Proposta dei saggi. Ma Onida dissente sul percorso: ”Così si può travolgere la Costituzione”

I dieci saggi nominati dal presidente Napolitano hanno presentato le loro relazioni. Il gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali composto da Mario Mauro, Valerio Onida, Gaetano Quagliariello e Luciano Violante ha consegnato un  documento che revisiona la seconda parte della Costituzione.

LeG, senza entrare direttamente nel merito delle singole proposte affrontate dai “saggi” ritiene però decisivo il dissenso espresso dal presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida, che riportiamo integralmente:

Riserva di Valerio Onida. Dissente dalla proposta di istituire una commissione redigente mista, costituita su base proporzionale da parlamentari e non parlamentari, per le revisioni costituzionali, che seguirebbero un procedimento speciale in deroga dell’art. 138 Cost. A suo giudizio si rischierebbe così di innescare un processo “costituente” suscettibile di travolgere l’insieme della Costituzione, che è bensì opportuno modificare in punti specifici, attraverso il procedimento di cui all’articolo 138, ma mantenendo fermi i suoi principi, la sua stabilità e il suo impianto complessivo; e si rischierebbe di favorire progetti di revisione “totale” da votare “in blocco”. Si dovrebbero invece approvare con il procedimento di cui all’art. 138 distinte leggi costituzionali per ognuno degli argomenti affrontati, in modo da consentire che su ciascuna di esse si esprimano prima le Camere e poi gli elettori con il referendum. Una modifica dell’art. 138 – ma a regime, non come deroga una tantum – sarebbe a suo giudizio opportuna per stabilire che le leggi di revisione e le altra leggi costituzionali debbano essere approvate sempre a maggioranza di due terzi nella seconda deliberazione delle Camere, e che possa in ogni caso chiedersi il referendum confermativo.

14 commenti

  • Bene ha fatto il presidente emerito Onida a dissentire dall’istituire una commissione redigente mista per le eventuali revisioni costituzionali. C’è già l’art. 138 ed il referendum.
    Stiamo attenti ed allertati: i manipolatori sono già all’opera!

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  • Sul sito del Fatto Quootidiano, leggo che tra le proposte dei “saggi” ci sono la riduzione delle intercettazioni e il controllo politico sul Csm, mentre nessuna iniziativa è stata elaborata contro la corruzione. Se questa è l’aria che tira, siamo a posto. I 5 Stelle ringraziano anticipatamente per le prossime elezioni. A meno che non si vogliano abolire anche quelle e creare la “Repubblica dei Saggi”.

  • Si segua la regola costituzionale per ciascuna modifica. Altrimenti qui si finisce per travolgerla a favore dei gruppi e persone dominanti. Condivido le risrve di Onida.
    Tuttavia, prima di cambiare qualcosa della costituzione, ocorre prima metterla in pratica e realizzare i suoi principi fondamentali!

  • I “saggi” espressi dal Colle, esprimono i “desiderata” del committente, ovvero lo stravolgimento della Costituzione “ad castam” , con il notevole incremento della “prerogativa” della intangibilità (soprattutto nel delinquere) dei politicanti, ottenuta con un maggior controllo politico sulla magistratura, la limitazione delle intercettazioni, nessuna norma sulla corruzione e molto altro. Se il prossimo Presidente iniziando il suo settennato dovesse attenersi al “lavoro” di questi saggi emeriti, non potremmo che trarne pessimi auspici.

  • Per derogare dall’art. 138 ci vuole una legge di modifica della Cost. e dunque si ritorna all’art. 138, e così via. Mi sembra come la questione del salvacondotto a B., una idiozia giuridica e contraria ai principi di uno Stato moderno.

  • Saggi,li hanno chiamati.Intendono riformare la costituzione senza osservare le regole che la Costituzione stessa impone per eventualmente modificare le sue parti, suggeriscono di operare “in deroga ” alla Costituzione .Stolti vanno chiamati !L’ evidenza dell’importanza di avere al quirinale una persona assennata è tutta qui .

  • Non so ma, fermo restando il rispetto per l’autorevole opinione di Onida (la sua sapienza in materia lo merita tutto) noto forse banalmente che ogni processo di revisione costituzionale comporta una modifica dello status quo ma non vedo sostanziali deroghe all’art 138. La commissione agirebbe vincolata, solo su punti individuati dal parlamento e non avrebbe ovviamente alcun potere legislativo. Vero che presenta una riforma in blocco e questo mipare di capire è il punctum dolens, altrettanto vero però che il parlamento approva (o meno) punto a punto e può “chiedere (e ottenere) la correzione del testo”. Per tacere del referendum confermativo “distinto per parti omogenee”.
    Insomma un eccesso di ossequio al formalismo e alla prassi, modestissimo parere personale va da sé.
    Guarderei più al contenuto delle proposte ma questo è un altro capitolo.

  • I parlamentari che nel loro insieme non sanno distinguere l’interesse pubblico dagli interessi privati non sono degni di sedere in parlamento. La scelta dei saggi è stata una inutile procedura.

  • Quanti formalismi per finalmente fare qualcosa . E’ da anni che si cincischia su articoli e varie senza entrare nel merito di quanto è da fare : la Costituzione è la più bella del mondo, non si tocca ,ed altre simpatiche esagerazioni e così anche qualche modifica che si sarebbe dovuto e potuto fare è saltata.
    Sbagliato prof Onida , si vada avanti con buona volontà perchè è ora di cambiare e non fermarsi.

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