La legge è uguale per tutti? Libertà e Giustizia sulla condanna di Berlusconi

Dopo la condanna di Berlusconi a sette anni e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, l’associazione Libertà e Giustizia riflette su conseguenze politiche e giuridiche della sentenza.

“La legge è uguale per tutti. È questo il significato semplice e universale che sintetizza il giudizio della Corte di Milano.
La nostra giustizia, spesso così lenta, così inadeguata, tante volte prona al volere del più forte, esce a testa alta dalla prova più difficile”.

L’associazione Libertà e Giustizia commenta con queste parole la sentenza del processo a Berlusconi, condannato a 7 anni per concussione e prostituzione minorile con interdizione perpetua ai pubblici uffici.

“La giustizia ha fatto il suo corso: le pressioni della società civile sul Tribunale di Milano perché tenesse presente delle esigenze della politica, hanno contato tanto” scrive Libertà e Giustizia in un comunicato. La “folla di orribili perbenisti” -come erano state definite le 10.000 al Palasharp di Milano – che chiedeva le dimissioni di Berlusconi, è riuscita a far valere le proprie ragioni. “La pm Bocassini in questa vicenda ha emesso un verdetto che è un caso unico nella storia” afferma Sandra Bonsanti presidente dell’ Associazione ai nostri microfoni.

Ma se a livello giuridico la situazione sembra imboccare la via della giustizia, per ciò che riguarda la politica, il governo dalle larghe intese dovrà fare i conti con una formazione che ha al suo interno un condannato per concussione e prostituzione minorile.

“La riforma della giustizia è il primo punto dal quale bisogna partire – secondo quanto afferma Sandra Bonsanti di Libertà e Giustizia- che è ciò su cui ha sempre puntato Berlusconi per tentare una limitazione sostanziale della magistratura. Siamo l’unico popolo di democrazia occidentale che non ha a disposizione una legge elettorale a garanzia della Costituzione nel caso in cui dovessimo tornare a votare”.

Il processo di riforme condivise a cui sta lavorando, con molte difficoltà, l’attuale governo, si ritroverà ora ancor più a disagio nel collaborare con una parte della destra che parla ancora di “accanimento giudiziario” contro Berlusconi da parte dei magistrati.

I sostenitori di Berlusconi manifesteranno oggi in piazza Farnese contro il Tribunale speciale “per difendere Berlusconi dall’offensiva delle toghe”. E già Giuliano Ferrara, organizzatore della protesta, attacca: “Di quegli arcinemici che esulteranno per l’esito della sentenza berrò il sangue, dopo averli azzannati. Milano da oggi ha un nuovo nome: Theran”.

Ascolta le parole di Sandra Bonsanti

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