Quei 100 deputati che faranno la differenza

Che brutta campagna elettorale… E’ cominciata male, rischia di finire peggio. Da quando non è più possibile pubblicare i sondaggi il clima si è ancor più avvelenato. L’assurdo divieto favorisce indiscrezioni, voci, sospetti. Nell’ignoranza trionfano gli imbonitori. E chi è il primo in questo campo? Lui, Berlusconi, che proclama d’avere già realizzato il sorpasso sul centrosinistra e, come futuro vincitore, non solo promette di restituire l’Imu, ma spiega le modalità per ottenere il rimborso. La lettera spedita agli elettori, sotto la dicitura “Avviso importante”, quasi si trattasse di una comunicazione dell’Agenzia delle entrate, è un falso che alcuni hanno preso per una comunicazione ufficiale. Forte di una sfrontatezza senza pari, il Cavaliere “bugia continua” non conosce i limiti delle decenza. Tuttavia, è ben difficile che la corsa elettorale si concluda come lui la racconta. Anzi, malgrado l’iniziale “ripresina”, Berlusconi, stando ad alcune previsioni, avrebbe ormai il fiato sul collo del Movimento di Beppe Grillo. Che potrebbe superare il 20 per cento. Addirittura, sopravanzare il Pdl, ponendosi come secondo partito, dopo la coalizione di centro sinistra. Il che aprirebbe un dopo-elezioni del tutto imprevisto.

Vedremo. Nel crescente polverone, è difficile orientarsi. Certo, l’onda dello tsunami grillino ha raggiunto Milano e ha travolto anche piazza Duomo, come ci raccontano le cronache. Grillo è stato assai abile in questa campagna elettorale. Ha riempito le piazze e ha rifiutato le insidiose interviste in tv, ma della televisione si è servito come strumento di propaganda. Ha azzeccato spesso le critiche, assecondando la foga di cambiamento di un’opinione pubblica rabbiosa e angosciata, dunque disposta ad assecondare anche le sue promesse più inconcludenti e meno realizzabili. Se il clima sociale oscilla tra paura ed esasperazione, e il grosso dei partiti tradizionali non percepisce le ansie che attraversano il Paese, anche le reazioni emotive più esasperate e incontrollate trovano il loro spazio.

Si attende, dunque, il risultato elettorale tra crescenti incertezze. La previsione iniziale non è messa in discussione. Il centrosinistra dovrebbe tagliare il traguardo di lunedì 25 febbraio come primo schieramento politico. Ma con quale vantaggio? Vincerà alla Camera e anche al Senato oppure al Senato non vincerà nessuno? La domanda racchiude il rischio di questa elezione: il pericolo che si innesti una situazione di instabilità. C’è, del resto, chi ha lavorato per questa prospettiva: perché dalle urna non esca un responso definitivo, ma un risultato da definire e da “sistemare” successivamente attraverso le estenuanti trattative che erano pane quotidiano della prima Repubblica. Berlusconi, ad esempio, sa di non poter vincere, ma gli basterebbe “perdere bene”, assicurarsi, vale a dire, una rappresentanza parlamentare sufficiente per condizionare il “debole” vincitore. Con uno schema non troppo diverso si è mosso Monti. L’obiettivo del Professore è un voto senza vincitori. Un pareggio che faccia del suo schieramento l’ago della bilancia. Con un Centro in grado di scomporre la destra e la sinistra e di dettare le condizioni per un governo di larghe intese, sbocco a questo punto necessario per evitare la paralisi e l’impetuoso ritorno dello spread.

Sono molte le variabili di queste elezioni, le prime, dopo vent’anni, senza un quadro politico bipolare. E c’è, soprattutto, la variabile Grillo. Un Movimento 5Stelle, che porti in Parlamento100 deputati, è già in condizione di fare saltare gli scenari fin qui conosciuti. Qualsiasi governo avrebbe difficoltà a portare avanti la sua attività legislativa. L’opposizione può sempre mettersi di traverso: emendamenti a pioggia, raffica di votazioni per appello nominale, continue richieste di verifica del numero legale. Così potrebbero andare le cose se la rappresentanza grillina portasse nelle aule parlamentari la parola d’ordine della campagna elettorale:”Tutti a casa, politici arrendetevi”. Ma una cosa è dettare le regole a un Movimento quando si sta fuori e si giudica e decide servendosi solo del web, altra cosa è quando i rappresentanti di questo Movimento entrano nelle istituzioni e si sentono persone, non soli numeri, destinate, quindi, ad agire nella realtà. Si può scegliere la strada di un’opposizione irresponsabile e populista, oppure un approccio non pregiudiziale, capace di alternare critiche e consensi sulla base dell’agenda proposta dall’esecutivo. Questo approccio, ispirato al necessario pragmatismo, si è riscontrato, da parte del Movimento, in più di un’amministrazione locale. Si confida in un’evoluzione troppo ottimistica? I percorsi politici sono talvolta diversi da quelli prefigurati all’origine. Ma perché l’esito sia positivo c’è una condizione necessaria: un governo autorevole, con una maggioranza “convinta” e una meta comune da perseguire senza equivoci.

8 commenti

  • Gentilissimo Dr. Meli,
    Condivido la sua considerazione in merito alle strategie elettorali di Berlusconi e Monti. È proprio la sicurezza di perdere che permette a Berlusconi di essere così spregiudicato in maniera demagogica. Sa che non dovrà mantenere nessuno degli impegni presi in campagna elettorale e gli serviranno come pietra di paragone rispetto agli impopolari provvedimenti che il prossimo governo sarà costretto a prendere sotto la pressione internazionale. Inoltre attribuirà il fallimento del PDL alla candidatura di Alfano, in modo da avere l’alibi di presentarsi alle prossime elezioni come Premier. A sostegno delle mie tesi voglio portare all’attenzione di chi legge come il Programma Elettorale del PDL, liberamente scaricabile dal loro sito, contiene un errore alla pagina 4 riga 4: “l’Italiain”. Eppure il Programma dovrebbe essere vanto di trasparenza, efficienza e organizzazione imprenditoriale come sottolineato più volte dal suo “inventore” Silvio Berlusconi. Invece la segreteria non si è nemmeno preoccupata di rileggerlo prima di pubblicarlo. In conclusione credo che tutti abbiano capito che entro un anno torneremo a votare.
    Riguardo il M5S a cui va, lo confesso, molta simpatia, semplicemente non sono pronti. La misura della loro efficienza in parlamento sarà una discriminante fondamentale per capire verso quale modello di partecipazione attiva i cittadini si stanno spostando.

  • “Arrendetevi,siete circondati,…”. Così gridavamo noi fanciulli, di età compresa tra la terza elementare e la terza ginnasiale o complementare,affascinati dalla lettura de’ “I ragazzi di via Paal”,mentre andavamo all’assalto dei “nemici”(altri fanciulli della stessa età scolastica) asserragliati nel loro “fortini”.

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  • Belli i suoi discorsi, Sig. Grillo..
    ed è incredibilmente coinvolgente la folla che ad ogni suo comizio, partecipa entusiasta.. ma xsonalmente non voterò mai uno che promuove la legge sulle coppie di fatto (gay), xchè l’omosessualità non è giusta ne’ normale..
    e non voterò mai uno che sberleffa coloro che parlano delle scie chimiche, tacciandoli come complottisti.
    ALZI LO SGUARDO AL CIELO e si faccia un esame di coscienza (sempre che l’abbia) xchè lo schifo che IRRORANO lo respira anche lei!!

  • Posto che l’equazione coppia di fatto = coppia gay è sbagliata, e ne sono testimone con il mio essere figlio biologico di una coppia di fatto, temere l’omosessualità è tanto ragionevole quanto avere paura “che il cielo ci cada sulla testa”.

  • Molte sono le variabili ,vero,fra queste vi è il voto della criminalità organizzata.A chi andrà il consenso di mafia,camorra,andrangheta ?Per il voto siciliano si è detto che la mafia si è astenuta,ora in questa tornata di elezioni politiche farà la stessa cosa?In campagna elettorale il tema del contrasto al crimine organizzato non è stato un tema prevalente.Grillo ad esempio non ne ha mai parlato nei termini adeguati a chi si voglia candidare al governo di un paese come l’Italia che ha gravissimi problemi di infiltrazioni criminali nella struttura dello stato,le uniche sue affermazioni sono state di segno completamente opposto,affermazioni che dire vergognose è poco.

  • Gli imbonitori si mettono a tacere con le idee, non sperando che cadano o scompaiono da soli! E questo e’ un grande difetto del PD.

    Non capisco perche’ Bersani non e’ salito sul palco con Eco e Zagrebelsky che hanno dichiarato il loro appaggio alla sinistra e sono personaggi di caratura internazionale. Perche’ non farsi fotografare in bicicletta e portare avanti temi ambientali, perche’ non scendere dal palco e parlare senza microfono in mezzo alla gente. Invece sono finiti a parlare delle alleanze e dei listini chiusi.

    Allora, W Moretti quando diceva che conquesta classe dirigente non vinceremo mail!

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