo IACP viene sostituito in gran segreto dall’ALER, cancellando ogni precedente accordo con gli inquilini. L’ALER subentra come dipendenza della Regione amministrata da rappresentanti della Chiesa Cristiana, la quale con la forza si impadronisce delle case già pagate oltre dodici volte il valore originale, sottraendo sia i soldi iniziali versati dai lavoratori alla GESCAL, sia i pagamenti versati dagli inquilini per oltre 37 anni: le case diventano proprietà della Regione nelle mani del Partito di Comunione e Liberazione.

    L’ALER, come dipendenza della Regione Lombardia, Governata da Roberto Formigoni dal 1995 sino al 2012, apparente autore del colpo mancino del millennio, rappresentante del Partito della Chiesa “Comunione e Liberazione” ubbidiente al gioco Politico del magna tu che magno anch’io, il tutto soffocato per anni dall’informazione, minacciando di sfratto tutte le famiglie che non sottostanno a pressioni e soprusi imposti dal sistema, con l’appoggio dei Sindacati e dei Politici a libro paga.

    Il caso non fu mai risolto nonostante i vari cambi di Governo. Uno scandalo di grandi proporzioni di cui non tutti sono informati, e fu riportato all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale come uno dei tanti reati impuniti dello Stato Italiano.

    Oggi la Nazione oltre alla Crisi, paga le conseguenze dei furbetti, con una recessione causata da diversi decenni di Sciacallaggio Politico e Spirituale, sostenuto da sceneggiate di piazza.

    Non so se avete capito: si sono mangiati i miliardi versati in vent’anni di furti istituzionalizzati, si sono mangiati le case e i versamenti di trenta sette anni di speculazioni e sperano di farla franca.
    Anthony Ceresa.

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