Il nuovo circolo di LeG a Piacenza

piacenza_26_settembreIeri a Piacenza la sala dove il professor Zagrebelsky ha tenuto la sua conferenza, nell’ambito del Festival del Diritto di cui il professor Stefano Rodotà è il responsabile scientifico, era stracolma e le persone in piedi raddoppiavano quelle che avevano colmato ogni posto a sedere. Il titolo “Democrazia scena o messinscena”, non era certo promessa di spettacolo e divertimento e quell’affollamento, che dovrebbe far riflettere attentamente i nostri politici, era il segno inconfutabile del diffuso bisogno di capire e ragionare attorno alle problematiche, ormai gravi e preoccupanti, della nostra convivenza civile. Era il segno del bisogno di tante persone di apprendere e riflettere al riparo dalla grossolanità e dalla faziosità dei talk show, affidandosi a persone di cultura che non hanno interessi da difendere ma sapienza da regalare. Perché questa partecipazione non sia episodica ma possa in futuro appagarsi di nuovi stimoli culturali è nato ieri a Piacenza, con grande partecipazione, il circolo cittadino di Libertà e Giustizia.

Pierluigi Petrini è socio di LeG e fa parte del coordinamento del nuovo circolo

2 commenti

  • Mi limito a sottoporre all’attenzione degli autorevoli organizzatori alcuni problemi scaturiti dall’osservazione delle condotte di soggetti pubblici di notevole rilevanza per la vità della Repubblica e degli individui.

    Tema più appropriato sarebbe stato “Funerale della democrazia” o quello, aperto alla speranza, “Lotta per la democrazia”.
    Viviamo in un paese in cui:
    a) il capo dello Stato minaccia un senatore (Bossi) di fargli “trovare la sua automobile imbottita di droga” (Cossiga); ritiene che il reato di abuso d’ufficio sia da “spazzar via” (Scalfaro); promulga la legge (ordinaria e, quindi, nulla!) che sospende il diritto del popolo di cui agli artt 1, c. 2, e 48, c. 2 Cost. (Ciampi); propugna, in accordo con il CSM, la tesi criminogena che il giudice è incensurabile quando applica norme inesistenti, fonda la decisione su un fatto diverso da quello risultante dagli atti o sugli stessi argomenti della sentenza cassata perché “non sorretta da alcuna motivazione” (Napolitano);
    b) diritti costituzionalmente garantiti sono negati ai cittadini comuni, molti dei quali non hanno i mezzi per difendersi dagli abusi dei pubblici ufficiali (ogni anno centinaia di migliaia di atti illegittimi, in parte difesi in giudizio dall’Amministrazione competente, con spese a carico degli indigenti, dei lavoratori, della collettività, dei contribuenti);
    c) il principio costituzionale di solidarietà è interpretato alla rovescia: solidarietà verso i prepotenti, i corrotti, i criminali;
    d) la Costituzione considerata un orpello calato sull’ordinamento monarchico criminogeno via via adattato alle esigenze dei tempi.
    Chi può contestare che viviamo nella Repubblica del privilegio e del malaffare?

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