Sì alla riforma della Costituzione, ma non “contro” la Costituzione

(ANSA) – ROMA, 21 GIU – Sì alla riforma della Costituzione, ma non “contro” la Costituzione. E’ il senso del manifesto del seminario in programma martedì prossimo che ha in calce circa 60 firme di esponenti politici di Pd, Sel e Scelta Civica.
“Alcuni di noi – premettono i firmatari, che rifiutano l’etichetta di ‘conservatori’ – hanno espresso molti dubbi sul percorso di riforma costituzionale appena avviato. Dubbi sul metodo che, a nostro avviso, rappresenta un oggettiva anomalia rispetto alle procedure indicate dall’art. 138 della Costituzione. Non ci convince poi l’ampiezza del mandato che prefigura un progetto di riforma complessiva, anziché puntuali e circoscritti interventi sui singoli punti critici della seconda parte della Carta. Un approccio che di fatto evoca un potere costituente, invece che un più legittimo potere di riforma costituzionale, che verrebbe esercitato da un Parlamento non eletto con questa finalità”.   Oltre che di metodo, i dubbi sono di merito. In particolare per la spinta verso l’opzione presidenzialista, considerata “pericolosa” per “le ricadute che avrebbe sull’impianto costituzionale, che verrebbe profondamente snaturato, e sul tessuto sociale e civile del nostro Paese”. I mali che affliggono il sistema politico, secondo i firmatari, “si possono curare rispettando lo spirito e la lettera della Costituzione e non agendo contro di essa. Soprattutto non si può attribuire esclusivamente alle istituzioni la responsabilità della crisi politica che attiene ai partiti e da tempo sollecita la loro autoriforma”.
“Vogliamo condividere i nostri dubbi e le nostre perplessità, al di là delle singole appartenenze di partito, con quanti hanno a cuore il cambiamento e la Costituzione.  Ci ritroveremo a discuterne insieme con alcuni amici e studiosi in un primo seminario di approfondimento”, concludono.  Lungo l’elenco di firme in calce: tra gli altri Rosy Bindi, Walter Tocci, Gennaro Migliore, Gregorio Gitti, Luciano Agostini, Giovanni Burtone, Felice Casson, Giuseppe Civati, Loredana De Petris, Claudio Fava, Nicola Fratoianni, Carlo Galli, Corradino Mineo, Franco Monaco, Stefania Pezzopane, Laura
Puppato. (ANSA).

4 commenti

  • Per una Costituzione minimalista dei soli diritti =

    Secondo me la Costituzione dovrebbe contenere SOLAMENTE i diritti della persona – singola o associata in comunità su base volontaria – nei confronti dell’Autorità statale centrale ovvero delle sue articolazioni periferiche

    Tutto quanto invece attiene all’orga- nizzazione/architettura costituzionale dello Stato (e delle sue articolazioni periferiche quali le Regioni , Provincie Comuni etc) NON deve essere materia di salvaguardia/rigidità costituzionale : anzi , ingessare una architettura costituzionale , permettendone la modificazione solo in virtù di laboriosi processi legislativi che coinvolgono maggioranze QUALIFICATE dei due terzi … cozza proprio contro il principio di democrazia !

    Violazione del principio di democrazia che si traduce in una (ingiusta) ULTRA-EFFICACIA della volontà espressa dai padri costituenti sulla volontà delle generazioni future

    Diverso invece il caso dei DIRITTI NATURALI E INVIOLABILI della persona – diritti che , in quanto appunto naturalmente afferenti la persona e la sua dignità – devono intendersi SOTTRATTI al principio di democrazia (altrimenti una maggioranza potrebbe lecitamente decidere di sterminare una minoranza) – e in quanto sottratti al principio di democrazia , ben meritano di essere “scolpiti” in una costituzione che ne rammenti l’esistenza

    Valga un esempio su tutti : perché il bicameralismo (bicameralismo perfetto , fra l’altro) , deve essere scolpito in costituzione ? Che cosa ci azzecca con la tutela del cittadino verso il Potere sovrano dello Stato ?

    Perchè per introdurre il monocameralismo (che significa meno costi e più efficienza) bisogna scavalcare l’ostacolo di una costituzione che richiede (anti-democraticamente) maggioranze qualificate e percorsi burocratici da paura … ?

    In sostanza : io salverei una decina articoli – quelli che più riflettono i diritti naturali della persona.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_della_Repubblica_italiana

    http://www.cantonenordovest.worpress.com

  • Sono perfettamente d’accordo questo metodo non mi convince e mi sembra il voler cambiare tutto per non cambiare niente. Ci sono alcune cose che si possono fare molto più velocemente : legge elettorale, superamento bicameralismo, riduzione dei parlamentari ecc…, non vedo la necessità e urgenza del semipresidenzialismo

  • Da ultimo tra gli”ultimi” mi sento in dovere di esprimere quello che penso anche se so che nessuno lo renderà in considerazione. Vanno bene alcune rettifiche ben mirate su certi punti obsoleti e che intralciano una vita politica regolare, ma state alla larga dalla giustizia e dai punti fondamentali della costituzione, Questi non si toccano nè da destra nè da sinistra, per ora rimangono così sacri e inviolabili. Ha situazione politica stabilizzate (eliminati i farabutti) forse su alcune cose si potrà anche discutere. Ma non ora, nè presidenzialismo, mezzo presidenzialismo, vogliamo votare, noi cittadini chi ci deve rappresentare. Se non vi và bene andatevene prima di essere cacciati. alfredo

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