Due nomi, un solo punto: la dignità

Sandra Bonsanti, Due nomi, un solo punto: la dignità, 8-4-13, Libertà e Giustizia

Chiede scusa, Stefano Rodotà, e poi irrompe con la forza del diritto, sulla tragedia di Civitanova Marche. Non ci perdiamo una sola parola, nell’aula severa del collegio Ghislieri di Pavia, noi studenti anziani e loro, i più giovani.
Ci racconta, Rodotà, di quanto le costituzioni italiane e tedesche del dopoguerra ruotarono attorno a quella parola “dignità” per la quale si può anche morire, anzi si può persino uccidersi. In Germania, nel ’49, scrissero che “la dignità umana è inviolabile”. Noi avevamo già scritto che la Repubblica democratica è fondata sul lavoro, che è suo compito rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e (articolo 36) che la retribuzione del lavoratore deve  “assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. [...]

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