Raccomandazioni non richieste: aspettando i risultati

Prima raccomandazione (non richiesta):
adottare da subito, dalla chiusura dei seggi, uno stile, un modo diverso di fare politica. Cioè:

1) Non chiudersi nel fortino della propria eventuale vittoria. Aprirsi da subito agli altri che saranno nel nuovo Parlamento: in maniera “generosa” e convinta. Dunque: discutere presidenze commissioni e camere, oltre che posti di governo, in modo che sia palese l’interesse generale più che il potere del partito.

2) se proprio si vuole festeggiare e brindare (sempre che ce ne sia motivo) farlo in maniera moderata. L’Italia è in ginocchio e ogni manifestazione di esultanza risulta penosa e stridente. Il palco romano del 2006 è ancora un incubo.

3) qualora l’astensione rimanga al livello attuale, cominciare a chiedersi il perché: dove ha fallito la politica in questi anni? Serve a non insistere sugli errori.

3 commenti

  • Non chiudersi nemmeno nel lutto per la sconfitta e ancor meno ne qualunquismo generato dall’impotenza.

    Prova difficile, dopo la rinnovata umiliazione inflitta da questa elezione organizzata sulla base di una legge elettorale infame. Ho votato ieri, ma il disgusto di fronte a quelle due schede mi perseguita.

    Se il fallimento comincia dal sistema elettorale studiato in una “porcilaia”, dopo che gli innocenti amici maiali erano andati via per non contaminarsi, … coraggio ci vorrà, e testardaggine e anche stomaco forte, tanto per rimanere nella definizione di un rubicondo omino verde.

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