Il momento del potere occulto

Non ricordo una vigilia di elezione come questa. Anzi, forse sì, una soltanto. Quella del 1992, con la mafia che intendeva guidare il gioco, escludere questo o quello, intavolare in segreto la grande trattativa.
Ma allora la situzione era almeno evidente: evidente il peso che gravava sulle istituzioni, evidente che gli attori si muovevano su piani sovrapponibili.
Il sistema ebbe un soprassalto e elesse Scalfaro, pensando che fosse uno dei suoi: si sbagliò. Così, almeno, la penso io.
Oggi è molto peggio. Nel senso che nelle ore della vigilia sentiamo tutti il peso insopportabile delle cose non dette. C’è un macigno che pesa sulla Repubblica. Ma di che natura è fatto? Di cosa si tratta?
Solo con la presenza di questo non detto, si spiega la condotta di chi potrebbe eleggere un grande presidente e invece si perde nel buio delle conventicole, in mille maneggi sotterranei.
Il potere occulto è in piena attività. Sono questi i suoi grandi momenti, i momenti in cui tratta per la sua sopravvivenza.
Sarebbe l’ora che ci si ribellasse, a questo non detto della Repubblica.
Chi sta facendo accordi e non considera i nomi che i cittadini si aspettano ma solo quelli che emergono dai cerchi del potere romano, sappiano che la loro condotta è indecifrabile. Incomprensibile alla maggior parte degli italiani.

13 commenti

  • cara Sandra penso sempre a te questi giorni. ti penso e non lo dico a nessuno perchè ogni nome detto è un nome bruciato. Ho aspettato aspettato aspettato il tuo nome non usciva: bene pensavo è ancora in corsa. E oggi ci fai questo regalo finalmente qualcuno ricorda che Scalfaro uscì da montecitorio sulla bara di Falcone. In questi anni i due eventi sono rimasti sempre separati, nessuno ne ha più parlato neabche nelle ricostruzione dlela trattativa stato – mafia. Il vero mistero di cui nessuno parla mai: l’elezione di un presidente macchiata dal sangue di una strage. Con amarezza penso che oggi neanche un piano così vile e maledetto troverebbe consenso: ci sono rimasti i politici mafiosi ma non abbiamo più un agnello da sacrificare.

  • GRAZIE A SANDRA BONSANTI PER QUESTE PAROLE LIMPIDISSIME.
    Oggi, di fronte alla vergogna delle scelte – almeno di quelle annunciate, se dobbiamo credere alla dichiarazione di Berlusconi che il patto con Bersani è fatto – a chi come me ha sempre provato fastidio per nomignoli ed etichette grillesche applicate al partito della sinistra democratica non resta che dire: Grillo aveva ragione.
    Un morto che parla. Sì, se è vero che parla così, cosa alla quale non riesco ancora a credere.
    Non resta allora che sperare nei comici. Viva i comici, sola ultima ratio di questo disperato paese. Una risata vi seppellirà. Non resta che sperare questo.
    Una risata talmente amara da spezzare per sempre ogni fiducia non solo in quel partito, ma nel viluppo inestricabile di cui questa gente ha avvolto procedure democratiche e istituzioni. Ha impedito che si mettessero a funzionare le commissioni, bloccando l’eliminazione per via PACIFICA E LEGALE del pluriimputato, condannato e prescritto con cui ora si fanno patti.
    E ora sembra voler impedire che i nomi migliori, le personalità che meglio hanno nutrito in questo Paese LO SPAZIO DELLE RAGIONI possano accedere alla Presidenza della Repubblica, rendendo a tutti gli Italiani un po’ di speranza nello Stato.

    Ma se questo vi riuscirà, di questo resterete di fronte alla storia responsabili: di uno Stato ridotto così, pochi italiani ormai se la sentiranno ancora di dire, con Piero Calamandrei, “Lo Stato siamo noi”.

    No. Non così. Non in mio nome.

  • Ma Libertà e Giustizia è ancora, come spero, contraria alla elezione diretta del PdR? Lo chiedo perchè insistere in questo modo sulla critica agli accordi e sulla non considerazione dei nomi che i cittadini si aspettano mi pare una affermazione che, di fatto, spinge nella direzione di sottrarre la elezione al Parlamento, in cui inevitabilmente si stringono compromessi, si gioca al coperto (come dimostra tutta la storia delle elezioni presidenziali) e ad aprire alla elezione diretta.

  • Ci vorrebbe un soprassalto di dignità, ma il PD, che dovrebbe guidare il gioco, non ne è capace. Ha fatto bene Grillo a ributtare la palla nel campo PD, ma qui siamo incapaci di un qualche guizzo di attenzione a quanto sta avvenendo tra gli elettori. Dove vogliono finire? Si faccia un giro tra gli elettori Bersani e saprà cosa pensiamo della “sua rosa”.

  • Putin ha svelato segreti di stato dell’ex URSS al nano…..SU NAPOLITANO!
    I pentiti di mafia hanno svelato segreti di mafia al PD e ai giudici comunisti…….SU SILVIO!
    Entrambi si RICATTANO e non riescono a venirne fuori.
    O distruggere certe prove per entrambi o inscenare questo squallido teatrino a sfondo HORROR.
    Nel frattempo ci tengono per I COGLIONI e la gente crede ancora a Questi!

  • Qui parecchi cittadini, come me, vedrebbero Sandra Bonsanti come presidente della Repubblica

    Facebook dossier-tricolori

    QUIRINARIE DOSSIER :-) SCEGLIAMO LA DONNA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (votazioni dal 16 al 18 aprile). ESPRIMERE UNA SOLA PREFERENZA.

    1. PATRIZIA TODISCO (Magistrato)

    2. LIVIA POMODORO (Giurista)

    3. SANDRA BONSANTI (Giornalista, scrittrice, politica)
    5 in più

  • Se il Pd perde l’occasione di eleggere un Presidente della Repubblica che garantisca non i partiti, ma tutti i cittadini italiani e la Costituzione, e la proposta Rodotà va in questo senso, il Pd è morto definitivamente perchè alle prossime elezioni, anche chi l’ha votato turandosi, naso, orecchie e occhi non lo voterà più. Viene da pensare che questo gruppo dirigente è ricattabile e venduto, la presenza di questa sera a 8 e 1/2 di Bindi è a dir poco imbarazzante, è una contraddizione vivente, le sue argomentazioni sono illogiche e sconclusionate.

  • Bersani ha optato per il suicidio, ma in un modo nuovo.
    Ha invitato tutti i compari di merenda sulla più alta scogliera di Dover.
    Mi sembra di vederlo con i suoi compagni appunto affacciati sul baratro.
    Non aveva più nessuna scelta, doveva renderli tutti visibili.
    Noi con il cannocchiale ora li stiamo guardando.
    Tanti di noi non capiscono , ma è normale
    Chi sarà il primo a spiccare il volo?
    L’ultimo volo finalmente.
    Grillo pensava di poter stare dietro , ma ahimè anche lui è sulla scogliera adesso.
    Silvio è un ottimista penserà di essersi salvato fino a quando non toccherà terra tirando su di morale il compagno Massimo in corda doppia.

  • Quella di Franco Marini è una scelta vergognosa che conferma la sudditanza della politica. A che cosa, non è dato sapere esattamente. Ma come minimo ai poteri economici che impongono (o si presume falsamente impongano) nomi tranquillizzanti e decisioni frettolose. Questa logica, ben incarnata negli ultimi tre anni dal presidente Napolitano, ha portato sinora solo disastri, com’era logico che avvenisse. Nessuna scelta cosí grave si prende in fretta, ma men che meno quella del presidente della Repubblica: un treno che passa ogni sette anni. Un giorno in piú o uno in meno fanno poca differenza, anche in una situazione come la presente. La testardaggine di Giorgio Napolitano nel restare in carica e nell’assumere iniziative di dubbia legittimità che, probabilmente, tendono anche a influire sull’elezione del successore, ha perlomeno un risvolto positivo: il presidente della Repubblica scadrà soltanto il 15 maggio, lasciando al Parlamento tutto l’agio per eleggere il nuovo capo dello Stato. Ponderatamente, si spera. Ciò che si profila è l’esatto contrario. Ed è inspiegabile anche per altre ragioni. Non si tratta affatto di una scelta ampiamente condivisa, come pretende il Partito Democratico: al contrario, è già foriera di divisioni che, a mia memoria, mai hanno accompagnato in questi termini l’elezione del presidente della Repubblica. Egli è garante dell’unità nazionale, non dell’unità dei partiti, né è sottoposto al beneplacito di un singolo che, per giunta, è anche lo stesso che per vent’anni non ha fatto altro che sprofondare il Paese nel baratro. In queste condizioni, la condivisione auspicata doveva coinvolgere tutti, anche i riottosi del Movimento 5 Stelle: nella peggiore delle ipotesi, la Costituzione stessa prevede il rimedio alle divisioni, vale a dire l’elezione a maggioranza assoluta dal quarto scrutinio. Tutti ricordano il metodo Ciampi, ma qui è l’esatto contrario (Ciampi era stimatissimo dalla popolazione), e non vanno dimenticati gli altri precedenti. Per un grande presidente come Sandro Pertini ci vollero ben sedici scrutini, per un vero garante della Costituzione come Scalfaro altrettanti, mentre per un presidente discutibile come Cossiga ne bastò uno. Nemmeno si comprende la necessità di eleggere un cattolico. Personalmente, mi sentivo infinitamente piú garantito dal quasi bigotto ‒ ma nei fatti laicissimo ‒ Scalfaro che dall’ateo Napolitano. È del tutto inspiegabile, poi, il suicidio del PD, non tanto a venire, quanto probabilmente già avvenuto.

    Ed eccoci qui, che dopo aver sopportato Napolitano aspettiamo fiduciosi l’elezione del prossimo garante dell’unità berlusconale. Pur augurandoci in cuor nostro che l’art. 67 della Costituzione possa spiegare ancora una volta i suoi effetti grazie a un manipolo d’eroici franchi tiratori. Capito a che cosa serve, signor Grillo?

  • La cosa più sconcertante di questa scelta non è, a pensarci bene, neanche nel nome, ma nel modo in cui è maturata, con Bersani, ormai completamente succube di Berlusconi, che non esita a sfasciare il partito e l’alleanza con il sempre leale Vendola, non si capisce per che cosa. Forse per tirare a campare qualche mese con un governo ostaggio del centrodestra. Dietro le quinte si indovinano le manovre dei gattopardi e di quei poteri inafferrabili che vogliono impedire ogni cambiamento.

  • Trovo questa scelta assolutamente incomprensibile ed inaccettabile!
    Trovo semplicemente allucinante il volere ignorare a qualsiasi costo la volontà dei cittadini.
    E’ la notte più buia della Repubblica!

  • Pingback: BERSANI, PERCHE’ L’HAI FATTO ? – Sandra Bonsanti – 18 aprile 2013 » Circolo di Roma

  • Essere preoccupati vuol dire essere già impegnati per la rinascita di una democrazia in Italia. Ebbene siamo in tanti ad essere “preoccuparti” perché la politica si è mutata in accordi segreti e le istituzioni sono luoghi del malaffare. Il profeta antico si chiedeva: “Fino a quando sarà afflitto il paese?” (Geremia 12,4). Chiedo di continuare ad essere attivamente preoccupati!

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