L’Italia nonostante Andreotti

Dalle sue stanze ha potuto guardare fino alla fine il Tevere e la Roma dei Papi. La morte gli ha sempre fatto molta paura e cercava di allontanarne lo spettro con gesti e parole di scaramanzia.
E’ stato il politico forse più potente della nostra storia repubblicana, ma anche un uomo debole: i patti, le alleanze, gli accordi che prendeva con tutti, dalla mafia alla malavita, dalla P2 ai servizi segreti di altri paesi, prima lo affascinavano, lo tenevano prigioniero nel suo mondo di ombre, poi lo terrorizzavano e allora cercava di disfarsene. Un Giuda, un traditore, lo definivano i fascisti che pensavano di averlo alleato ai tempi delle stragi e delle uccisioni di magistrati servitori dello Stato.
Non è stato uno statista. Solo il più abile manovratore del nostro Paese. Furbo, arguto, spietato. Ha tirato su generazioni di politici fedeli allo scudo crociato ed è sopravissuto alla Dc, a Aldo Moro che scrisse di lui parole tremende dal carcere delle Brigate rosse, alla prima e alla seconda Repubblica. E’ stato l’amico e il sostenitore di Sindona, Calvi, Gelli e Salvo Lima e fino alla fine degli anni ottanta della mafia vincente.
Lo chiamavano i suoi colleghi di partito “la prima lettera dell’alfabeto”.
Lo temevano.
Lui non aveva bisogno di dare ordini: aveva accanto a sé gli uomini che lo capivano e eseguivano. La loro fedeltà era assoluta.
Non ha contribuito a rendere grande il nostro Paese: l’Italia è stata una democrazia nonostante Andreotti e i suoi amici e alleati.
Nonostante la sua sete di potere.
Nonostante le sue minacce ho potuto scrivere sempre quello che sapevo e che pensavo di lui: è l’unico merito che oggi gli riconosco.

10 commenti

  • Peccato che dalla sua gobba non si siano potuti scaricare i segreti che hanno caratterizzato la storia del nostro paese. se n’è andato portandoli con se, questo è l’unico rammarico.

  • ..Il mio parere su Andreotti sul suo operato sul suo fare Politica e’ nulla. Pero’ posso dire senza paura di essere smentito che e’ stato un grande Statista ……e per tenere a bada noi Italiani non e’ stato semplice non e’ semplice . Ricordo che gli Americani gli Inglesi lo volevano dalla loro parte per come gestiva ed amministrava la giustizia, l’Italia , e tutto in essa contenente se penso a tante vicende nostre. Il potere logora chi non ce la! Io ho anche patito per quello che ha rappresentato ma ….tuti quelli deputati ai vertici della politica potere forte d’Italia la Magistratura…..lo temevano ed hanno taciuto sapendo hanno permesso scempi…se penso a tanti episodi della nostra terra . Certo era un Uomo molto sapiente e santi in Italia ne abbiamo avuti e pure li abbiamo crocifissi .Chi e’ Senza peccato scagli la prima pietra. DIO sa’ e se ha sbagliato (come tutti) avra’ gia’ pagato in vita e non sappiamo ora che dovremmo tacere e portargli rispetto . Non facciamoci del male e riflettiamo sui contesti e le cause d’insieme di certe vicende nostre cruente certamente ma anche indotte per pigrizia incapacita’ superficialita’ irresponsabilita’. Che DIO ci aiuti tutti a migliorarci.

  • … e cio’ nonostante lo preferisco ai nostri mediocri politici di oggi, anche se non ho mai votato per il suo partito.
    L’ho avuto a capo del dicastero nel quale lavoro e, vi assicuro, era tutta un’altra cosa.

  • Grazie per lo spassionato commento. Non si sente il bisogno dei pietismi in morte.
    Certo non ha i meriti di suoi vecchi colleghi di partito che, per quanto di parte DC, hanno fatto il bene del Paese a loro modo. Penso al Piano casa di Fanfani, alla (mancata) legge urbanistica di Sullo etc.
    Valerio Tozzi

  • Grazie Sandra. Onesta, trasparente, senza ipocriti infingimenti di revisionismo post-mortem, hai raccontato la verità di un pezzo buio della storia della “democrazia” in Italia. <>; la sua azione certamente non è stata solitaria e ha lasciato un’ eredità che noi siciliani, in maniera assolutamente pesante, scontiamo ancora- da non dimenticare il 61 a zero che la Sicila ha regalato in tempi non lontani a Berlusconi . Solidale con Dalla Chiesa e Ambrosoli, dico una preghiera per la morte dell’uomo Andreotti , ma come loro non dimentico e sottolineo l’importanza di testimoniare la verità sempre e ovunque per il bene del “mondo”: di noi e delle generazioni future.

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