La nostra Carta è la compagna di strada

DonLuigiCiotti“La nostra Carta è la compagna di strada: per questo, la Via Maestra”, ci ha detto alla fine del nostro incontro don Luigi Ciotti “è una strada in salita” ma sapremo percorrerla se ci saranno “continuità, condivisione e corresponsabilità”.
Abbiamo cominciato tutto all’insegna della necessità di “difendere” la Costituzione dalla riforma del governo delle larghe intese e abbiamo concluso in una Italia diversa. Un Paese nel quale i cittadini si incontrano e manifestano perché la loro Costituzione sia attuata, sia riscoperta, sia spiegata ai giovani, sia guardata “con gli occhi di oggi”.
Gli occhi dei cinque milioni in povertà assoluta, di un Paese, che dice ancora Ciotti “non riesce ad avere una legge sulla corruzione”, un Paese dove le mafie comandano. E dunque la Costituzione è proprio “la prima forma di legalità”.
Partiamo dunque da qui, dal denunciare, con le parole di Stefano Rodotà che “la Costituzione è stata imbalsamata” sia dai difensori che da chi la vuole cambiare. “Noi la stiamo riscoprendo” e per questo il 12 ottobre in piazza del Popolo sarà più di un “NO” altissimo a chi oggi la insidia, sarà l’inizio della via maestra, che vuole mettere al centro di tutto la dignità umana.
Sono parole nuove, quelle che abbiamo sentito ieri dai promotori. Parole diverse da quelle insopportabili che ascoltiamo ogni giorno, parole che guardano in faccia i bisogni della comunità, che si impegnano a proseguire insieme perché, dice Maurizio Landini “da soli non ci si fa”.
Sarà anche in salita la strada che vogliamo percorrere, ma conclude Ciotti “la nostra proposta sprigiona simpatia, e troveremo il modo di fare di più e di farlo insieme”.
Riempiremo uno spazio sociale rimasto abbandonato con le parole e i fatti della nostra Costituzione.

Il video della conferenza stampa

2 commenti

  • Pingback: Libertà e giustizia: Comunicato stampa | nandocan magazine 1

  • Con questa CARTA i partiti fanno ciò che vogliono in barba al Popolo.
    Occorre cambiare la Costituzione anche per rendere effettiva la sovranità popolare.
    PROPOSTE PER REALIZZARE LA VERA SOVRANITA’ POPOLARE .
    Proposta per un nuovo art 1 della Costituzione:
    L’Italia è una Repubblica democratica fondata sulla sovranità popolare che viene esercitata nelle forme regolate da articoli specifici della Costituzione, sia con il voto, per eleggere i propri rappresentanti, sia con appositi referendum per proporre o abrogare leggi e con referendum per modificare la Costituzione.
    Lo Stato democratico, con le sue varie Istituzioni, serve per la realizzazione della volontà popolare e dei diritti fondamentali dell’uomo: uguaglianza, diritto alla libertà, compresa la libertà religiosa, che non sia lesiva dei diritti altrui, diritto ad un lavoro adeguato alle proprie capacità e attitudini, diritto alla salute, alla Giustizia, diritto a concorrere alla realizzazione della Giustizia sociale, alla difesa delle famiglie e delle imprese, che svolgono una funzione sociale, diritto alla difesa, diritto di decidere dove risiedere. Ogni diritto sarà attuato nei limiti che non ledano i diritti altrui.
    —————————————————————————-
    chiedo le seguenti modifiche costituzionali:
    1) Presidente del Consiglio, non scelto dal Presidente della Repubblica, ma eletto dal Parlamento.
    2) Comuni solo con almeno 9.000 abitanti.
    3) Province abolite.
    4) Accorpamento Regioni: Regioni con almeno 1.000.000 di abitanti o meglio ancora formazione di Macroregioni di almeno 5 milioni di abitanti.
    5) Regioni o macroregioni con gli stessi statuti, stessi poteri e nessun privilegio, eccetto Alto Adige, per via di trattati internazionali. Regole comuni decise dal Parlamento: no a 20 ministati! Consiglieri in numero delimitato e in rapporto alla popolazione, uno ogni 150.000 abitanti, con un massimo di 45. Assessorati per competenze ben definite e delimitate, decisi dal Parlamento nazionale. Stipendi e pensioni decisi dal Parlamento.
    6) Senato abolito o con competenze limitate alle materie delle Regioni.
    7) Modifiche costituzionali sempre sottoposte a referendum, senza quorum.
    8 ) iniziative popolari per leggi: con 50.000 firme ci deve essere l’obbligo del Parlamento a discuterle entro 6 mesi dalla presentazione. Se non le approva deve sottoporle a referendum entro 12 mesi dalla presentazione.
    9) legge elettorale con possibilità di scelta dei candidati.
    10) modifiche costituzionali su proposta di cittadini:
    a) 250.000 cittadini aventi diritto possono presentare una revisione parziale della Costituzione al Parlamento, che la elabora entro 12 mesi e la sottopone a referendum entro 18 mesi dalla presentazione.
    b) 500.000 cittadini aventi diritto possono presentare un progetto COMPLETO di Costituzione, che il Parlamento elabora entro 12 mesi e lo sottopone obbligatoriamente a referendum senza quorum, entro 18 mesi dalla presentazione al Parlamento.
    11) Nessuno deve fare più di due legislature
    12) Gli stipendi dei parlamentari non devono superare di 4 volte lo stipendio iniziale di un impiegato statale al livello minimo.
    13) Ai parlamentari, consiglieri regionali, comunali, e relativi gruppi politici, non deve essere dato alcun rimborso spese per propaganda elettorale.
    14) Abolizione totale dei vitalizi. Solo pensioni in base ai contributi versati effettivamente.
    15) Non sono candidabili i condannati per reati con pena superiore ad un anno di carcere e loro decadenza è automatica se già eletti. Non sono candidabili i prescritti, chi ha società con sede legale all’estero e chi non paga le tasse in Italia.
    16) L’immunità parlamentare limitata al diritto di manifestare liberamente i propri pensieri.
    17) La prescrizione per reati contro, o a danno, dello Stato non deve avvenire mai.
    18) Non sono candidabili coloro che si trovano in conflitto d’interessi al momento delle votazioni.
    19) qualunque politico rinviato a giudizio viene sospeso dalle cariche di governo, ridotto lo stipendio, confiscato il passaporto.
    20) Il Parlamento che, entro i termini previsti dalla Costituzione, non indice i referendum obbligatori o non rispetta il risultato dei referendum e non applica la decisione popolare viene esautorato dal Presidente della Repubblica e sciolto. Se Il Presidente non agisce viene sottoposto a processo presso la Corte Costituzionale entro sei mesi dalla richiesta di un terzo dei parlamentari o di 100.000 cittadini aventi diritto di voto. In caso di condanna deve essere espulso immediatamente, a vita, dalle cariche pubbliche.
    21) Ogni violazione della Costituzione deve essere giudicata dalla Corte Costituzionale entro tre mesi dalla denuncia.

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