Lombardia: un voto utile all’Italia

Chi scrive è il Circolo di Milano di Libertà e Giustizia.

La nostra associazione ha già espresso quelle che considera le priorità dell’azione politica del futuro governo, pubblicando sul proprio sito le “bandiere” di LeG. Come sempre Libertà e Giustizia non dà indicazione di voto ma, con l’appello scritto da Umberto Eco e Gustavo Zagrebelsky invita i cittadini a recarsi alle urne il 24 e 25 febbraio, superando riserve e delusioni, e scegliendo una delle formazioni politiche che si impegnano a contrastare la destra inetta e illiberale che ancora ci minaccia.

Come Circolo di Milano, data la particolarità e la rilevanza nazionale del risultato nella nostra regione, abbiamo deciso anche di sostenere esplicitamente la candidatura di Ambrosoli. Inutile sottolineare l’importanza di questa scelta, che riteniamo inevitabile se si vuole sperare di sconfiggere lo schieramento PDL-Lega e l’aberrante ipotesi di una “macro-regione del Nord”.

Sappiamo che, per le elezioni regionali, questa scelta è condivisa da Rivoluzione Civile.

Ma il comune sforzo per la vittoria di Ambrosoli non è sufficiente a evitare un risultato che potrebbe essere estremamente pericoloso per le elezioni nazionali. La Lombardia sarà infatti la regione decisiva per l’aggiudicazione e la stabilità della maggioranza in Senato. Pensiamo che a sinistra sia opportuno rinunciare a distinguo e affermazioni di identità allo scopo di favorire il successo dell’unica coalizione in grado di ottenere i numeri per governare.

Perciò, come cittadini che si riconoscono in comuni ideali di libertà e giustizia, vi rivolgiamo un appello: per favore, DESISTETE AL SENATO IN LOMBARDIA. Chiediamo altresì al Partito Democratico e alle forze della sua coalizione che nell’ambito di un ritrovato clima di stima e fiducia mostrino considerazione e rispetto nei confronti di quelle forze politiche che rinunciano alla propria visibilità per favorire la vittoria comune del centrosinistra. Quindi un voto utile all’Italia, non a questo o a quel partito. Ve ne saremo grati noi, come tanti progressisti che sperano sia la volta buona per avviare un futuro migliore.

Il Circolo di Milano di Libertà e Giustizia.

http://www.circololegmilano.it

 

9 commenti

  • Per fortuna non sono lombarda…Penso, però , che sia un po’ tardi per queste considerazioni…e soprattutto che la gente abbia bisogno di esprimersi per quello che sente. Ormai è troppo tempo che si reprime la rabbia!
    Alla fine non credo che ne verrà fuori un quadro che permetta una governabiltà stabile x 5 anni, mi auguro comunque che il centrosinistra e gli altri movimenti che sostengono la democrazia abbiano almeno i numeri e il buon senso per cambiare subito la legge elettorale, restiuendo ai cittadini quella sovranità che la destra ha loro scippato, con il consenso della sinistra, colpevole di essersi assuefatta al sistema, invece di fare opposizione, come doveva, secondo la delega affidata loro dai cittadini. Il PD, quindi, non si merita nessun VOTO UTILE!

  • Premessa: non risiedo in Lombardia, né in Sicilia, né in Campania; ho votato per il PD fino alle ultime elezioni.

    Questa volta, utile o inutile che sia, non voterò per il PD e questo elemosinare desistenze mai chieste (i signori non si abbassanno achiedere) mi irrita sempre di più.

    Ho trovato odioso il comportamento del PD con Di Pietro prima e con Ingroia dopo, nel merito e nel metodo. I motivi del disprezzo del PD per Di Pietro sono gli stessi per cui io l’avrei voluto nella coalizione: Di Pietro è l’unico che abbia fatto opposizione a Berlusconi prima e a Monti dopo. Quanto alle istituzioni che, secondo il PD, avrebbe offeso, ricordo che sulla distruzione delle intercettazioni Mancino-Quirinale il prof. Zagrebelsky, di cui mi fido, ha subito espresso lo stesso parere di Di Pietro e di molti cittadini che non vogliono alcun vulnus all’Art. 3 della Costituzione. Di Pietro ha sbagliato nei toni, non nel merito.

    Stesso discorso per Ingroia, a cui Bersani non ha nemmeno voluto rispondere al telefono e che ha anche voluto umiliare dicendo che non aveva il suo numero di telefono. Lui, il Bersani, afferma che non ha da chiedere nulla a nessuno, ma il Circolo LEG di Milano ora chiede la desistenza in Lombardia, senza neanche nominare le persone che dovrebbero offrirla.

    Non so se nelle ultime ore sia successo qualcosa, ho visto una fotografia con Bersali e Ingroia che si stringono la mano, ma non ho avuto il tempo di approfondire.

    Capisco le ragioni degli amici di Milano, ma sarei loro grata se mi spiegassero come abbia fatto il PD a perdere tanto terreno da dover temere ancora Berlusconi e la Lega, sotterrati come sono dai loro scandali. Gli scandali li hanno tutti, purtroppo, ma c’è da considerare la gravità e la persistenza di certi comportamenti delle destre in tutta l’Italia.

    Ancora vorrei chiedere agli amici di Milano come si possa sopportare l’alterigia improduttiva del PD nel respingere qualsiasi alleanza e come si possa dimenticare il tristissimo governo Monti che ha sostenuto. Per senso di responsabilità, conosco la risposta. E l’alleanza più volte annunciata con Monti, Casi e Fini? Se una persona non riesce assolutamente ad acconciarsi all’ideologia iperliberista di Monti, al suo sarcasmo e altro, come si fa a votare per qualcuno che con il suddetto intende allearsi?

    “Chiediamo altresì al Partito Democratico e alle forze della sua coalizione che nell’ambito di un ritrovato clima di stima e fiducia mostrino considerazione e rispetto nei confronti di quelle forze politiche che rinunciano alla propria visibilità per favorire la vittoria comune del centrosinistra.” E’ giusto quanto avete scritto, ma il bisogno di scriverlo deriva dalla constatazione che le cose stanno come ho scritto io. Anche se ho trovato offensivo che abbiate scritto “quelle forze politiche che rinunciano alla propria “VISIBILITA’”. Questo vuol dire per voi una eventuale desistenza “mai chiesta”? E, infine, di grazie quali sono queste forze politiche, così, solo per saperlo.

    Vi esprimo la mia stima, che esula dalla tragica condizione d’oggi, ma vi esprimo anche tutta la mia costernazione, la mia sfiducia, la mia mortificazione.

  • Comprendo il risentimento che molti hanno nei confronti del Pd, giustificato da molti atteggiamenti ambigui. Io stesso, in questi anni, ho spesso votato Idv, perchè Di Pietro mi sembrava più deciso sui temi della legalità e nell’opposizione a Berlusconi quando era al governo. Proprio per questo mi permetto, però, di invitare fraternamente a un supplemento di riflessione: invece di un dispetto – magari meritato – al Pd, si rischia di fare un favore a Berlusconi e quindi un dispetto a tutti noi, buttando via le lotte condotte insieme in questi anni e i risultati ottenuti, perché, sarà anche conseguenza della crisi, ma alla fine siamo riusciti a farlo sloggiare. Parafrasando una celebre frase di un pontefice: con Berlusconi tutto sarebbe perduto, con la sua sconfitta tutto sarebbe guadagnato. E il giorno dopo, liberato il campo dal pericolo mortale per la nostra democrazia, potremmo lavorare tutti insieme per cambiare anche il centrosinistra e la sua cultura politica.

  • Voto utile
    Ritengo una grave offesa alla democrazia ed un’offesa agli elettori che la pensano diversamente da te optare per un votoche matematicamente escluda la maggioranza “avversaria”. Il voto è espressione di un’opinione politica e non un gioco aritmetico: se altri che la pensano diversamente da te hanno la maggioranza non posso optare ad un sotterfugio votando persone che non rappresentano la mia opinione politica al fine di impedire loro di governare!!!Mi ricorda un’opinione politica nel movimentismo sessantottino e settantasettino: ‘amo detto no’!!!
    benuzzi giuliano

  • Una posizione sulla quale tanti farebbero bene a meditare. Con l’aggiunta, però, che anche in regioni meno decisive della Lombardia, il voto al Senato negato alla coalizione di centrosinistra ne potrebbe rendere più esigua la maggioranza, o addirittura consegnarla al PDL, magari senza conquistare neppure un seggioalla lista Ingroia (sbarramento al Senato è l’8%).

  • Antonio scrive:
    16 febbraio 2013 alle 20:05

    “E il giorno dopo, liberato il campo dal pericolo mortale per la nostra democrazia, potremmo lavorare tutti insieme per cambiare anche il centrosinistra e la sua cultura politica.”

    Questa frase sarebbe da sottoscrivere se fossimo nel lontano 2001, all’inizio della terza legislatura con la minaccia berlusconiana. In verità in questi ventanni abbiamo già potuto osservare cosa succede il giorno dopo, quando il campo è sgombro e i nostri eroi banchettano. Non hanno il coraggio, non dico di affrontare la crisi strutturale dell’Italia, ma nemmeno di varare leggi a costo zero o giù di lì come i Dico. 2013 e ancora ci promettono una legge seria sul conflitto di interessi? E chi dovrebbe scriverla, Fioroni con Letta? Non è fare un dispetto al Pd rifiutargli il voto, è riconoscerne l’inadeguatezza e la sfacciataggine. Il PD che per sua vocazione dovrebbe essere maggioritario e autosufficiente, ci piaga con la storia del voto utile auspicando “la botte piena e la moglie ubriaca”. Non mi sorprende che il partito nato sotto la stella bipolare di Veltroni abbia come coronamento dei suoi appetiti il meccanismo del Porcellum.

  • La concezione del voto del Signor Benuzzi è molto alta e nobile e sarebbe condivisibile se fossimo in una democrazia normale. Ma non è così. Qui non si tratta di permettere cavallerescamente all’altra parte politica di “governare”. Qui si tratta di fermare un uomo che non vuole governare, ma vuole dominare, sfruttare, ridurre a proprietà privata un Paese, il nostro Paese. Ricordate quando in Francia Le Pen andò al ballottaggio? Il candidato socialista fu il primo a dire di votare per Chirac, non perché Chirac fosse diventato bello e buono, ma per evitare il peggio. Ognuno, comè giusto e sacrosanto, deve decidere secondo coscienza e in piena libertà. Invito, però, coloro che fossero ancora indecisi a guardare bene in faccia Berlusconi, a osservare il suo ghigno, a ricordare chi è e cosa ha fatto. E quello che vuole fare, dove vuole arrivare (lo sappiamo tutti). Poi ricordiamoci tutti dei nostri partigiani, dei ragazzi morti a vent’anni, che hanno rinunciato a vivere e sognare il loro futuro, perché noi potessimo vivere e sognare il nostro. Non abbiamo creato certo il Paese per cui avevano sacrificato le loro vite, ma forse siamo ancora in tempo per risparmiare l’estremo oltraggio alla loro memoria.

  • Condivido pienamente i commenti del signor Antonio apprezzandone la volontà con cui li manifesta.Siamo di fronte alla possibilità di dare una svolta epocale al Paese,di toglierci di dosso il male e c’è chi ancora sta a fare dei distinguo,chi sta a piangersi addosso anzichè approfittare dell’occasione.Metaforicamente sarebbe come trovarsi dal dentista con un dolorosissimo male a un dente e rifiutare il consiglio di toglierlo per timore della puntura anestetica e del successivo e breve dolore conseguente all’asportazione,pur sapendo che in seguito staremmo bene.Il dente va tolto!!Domenica anzichè un dente dobbiamo togliere un tappo!Al resto penseremo dopo.In caso contrario bisogna chiedersi da cosa siamo afflitti:se da masochismo o da perdita della memoria o da……

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