“Non è cosa vostra”: a Bologna la difesa della Costituzione – In piazza Santo Stefano l’iniziativa di Libertà e Giustizia.

No al presidenzialismo, sì alla difesa della Costituzione. Libertà e Giustizia celebra il 2 giugno in piazza Santo Stefano a Bologna con Landini, Zagrebelsky, Rodotà, Camusso, Saviano e oltre 100 associazioni.

Tutto nasce dall’appello di Gustavo Zagrebelsky, intitolato “Non è cosa vostra”. L’oggetto è la Costituzione italiana, che rischia di essere sacrificata sull’altare del governo di larghe intese.
“Abbiamo ragione di essere preoccupati – spiega Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia, promotrice dell’iniziativa – C’è il rischio che la politica vada incontro a riforme costituzionali nella direzione del presidenzialismo”. Un’ipotesi che occorre scongiurare, assieme al ricatto di Silvio Berlusconi, che vuole realizzare la legge elettorale solo al termine delle altre riforme.
La legge elettorale va cambiata subito – insiste Bonsanti – perché il governo può cadere in qualunque momento e noi non vogliamo più votare col Porcellum”.

La Festa della Repubblica, dunque, a Bologna si trasforma in una tappa della battaglia in difesa della Costituzione.
Dalle 13.30, piazza Santo Stefano si è diventata il luogo di coloro che la costituzione vogliono difenderla, grazie alla partecipazione di oltre 100 associazioni, tra cui Anpi e Libera, che hanno sottoscritto l’appello.
Sul palco, oltre a Zagrebelsky e Bonsanti, anche il segretario Fiom Maurizio Landini, quello Cgil Susanna Camusso, lo scrittore Roberto Saviano, il costituzionalista Stefano Rodotà e altri ancora.
Ad una modica cifra è stata inoltre distribuita la Costituzione italiana, insieme al testo dell’appello.

A chi guarda con curiosità l’iniziativa e, date le personalità intervenute, si immagina la nascita di un soggetto politico di alternativa, la presidente di Libertà e Giustizia risponde possibilista: “È sicuramente prematuro immaginarlo, ma se le associazioni manifesteranno la volontà di intraprendere un percorso comune, noi ci offriamo da raccordo”. Dello stesso parere anche Maurizio Landini, segretario Fiom, che ha affermato di voler “continuare a fare il sindacalista”.

Rodotà ha ben spiegato invece il senso della manifestazione: “Siamo l’altra politica -  afferma il costituzionalista – non antipolitica. Nella prima repubblica la difesa della costituzione era gestita, in un modo o nell’altro, da chi la politica la faceva a livello istituzionale. E lo abbiamo visto negli anni con l’approvazione di provvedimenti come lo statuto dei lavoratori, la legge sul divorzio e sull’aborto. Oggi le forze politiche, che non riescono a eleggere un presidente della Repubblica e quindi male gestiscono la crisi istituzionale, scaricano le proprie colpe e responsabilità sulla Costituzione, volendola modificare. Toccherà all’altra politica difenderla”.

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