Economia reale e moralità per ripartire

Perché si è trovato il tempo per riformare in 21 giorni le pensioni e in un anno non si è fatto nulla per ridurre gli abnormi abusi che si annidano negli eccessivi costi della politica? Credo che la bufera politica che si sta consumando in questi giorni abbia molto a che fare con questa domanda. La richiesta di forte discontinuità che montava nel Paese, come ha giustamente osservato ieri il Sole 24 Ore nell’editoriale del suo direttore, è stata troppo a lungo ignorata. E ora ci ritroviamo con un Parlamento bloccato, proprio nel momento in cui più avremmo bisogno di capacità di azione e di governo.
Quando il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, fa riferimento a un “rischio enorme e reale” che potrebbe presto riproporsi, riportandoci alla situazione drammatica del novembre 2011, dice una verità finanche edulcorata. L’Italia è in questi mesi nel buco più nero della crisi, con la sua economia reale che continua ad arretrare e una situazione sociale esplosiva.

Si parla di segnali di ripresa per la fine dell’anno. Dove sono? I dati che conosco io, dai consumi alla produzione, dagli ordinativi al credito, non lasciano intravedere nessuna luce in fondo al tunnel. Come possiamo pensare di crescere se le banche stanno dando ancora in queste settimane direttive alle proprie filiali di rientrare il più possibile sulle proprie esposizioni? La stretta creditizia sta aumentando. E quello che è peggio, le banche, affamate di liquidità, finiscono per chiedere i soldi proprio a quelle poche aziende che si stanno riprendendo operando sui mercati internazionali, per il semplice motivo che sono le uniche a poter pagare.

Come è possibile, davanti a questa situazione, che i partiti, tutti i partiti, abbiano continuato a fare melina sui costi del sistema politico? Sappiamo tutti che non è dalla riduzione di quei costi che si potrà finanziare lo sviluppo, e tuttavia la lettura delle tabelle sui rimborsi di queste elezioni fa indignare. Al Pd 46 milioni, al Movimento 5 Stelle (che li restituirà) 42, al Pdl 38, a Monti 8 e così via. Nel 2008 erano stati ancora di più, ma resta un fiume di denaro, al quale si aggiungono le infinite prebende di una politica che a tutti i livelli istituzionali e locali drena risorse dal sistema. Io non sono necessariamente contro il finanziamento pubblico della politica, ma andrebbe ricordato che c’è stato un referendum, prontamente aggirato, che lo ha abolito.

Eccola allora l’enorme frattura che si è determinata tra il Paese reale e Paese virtuale. Il Paese reale arranca e soffre, tra un lavoro che non c’è, il credito che sfuma, l’umiliazione quotidiana di cercare un percorso di vita comunque più modesto di quello dei propri padri; quello virtuale discute eternamente di alchimie elettorali, poi porta gli elettori a votare con il Porcellum e ora si accinge a intascare senza battere ciglio 159 milioni di rimborsi elettorali.

Cosa devono pensare, allora, quegli imprenditori che attendono da anni il pagamento dei crediti che vantano con la pubblica amministrazione? Sono 100 miliardi. L’ultimo governo, con il ministro Passera, ne ha tanto parlato, ma solo polvere di quella montagna di denaro è stata intaccata. Pensare al Paese reale significa sbloccare, per esempio, quei pagamenti. E se si tratterà di far salire di tre/quattro punti  il dato ufficiale del rapporto debito/Pil, poco male: sono debiti che esistono e che tutta Europa già conosce, farli emergere non sposta la nostra situazione reale di indebitamento finanziario, ma sicuramente immette liquidità importante nel sistema delle imprese, permettendo a tante aziende di salvare il proprio futuro e quello dei propri dipendenti.

In fondo è anche questo il cambiamento, la discontinuità, che gli italiani chiedono. Vogliono una politica più sobria e più capace di dare risposte al proprio malessere, vogliono qualcuno che li ascolti, qualcuno che dia la percezione che si sta occupando di loro.

Nessuno, bisogna ammetterlo, aveva avuto coscienza piena di quanto fosse forte questo vento di cambiamento.  Ed è un fatto grave per una politica che dovrebbe avere tra le sue missioni proprio l’ascolto del Paese. Sarebbe ancora più grave, però, se ora quella politica non dimostrasse di aver compreso la lezione.

Non mi intendo di alchimie parlamentari, ma so per certo che nuovi, incomprensibili, tatticismi aggraverebbero una situazione che invece ha bisogno di una gestione il più possibile chiara e trasparente. Un governo a tempo, quindi, in grado di portare in Parlamento un programma capace di riconciliare il Paese. Su due assi: da una parte l’etica pubblica, con il taglio del costo della politica, il dimezzamento del numero dei parlamentari, il superamento del bicameralismo perfetto, la riduzione delle sovrapposizioni tra i livelli di governo, norme più severe sulla corruzione; dall’altra l’economia, e quindi il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, una spinta agli investimenti pubblico-privati per creare un po’ di lavoro, tagli mirati alla pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese.

Moralità pubblica ed economia reale. Sono le due facce di una stessa medaglia. In Italia la crisi economica si è fatta crisi morale, e viceversa. Non è più evidentemente (solo) una questione di spread.  In gioco è il futuro dell’Italia, come nazione capace di sentirsi tale nell’oggi e ancor più nel futuro. I segnali di disgregazione ormai sono sotto gli occhi di tutti. Il tempo per gli uomini di buona volontà è ora. Se non ci sarà una buona politica capace di agire immediatamente, il Paese si avviterà nella disperazione e nel rancore.

3 commenti

  • L’articolo è molto chiaro e condivisibile…speriamo che almeno i politici di sinistra l’abbiano capito…i politici del PDL non ‘c’è speranza: finchè è in vita berlusconi saranno tesi solo a coprire il gran capop!!!

  • Legalità ed economia reale! Fino a che il capo dello Stato e il capo del Governo si fanno garanti della Pubblica Illegalità, la moralità del singolo non avrà alcun effetto sullo sviluppo del Paese e sulla tutela dei diritti del cittadino e il pubblico ufficiale potrà fare commercio della sua funzione. Di seguito uno dei moltissimi esempi che ogni suddito può produrre.
    LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MARIO MONTI

    Se la grave e manifesta violazione di legge da parte del pubblico ufficiale, che non può non dissimulare un fine illecito, nel nostro ordinamento criminogeno non costituisce reato, Lei come definirebbe quei pubblici ufficiali che emettono, ciascuno nell’ambito di sua competenza, provvedimenti illegali tendenti al medesimo fine?

    Pubblici amministratori, ministri, magistrati, sotto le ali del Capo dello Stato (Scalfaro, Ciampi, Napolitano) hanno illegalmente ridotto, dopo l’irrogazione di un licenziamento illegittimo (Cass. civ. 6733/2001), la pensione del sottoscritto mediante la negazione delle concessioni gratuite previste da apposito accordo collettivo, il cui reddito era determinato con decreto del ministro dei Trasporti 11.12.2003 in euro 242,79.

    Tale rapina, perpetrata con le armi proprie della criminalità legalizzata, avveniva mentre il Governo consentiva l’elargizione all’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato alcuni milioni a titolo di competenze e, “in palese disprezzo a ogni elementare criterio di buona amministrazione e di economicità, un rilevantissimo importo “a gratifica” in nessun modo dovuto, non previsto da obblighi negoziali e del tutto sfornito di qualsiasi presupposto logico-economico” (Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Lazio, n. 1399/2010).

    Nella speranza che il nuovo Parlamento sia costituito in gran parte di persone oneste e non di indagati, pregiudicati e analfabeti di andata, come il precedente, e provveda subito, con apposita norma, a stabilire idonee sanzioni penali e disciplinari a carico dei pubblici ufficiali (compreso il Capo dello Stato, cittadino fra cittadini nella Repubblica democratica fondata sul lavoro) responsabili di grave e manifesta violazione di legge, e

    CONSIDERATO
    che la riduzione del trattamento pensionistico non è prevista neanche nei confronti di pubblici ufficiali corrotti e condannati in via definitiva, grandi animatori della Repubblica del privilegio e del malaffare, La

    INVITO
    a voler disporre, con apposito provvedimento, la reintegrazione del trattamento pensionistico del sottoscritto a partire dalla data del 1° gennaio 1997.

  • caro Papà Carlo,
    la cosa grave è quella che hanno fatto ai lavoratori ma soprattutto ai giovani. Se si è rimandato un rinnovamento sul costo del lavoro, sui servizi lo si deve ai cari ds…sss che non hanno mai voluto fare un bel nulla per ridurre il debito già dal 1992! Abbiamo i conferati che vanno in europa ma che non sono stati in grado di fare pulizia neppure all’inps! Monti ha dovuto tagliare i costi dei soldi che si beccano. Comunque una cosa deve essere chiara, e la vedo eccome apparire soprattutto tra gli ex comunisti…non il merito….ma io sono figlia di operai….bene papà finzi era ingegnere, ma le porcherie che vedo oggi in casa degli ex pd e della cgil non l’ho mai vista da nessuna parte! I nostri laureati anche quelli preparati, prendono 1200 o 1400 euro…al mese!licenziabilie ed a co co co! ed a partita iva. Odiano Ichino ma gli sta bene dell’arringa che poi dice pure le stesse cose! Allora mio figlio quando potrà partecipare a dei concorsi non truccati!? perchè si deve cuccare lui il dottorando al posto del suo professore!? nostre guardi bene! Jus soli, prima si riparano le sconcezze, tanto che si mettano in testa che gli immigrati non andranno per nulla al centro sinistra….chiaro!? si una piccola parte ma piccola sa?! ormai ho fatto la pappa a tutti a letta, in regione ai cattolici, in CGIL non le dico!? ebbene tra i ds non c’è più di certo il grande vittorio foà!? questi vogliono mangiare e mandano persone con un cervello da portaborse e leccaculi spaventosi. Un esempio!? Mirabelli, in regione non lavora. E devo finire di sentire il signor d’alema che non ha mai visto un’azienda in vita sua, e se le passata tra chiacchiere barche ed aerei privati…ma lascimo perdere che odia la borghesia. Io no! eppure 1400 euro per servire il loro immondezzaio. Ma che paghino i contributi dei sindacalisti per dinci i soldi li hanno glielo dice una persona informata dei fatti! Caro Papà Carlo sindacato l’ho fatto con il tuo giornale, ma la pelle nel 1992 me l’ha salvata dall’america l’amministratore delegato…capito…i signorini oltre che rubare e prendersi i loro manco sono venuti a vedere che stavo crepando! Venga a vedere i bini delle cooperative di segrate per vedere come sono gestite! roba da rinchiuderli….ma la sciamo perdere! Una montagna di monnezza. E però io voglio giustizia e vera perequazione e non ho intezione di pagare le tasse per mantenere il loro sporco mondo in declino. Io ormai li chiamo nazisti rossi! ed ho tanta collera! a proposito berlusconi allora negli anni 85 e 90 bazzicava in casa nostra…..se vuole nomi e cognomi di quella lordura….voleva trovare i soldi per fare villaggi turistici in meridione, bene ha fatto la televisione con i soldi della maffia questo paese è questo e basta! Na munnezza. Per le televisioni pubbliche be basta una come ha detto grillo e senza pubblcità, se vuole comprarsi qualche canale prego per me va benissimo! Pari e patta e su Murdoch ne vuole un altro va bene pure, tranne mantenere con il canone quell’immondezzaio senza cultura che è la rai! A proposito guardi che gli operai edili ci sono eccome italiani….mica vero…che non lo vogliono fare, ma i datori di lavoro preferiscono i rumeni che prendono il 30% fuori dal contratto, a nero o a partita iva! E quel fetente di Onorio rosati la smetta di dire che gli italiani sfruttano, gli egiziani hanno chiesto al fratello di atef 7000 euro per fargli avere il permesso di soggiorno! Ma se si continua così a questo punto io nella sanità voglio i medici rumeni, cecoslovachi che si accontentano di meno e non di 30 mila euro per fare il primario! e pure per i dentisti idem! capito mi ha!? ed i ragazzini con la laurea 1000 euro al mese senza contributi. Tutto questo deve finire, io finisco tu finisci egli finisce chiaro!? Per ora ho trattenuto la rabbia ed ho votato monti, per dargli una stampella, ma poi 5 stelle al posto di 5 stalle!?
    la saluto
    sara finzi

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