Vito Crimi e le battaglie con LeG a Brescia

Ho conosciuto Vito Crimi alcuni anni fa, avevamo organizzato un presidio davanti al Tribunale di Brescia in occasione di una delle solite esternazioni berlusconiane contro la magistratura.

Il responsabile del Comitato antimafia con cui collaboravamo, mi aveva proposto di allargare la collaborazione al Meetup di Grillo. Io ero un po’ dubbiosa, i grillini non mi lasciavano tranquilla, ma il responsabile del Comitato mi aveva rassicurata.

E’ iniziata così una collaborazione, con Vito, Adriano, Gianpietro ecc.

Insieme abbiamo organizzato presidi in difesa della magistratura davanti al tribunale di Brescia, banchetti contro la legge bavaglio e le intercettazioni, dibattiti sulla mafia, insieme lanciato la campagna degli striscioni appesi alle finestre per chiedere le dimissioni di Berlusconi.

Da questa esperienza deriva la mia stima per Vito: corretto, sempre disponibile a prestare megafoni, tavoli e l’occorrente di cui il Meetup disponeva per organizzare presidi; a fare da manovale nell’organizzazione, a affidarmi a occhi chiusi il contenuto dei miei interventi quando sono stata invitata a presentare una loro iniziativa.

Il Meetup bresciano è stato molto attivo sul territorio sui temi propri del movimento: libertà in rete, descrescita felice, ambiente, referendum sull’acqua e Vito è sempre stato presente e non da capo, ma da militante.

Questo è ciò che so del capogruppo al Senato per il Movimento 5 Stelle.

* Gisella Bottoli è coordinatrice di LeG Brescia

9 commenti

  • Leggendo questa testimonianza, mi sento rassicurato, ma mi disturba l’intransigenza ostentata in ogni circostanza verso chiunque sia politico riconosciuto.
    Ricordo che abbiamo tollerato un parlamento di nominati, per esplicito interesse di parte (che ambiva a distruggere lo stato Italiano) della Lega e di Berlusconi,(che applicava la sua visione del potere) autore un certo Calderoli, dove i titoli di merito confusi e nebulosi venivano ostentati senza credenziali.
    Questa intransigenza mi disturba e mi lascia preoccupato del futuro, nonostante sopra menzionate duttilità faccio un augurio a tutti, nella speranza che la ragione abbia il sopravvento sulle frettolose sentenze senza costrutto.

  • Per le stesse ragioni di Luisella conosco Crimi essendo di Brescia e presente a quelle manifestazioni. Il soggetto non si discute: è persona seria ed in buona fede. Chi scrive non concorda invece il “muro contro muro” che il Crimi incarna come rappresentante del mov.5* .Aggiungasi che il Movimento ed i Partiti tradizionali non stanno centrando “il Problema” a monte : la riforma elettorale
    I due partiti principali sono d’accordo con il sistema del doppio turno alla francese ; unica differenza : il PDL vorrebbe , come in Francia, l’attribuzione di poteri forti e la nomina diretta del P.d.Repubblica; la Sinistra vorrebbero come premier il vincente del ballottaggio rimanendo al P.d.Repubblica gli attuali poteri . Non sono un costituzionalista ma forse si potrebbe mediare per una forma “semipresidenziale” . In ogni caso le basi per mettersi al lavoro già ci sono . Spetta al capo dello Stato nominare un qualsiasi governo tecnico con questo solo obbiettivo , poi rinchiudere (metaforicamente) i Giuristi e le parti in un “ conclave” da dove escano solo per annunciare “fumata bianca ”, e poi ritornare alle elezioni . I mercati finanziari che per ora contano ancora (purtroppo) si calmerebbero di fronte ad un programma cosi’ lineare e rientrerebbe in parte l’allarmante indebitamento dato dal famoso “ spread “
    Perché il doppio turno? Perché in Francia funziona, perchè nelle grosse città ha funzionato e perché presenta risvolti di democraticità e sintesi : al primo turno la rappresentanza politica è allargata a molti partiti; il secondo turno rappresenta la “sintesi” per la quale si converge su un unico candidato previo accordi di “apparentamento”. Il vincente del primo turno, prima del ballottaggio, dovrà negoziare con gli esclusi per poter contare sui loro voti .
    Facciamo un esempio pratico basandoci sull’ attualità :
    1.ma ipotesi: al primo turno vince Grillo e cosi’ pure al ballottaggio; bene governa lui e di porta avanti
    il suo programma. ; se resta in sella onore al merito ; se cade è sua la colpa.
    2.da ipotesi: vince il PD al primo turno: Grillo porterà il suo pacchetto di voti in soccorso al PD solo se questo sarà disponibile a negoziare tutte o alcune delle sue richieste; il PD per contare sui voti di Grillo dovrà accettarne parecchie; diversamente perderebbe al ballottaggio.
    Cosi’ se ne esce: diversamente temo ci aspetti l’ Argentina

  • Sono molto lieto che Crimi sia, come dire, “uno dei nostri”. Ora che è un “politico” a tutti gli effetti, anxhe istituzionali, gli auguriamo di essere anche portatore di una attenta e consapevole visione dei problemi veri della società italiana, soprattuto con libertà intellettuale e dignità di rappresentante della Nazione.

  • Amici e compagni di L e G, sono felice di leggere questa testimonianza, lucida e forte, di Gisella Bettoli. Anch’io ho avuto, come lei e come voi, riserve e paure sul M5S, conoscendo e temendo le ‘rodomontade” di B. Grillo.(che pero, per anni, mi ha fatto ridere, come comico geniale, ma anche riflettere, quando ero in Italia, anni ’90).
    Riserve e paure sono svanite, almeno fino a prova contraria, quando, sul blog “beppe.grillo.it” ho sentito le interviste, in diretta, agli elettori di Grillo….
    Sorpresa ! C’era non solo gente e giovani che soffrono e non si sentono rappresentati, ma c’erano molti delusi dal “P.D-partito” e, udite !, udite !,
    dal “P.D.L.-partito”(i “berluscones” delusi sono tanti, ma anche i “compagni” delusi, e qui lo sapete meglio di me!).
    Penso che L e G deve scavare in questa direzione, con la forza delle sue idee : c’è, in Italia, molto meno in Francia, un “laboratorio politico” enorme, fondato su 8,7 milioni di elettori, che solo gli stupidi possono etichettare solo “populismo”, con l’ottusità dello struzzo.
    Grazie e rimbocchiamoci le maniche….c’è tanto da fare, anche per l’Europa.
    Con affetto e stima Francesco Paparatti

  • Se l’esperienza bresciana è stata certamente costruttiva, non c’è invece nulla da segnalare a Palermo, città natale dell’on. Crimi. Altrettanto corretto ricordare che Crimi entra in Parlamento con un bagaglio di sole 381 preferenze a cinque stelle, e che dal punto di vista politico è accreditato tra i c.d. “Falchi” del M5s. Tra le sue ultime dichiarazioni ha parlato di «togliere la sudditanza del Parlamento nei confronti del governo».

  • Vediamoli alla prova dei fatti, personalmente con molta delusione dentro ma anche molta rabbia ho ritenuto nonostante tutto di rivotare pd, ora cerchino i grillini di uscire dal cortocircuito dei veti a tutto e si dimostrino concretamente migliori dei veteropolitici che giustamente combattono.

  • Che sia stato un valido attivista non deve farci sottovalutare il fatto che in ogni sua dichiarazione sentita fin qui vi si possa riscontrare una volontà di agire al di fuori del dettato costituzionale costituzionale .Per Leg questo è certamente da non sottovalutare.

  • Alla luce degli ultimi eventi, non sarebbe il caso di un ripensamento? Sarà anche un ottimo militante, ma mi pare che Libertà e Giustizia dovrebbe anche valutare l’aspetto Politico (la maiuscola è intenzionale)

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