La lezione ungherese

La difesa della Costituzione sembra ad alcuni un esercizio un po’ polveroso dettato da istinti di conservazione. Bisognerebbe intrecciare gli appelli di piazze come quella di Bologna, allestita domenica scorsa da Libertà e Giustizia, con le notizie che arrivano, per esempio, dall’Ungheria, quindi non tanto lontano da casa. Nell’indifferenza pressoché generale il premier Viktor Orban sta cancellando diritti che sembravano ormai garantiti dallo standard europeo. In queste ore protestano gli insegnanti. Un decreto dell’esecutivo li obbliga a iscriversi all’Ordine professionale e mette al primo posto la fedeltà alla Costituzione (quella voluta da Orban) e al governo. Una commissione etica stabilisce sanzioni per chi non risponde ai requisiti.
Basta davvero poco per tornare indietro.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

 caratteri massimo. Il testo eccedente verrà troncato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>