L’AMACA

berlusconi resignationQualche lettore mi rimprovera di avere scritto, più di un anno fa, che Berlusconi era finito. Vero, mi sono sbagliato. Ma invoco attenuanti non generiche. Neppure la più lugubre delle Cassandre avrebbe potuto prevedere che alla catastrofe elettorale di B. (oltre sei milioni di voti perduti rispetto alle precedenti politiche) avrebbe corrisposto la sciagurata spaccatura del Parlamento in altri due tronconi entrambi opposti alla destra, ma tra loro ostili: centrosinistra e Cinquestelle. Né era possibile immaginare il contorto espediente delle “larghe intese”, che ha mutato la doppia sconfitta di Pdl e Pd in una vittoria a tavolino.
Ma soprattutto: chi poteva mai prevedere il pazzesco dibattito in corso sull’ “agibilità politica” di un condannato per frode fiscale? Come dice Zagrebelsky, sugli interessi politici può esserci mediazione, sui principi ultimi no. La decadenza di B. è un puro dato di fatto; e invece è diventato argomento di dibattito. Il Parlamento non è un quarto grado di giudizio; eppure rischia di esserlo. In sostanza: ho creduto che B. fosse finito perché lo era. La sua sopravvivenza “per altre vie” fa parte della surrealtà italiana. Imprevedibile, come ogni vera disgrazia.

Nel frattempo, il 2 settembre, il ministro per le Riforme Quagliariello, invitato alla Festa democratica di Genova dice: ”Nessuno chiede per Berlusconi qualche diritto in più rispetto ad altri parlamentari che si trovino nelle sue condizioni, ma tutti hanno interesse ad affermare che ci debba essere il diritto all’ascolto delle ragioni che poi sono in gran parte tecniche, più che politiche. Sarebbe un frutto maturo di questo strano governo che stiamo facendo insieme. In 20 anni – ha aggiunto – ci siamo messi reciprocamente tante volte le dita negli occhi e ogni volta si è rivelato un boomerang e ne hanno approfittato altri”. (ANSA).

1 commento

  • Ma l’ex-grande Michele Serra delle feste di Cuore a Montecchio alle quali ho spesso partecipato, non ha il dubbio che il giornale per il quale adesso scrive non abbia qualche responsabilità, prima nell’aver sostenuto il Governo Monti,e adesso, specie con il duo Napolitano/Scalfari, il governo delle larghe gambe, pardon, intese?

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