Le risposte dei candidati premier Bersani e Ingroia

L’associazione “Salviamo la Costituzione: aggiornarla non demolirla”, riunitasi il 28 gennaio u.s. ha inviato una lettera ai candidati alla Presidenza del Consiglio nelle elezioni politiche del 24-25 febbraio p.v.

Nella lettera si ricorda che “nel referendum del giugno 2006 una larga maggioranza di italiani ha voluto riaffermare che la Costituzione repubblicana resta il fondamento della nostra democrazia”; ciò non preclude “limitate e puntuali modifiche costituzionali” ma “purché coerenti con i principi e i valori della Costituzione repubblicana e compatibili con il suo impianto e i suoi equilibri fondamentali”. L’Associazione ricorda anche che “il referendum del 2006 ha sancito la condanna di riforme costituzionali “di parte” approvate a colpi di maggioranza e ha dunque affidato al Parlamento un compito: ristabilire il principio della supremazia e della stabilità della Costituzione; approvare perciò una modifica dell’articolo 138 della Costituzione che, alzando la maggioranza prevista per l’approvazione di leggi di revisione costituzionale, e rendendo sempre possibile il referendum popolare “confermativo”, renda impossibili modifiche costituzionali imposte a colpi di maggioranza. Si otterrebbe, in tal modo, il risultato di mettere finalmente “in sicurezza” la Costituzione della Repubblica, così come è da tempo stabilito in altre grandi democrazie”. La lettera chiede dunque ai candidati di assumere un chiaro impegno in tal senso.

Nella stessa riunione, il Consiglio direttivo ha eletto il prof. Alessandro Pace, nuovo Presidente dell’associazione. Alessandro Pace è professore emerito di diritto costituzionale presso la Facoltà di giurisprudenza dell’Università «La Sapienza» di Roma, avendo insegnato nelle Università di Cagliari, Modena, Firenze e Roma; è stato tra i fondatori dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti di cui è stato Presidente negli anni 2006-2009; è direttore della Rivista “Giurisprudenza costituzionale”.

Il prof. Pace succede al compianto Presidente Oscar Luigi Scalfaro che ha dedicato la sua vita alla difesa e alla promozione dei valori sanciti nella nostra Carta Costituzionale, da ultimo presiedendo il “Comitato promotore per il no al referendum costituzionale del 2006” e, successivamente, l’associazione “Salviamo la Costituzione” che riunisce tutti coloro che promossero e si impegnarono per il successo di quell’abrogazione referendaria

Leggi la risposta di Pierluigi Bersani

Leggi la risposta di Antonio Ingroia

2 commenti

  • D’accordo con l’iniziativa di LeG ma ritengo valido anche quanto afferma Paladini a proposito delle regole.
    A mia volta mi auguro che dal voto emerga un governo stabile e duraturo e questo si adoperi,subito dopo il suo insediamento,affinchè venga abolita l’attuale,screditata e antidemocratica legge elettorale Acerbo,pardon Berlusconi-calderoli

  • Ritengo che prima di essere aggiornata la Costituzione vada salvaguardata dalle violenze quotidiane. L’approvazione e la promulgazione della legge elettorale porcellum non costituisce forse un attentato alla Costituzione? E perché restano privi di sanzione le centinaia di migliaia di provvedimenti illegali emessi ogni anno dai pubblici ufficiali?
    Colgo l’occasione, sperando di interpretare il sentimento di milioni di sudditi, per porre al giurista ‘non allineato’ alcune domande.
    1.L’approvazione e la promulgazione della legge elettorale porcellum costituisce un attentato alla Costituzione?
    2. Quale strumento di difesa ha il popolo nei confronti dei parlamentari e del Capo dello Stato che cancellano diritti politici dei cittadini?
    3. Nella nostra Repubblica democratica fondata sul lavoro il potere del giudice non ha limiti: egli può apprezzare i fatti e applicare le norme di diritto in modo da accogliere la domanda (Cass. civ. 15810/2001), oppure respingerla (Cass. civ. 5522/2002); porre a fondamento della propria decisione un fatto diverso da quello risultante dagli atti e applicare una norma diversa da quella prevista per la definizione della controversia (Cass. civ. 5522/2002); applicare non la norma vigente che regola il caso concreto, ma una norma inesistente e, quindi, non nota e non interpretata (Cass. civ. 15293/2001); assolvere il dovere di fedeltà ai propri precedenti, sul quale si fonda l’assolvimento della funzione, di rilevanza costituzionale, di assicurare l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge (Cass. civ. 10201/2007), oppure ignorarlo (Cass. civ. 13937/2002). Ciò posto, quali strumenti di tutela ha il cittadino nei confronti della grave e manifesta violazione di legge da parte del giudice di ultima istanza?

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