Osservare le regole: sempre

Costituzione_330pxLe deroghe, anche una tantum, ai regolamenti, indeboliscono il principio che le regole sono regole, uguali per tutti, scritte per il bene comune e non per l’interesse di pochi o di uno.
Per questo è giusto il richiamo del presidente Napolitano che dopo aver ricordato a tutti che è in atto “una fase altamente impegnativa dell’attività parlamentare” sia per i provvedimenti di importanza economica che per le riforme istituzionali “pienamente conformi agli indirizzi della prima parte della Costituzione e miranti a superare disfunzioni da lungo tempo analizzate dell’ordinamento della Repubblica”, raccomanda che la dialettica delle posizioni politiche “si svolga nelle aule parlamentari in un clima di civile confronto e di scrupoloso rispetto dei regolamenti e delle funzioni di chi è chiamato a garantirne l’applicazione”.
Ha ragione, il presidente. Ma quando si comincia con lo stabilire che la Costituzione deve esser riscritta senza badare all’articolo 138, la somma regola della Repubblica, è difficile poi mantenere ferma la barra. Se si può fare senza il regolamento che regola la Costituzione, perché non derogare anche a quelli che regolano Camera e Senato?
Quali sono le regole che bisogna osservare se quella là, il 138, si può violare?

3 commenti

  • Per l’ennesima volta: Napolitano è LA PIETRA DELLO SCANDALO.

    È INCOERENTE per definizione, perché s’è fatto rieleggere in spregio a tutte le regole costituzionali, pretendendo (e ottenendo) di gestire la formazione della maggioranza, del programma di governo (i saggi!!!) e del governo stesso, dunque usurpando prerogative del Parlamento e del Presidente del consiglio.

    È stato capace di formulare un proprio programma politico in vista dell’elezione del presidente della Repubblica, abbandonando ogni ruolo di garanzia, e chiedendo di fatto la rielezione con buona pace delle sue stesse dichiarazioni (che s’interpretano correttamente solo al contrario, specialmente quando deve giustificarsi).

    Per giunta è stato anche capace d’andare davanti alle Camere a chiedere la fiducia (perché questo senso ha la dichiarazione che, in caso di mancata tenuta del governo, avrebbe tratto le conseguenze del caso = dimissioni… ma quando mai?!?).

    Ne discende che non può non appoggiare in pieno il programma di sfascio del Governo Letta. Il principale NEMICO DELLA COSTITUZIONE è LUI. Se non si prende atto di ciò è impossibile affrontare la situazione.

    Attenti troiani: gli Achei stanno per entrare in città.

  • “Per questo è giusto il richiamo del presidente Napolitano…” Difficile capire che cosa ci possa essere di “giusto” in una noiosa sequela di frasi fatte, generiche e vuote di significato, buone per tutte le occasioni e tutte le stagioni.

    Come hanno potuto il supremo custode della Costituzione e il PdC concepire l’idea di modificare la Costituzione negli attuali drammatici frangenti? Lo sanno o non lo sanno che il governo in carica non ha la legittimazione del voto del popolo sovrano?

    In che cosa consiste la somma custodia della Costituzione se si rimane senza moniti quando quei saggi lì e il resto della compagnia intendono violare l’articolo 138?

    O è questo l’intento? Scardinare, non custodire; stravolgere, non riformare con il massimo rispetto. Allora il custode faccia un chiaro riferimento all’articolo 138 e dica quel che c’è da dire.

    Come si configura l’attentato alla Costituzione? Io non lo so, ma alcune proposte di questi ultimi tempi sembrano farne una certa rappresentazione. Forse è eccessiva la mia “sensibilità” democratica?

  • quando si comincia a violare le regole si comincia a distruggere qualcosa e la fine logica è l’anarchia. Abbiamo già avuto la prova delle leggi “ad personam” vogliamo la costituzione trasformata a seconda delle convenienze del momento o di qualcuno? La costituzione si può cambiare ma rispettando le regole. Certo che qualche volta sono un intoppo ma sono anche una garanzia per uno stato di diritto. alfredo

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