Incontri con i candidati

Sabato 9 febbraio, nella sala dell’Antico Macello di via Matteo Pescatore, si è svolto un pubblico confronto fra cinque candidati alle prossime elezioni, rappresentanti forze politiche di ispirazione centrista, progressista e “movimentista”.

Hanno aderito all’invito di Libertà e Giustizia: Francesca Bonomo del Partito Democratico, Monica Cerutti di Sinistra Ecologia Libertà, Giovanni Monchiero di Scelta Civica con Monti per l’Italia, Diego Poggi di Rivoluzione civile con Ingroia, Alberto Unia del Movimento 5 Stelle.

Prima di entrare nel merito dell’incontro, è doveroso sottolineare due aspetti egualmente positivi: la grande affluenza di pubblico, attento e competente, che è andata al di là di ogni aspettativa e la grande civiltà dei partecipanti al dibattito.

I candidati hanno scrupolosamente rispettato i tempi assegnati evitando pretestuose polemiche, non hanno mai alzato il tono della voce e, cosa rara per la politica italiana, hanno dato risposte concrete, citando dati precisi: si è finalmente assistito ad un dibattito politico in cui si è parlato di fatti e non di aria fritta.

Le domande hanno toccato tutti i temi caldi che stanno a cuore dei cittadini, si è spaziato dall’economia al lavoro, dalla riforma istituzionale alla giustizia ed al problema delle carceri, dalla scuola alla sanità, dall’Europa alla Tav.

Pur nella naturale diversità di accenti, si è potuta costatare una sostanziale coincidenza di vedute sulla necessità di attuare quelle riforme vitali in assenza delle quali il futuro democratico del nostro paese sarebbe gravemente a rischio, vale a dire la riforma della legge elettorale, la risoluzione in via definitiva del conflitto d’interessi, la legge anti corruzione e la reintroduzione del falso in bilancio.

Anche su Euro, patrimoniale, riduzione delle tasse, reddito di cittadinanza, ineleggibilità di cittadini condannati anche in primo grado, sovrappopolazione delle carceri e fiscal compact si è registrata, pur con sfumature diverse, una sostanziale sintonia che fa ben sperare sulla possibilità di creare, nel futuro parlamento, maggioranze che vadano al di là della coalizione di centrosinistra che sembrerebbe destinata a vincere.

Le diversità di vedute più evidenti, ed era naturale, hanno riguardato il tema eticamente sensibile del matrimonio tra persone dello stesso sesso, quello della liberalizzazione delle droghe leggere ed il tema piemontese, per eccellenza, della Tav.

Anche su questi temi, la diversità di opinioni non è mai sfociata in intemperanze; anche alcune incertezze nel dare risposte nette, più che a reticenza, sembravano dovute alla necessità, per alcuni candidati, di dover tenere conto delle diverse anime presenti nei loro partiti.

La serata si è conclusa con le risposte ad alcune domande del pubblico, relative all’esigenza di ridurre il debito pubblico al fine di finanziare la cultura e la ricerca e di riqualificare l’istruzione pubblica.

A conclusione del dibattito, la positiva impressione diffusasi in molti dei presenti è stata che le diversità di posizioni manifestate, in modo anche troppo urlato, dai leader di alcune delle forze politiche invitate, siano  funzionali alle proprie strategie elettorali e non la conseguenza  di visioni politiche radicalmente inconciliabili.

E’ questo qualcosa di più che un augurio, perché solo l’impegno convergente, una volta si sarebbe detto unitario, di tutti i sinceri democratici potrà contribuire a risollevare un paese che, soltanto un anno fa, era sull’orlo del baratro economico, morale, istituzionale.

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