LeG a sostegno della Magistratura

La violenza dell’aggressione contro le decisioni dei giudici non può lasciare indifferente chi, nell’indipendenza del giudiziario, riconosce uno dei pilastri su cui si regge l’ordine costituzionale. La loro sistematica denigrazione, con accuse quotidianamente ripetute, di costituire una casta che persegue finalità politiche ai danni di un innocente, in assenza di prove, non può essere ignorata da quei cittadini consapevoli che lo Stato democratico si fonda sulla separazione dei poteri.

Accettare la sistematica intimidazione dell’intero ordine – salvo i suoi vertici verso i quali si manifesta un poco spiegabile apprezzamento – significa consentire che nel paese vi siano forze che, distruggendo la serenità del giudice nel momento delle decisioni, con irrisione vagamente minatoria, intendono piegare quelle decisioni ai loro interessi.

Chi, per dovere e per funzione istituzionale, dovrebbe costituire argine contro queste interessate manipolazioni, non sembra avvertire il pericolo, né la necessità di dissociarsene.

Spetta dunque alla cittadinanza, sensibile ai valori costituzionali, farsi carico di manifestare il proprio sostegno ai giudici, di ogni ordine e grado, esortandoli a compiere in ogni circostanza e sede il proprio ufficio, senza timori di alcuna conseguenza così come senza speranza di alcun compenso. Al quale riguardo, sarà bene fissare fin d’ora la regola che nessuno magistrato dovrà, in futuro, assumere cariche politiche senza prima essersi dimesso; a garanzia non solo della sua indipendenza, ma anche dell’apparenza di essa.

Per queste ragioni, rivolgo un forte invito a Libertà e Giustizia, affinchè manifesti la sua solidarietà alla magistratura tutta, invitandola a continuare nello svolgimento del proprio ufficio in perfetta serenità di spirito, così come i cittadini si attendono. Nessun’altra associazione ha, difatti, autorità morale e culturale, anche per le personalità che ne fanno parte, per rivolgere questo invito all’intera magistratura.

* Già Procuratore capo a Firenze e socio di LeG

4 commenti

  • Il CSM ha irrogato la sanzione della censura al magistrato Annamaria Fiorillo, che aveva osato correggere la comunicazione del ministro Maroni fatta alla Camera in merito alla vicenda che aveva interessato Ruby e Nicole Minetti.
    Esprimo la mia solidarietà al magistrato per due considerazioni.
    La prima: il pubblico ufficiale ha il dovere, prima che il diritto, di ristabilire la verità dei fatti travisata da altri, in quanto la funzione pubblica è esercitata nell’interesse della collettività.
    La seconda: al cittadino che aveva denunciato la grave e manifesta violazione di legge da parte del giudice il CSM, prima, e il Capo dello Stato, poi, rispondevano che l’attività giurisdizionale è insindacabile. Corollario: nel nostro Paese si può affermare, ignorando la Costituzione, che è soggetta a sanzione la condotta del pubblico ufficiale rispettosa dell’obbligo di esercitare la funzione con disciplina e onore e, invece, corretta quella che lede i diritti fondamentali dell’individuo mediante la violazione di legge.

  • Se è possibile esprimere liberamente (e rispettosamente) la propria opinione e se la libertà di critica è prevista, vorrei elencare alcune “cose” che mi colpiscono come cittadina:

    1. Esprimo il mio pieno sostegno alla magistratura, ma mi dolgo di doverlo fare, perché non dovrebbe essercene la necessità in uno Stato di diritto.
    2. Il PdL, partito che con il PD condivide il governo del nostro Paese, dovrebbe spiegare a tutto il “popolo sovrano” da dove faccia derivare la sua libertà di offendere e attaccare uno dei tre poteri fondamentali dello Stato.
    3. Al CSM, come cittadina, chiedo spiegazioni ampie e chiare sulla “censura” applicata al magistrato Fiorillo, che non solo ha svolto perfettamente il suo lavoro, ma ha anche ritenuto i cittadini/e degni di sapere la verità su una determinata vicenda, correggendo talune informazioni non precise e/o distorte.

  • vorrei mandare una espressione di solidarietà al pm di Milano Anna Maria FIORILLO per la censura del Csm, atto chiaramente strumentale.

  • il difendere a Magistratura, per un cittadino italiano, lo considererei quasi un obbligo morale, senza giustizia lo stato non esiste, non ci sono le fondamenta su cui una nazione poggia le sue fondamenta, senza giustizia, semplicemente saremmo nell’anarchia. Vogliamo la legge della giungla? La giustizia, rappresentata dalla magistratura, ci garantisce il godimento dei ns\i diritti costituzionali e ci protegge dalle prevericazioni dei prepotenti o per censo o per la posizione che occupano nell’ordinamento dello stato, e qui non parlo dei massimi sistemi ma della vita quotidiana che ogni giorno viviamo. Senza magistratura, anche accettando qualche distorsione, la ns\a vita quotidiana sarebbe migliore? Io penso di no. Perciò difendiamola perchè e l’ultimo baluardo

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