“L’altra sinistra” con Rodotà in piazza Santo Stefano

IN PIAZZA Santo Stefano, nel giorno della Festa della Repubblica, per difendere la Costituzione. Oggi dalle 13.30 alle 17.30 Bologna torna ad essere il sipario di una riflessione politica alternativa. Sul palco, insieme all’autore del manifesto, Gustavo Zagrebelsky, ci saranno Stefano Rodotà, Sandra Bonsanti, Maurizio Landini, Susanna Camusso (e per ora ha confermato anche Roberto Saviano). Hanno aderito pure Nichi Vendola e alcuni parlamentari del Pd, critici sul percorso di revisione costituzionale in atto. IN PIAZZA Santo Stefano nel giorno della Festa della Repubblica per difendere la Costituzione, per non arrendersi, con le parole degli organizzatori, alla «condizione crepuscolare della democrazia». Dalle 13.30 alle 17.30 di oggi, Bologna torna ad essere il palco di una riflessione politica alternativa, mentre cerca di prendere corpo un’area di sinistra scontenta o apertamente contraria alle larghe intese. All’iniziativa «Non è Cosa Vostra», dell’associazione Libertà e giustizia, ci sarà Stefano Rodotà, che parlerà anche dell’esito del referendum sui fondi alle scuole paritarie promosso dal Comitato Articolo 33, ma ci saranno anche alcuni “grillini”, nonostante le critiche di Grillo. «Voglio affrontare il tema dei rischi connessi alla riforma costituzionale – spiega Rodotà – in particolare quello di rafforzare le derive oligarchiche invece di affrontare i veri problemi della democrazia oggi».
Promettono di essere presenti ad ascoltare l’ex garante della privacy i deputati del Movimento 5 Stelle Michele Dell’Orco e Cristian Iannuzzi: «Rodotà lo stimiamo tutti quanti e la stima non è mai venuta meno». Riuniti dal manifesto di Gustavo Zagrebelsky, oltre a 100 associazioni che vanno dall’Anpi a Libera, anche Maurizio Landini e Roberto Saviano, Nichi Vendola e Susanna Camusso, Daria Bonfietti e Antonio Ingroia, Rosy Bindi e Pippo Civati. Anche se i tempi per un soggetto politico nuovo non sembrano ancora maturi, questo appuntamento è una nuova tappa: «Dobbiamo crescere fino a costituire una massa critica di cui non sia possibile non tener conto » dicono gli organizzatori guidati da Sandra Bonsanti.
«La piazza del 2 giugno ha molto a che fare con il referendum che si è appena tenuto, sempre a Bologna – dice la politologa Nadia Urbinati, che ha aderito alla manifestazione di oggi – perché anche in questa occasione si rimarca la distinzione nella concezione laica dei diritti. Con la nascita del Pd è nata anche l’idea di poter superare la visione dello stato sociale socialdemocratico, senza aderire al liberismo. La terza via è quella della sussidiarietà e in questo senso ci possono essere alleanze tra il Pd e il Pdl. Nel referendum bolognese è diventato chiarissimo. Oggi i costituzionalisti sono i più critici verso il modello centrista-cattolico delle larghe intese, perché nella Costituzione c’è una diversa idea dei diritti». E proprio il tentativo del governo di rimettere mano alla Costituzione, inizialmente ventilando l’idea di un’assemblea chiamata Convenzione, ha portato all’adesione di alcuni parlamentari Pd. Da Rosy Bindi che ieri ha detto: «Non sono disposta a scambiare la Costituzione col governo», a Pippo Civati, da Sergio Lo Giudice a Sandra Zampa. «C’è molta preoccupazione per come sta nascendo questo percorso di revisione della Costituzione – dice Lo Giudice – credo che queste istanze appartengano al centro sinistra, quella del 2 giugno non deve diventare la piazza di un pezzo della sinistra che si stacca». Ci sarà anche Sandra Zampa, ex portavoce di Romano Prodi che dice: «C’è molta preoccupazione e angoscia per la strada che stiamo prendendo».

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