Le risposte dei candidati: Valeria Fedeli

1.lavoro e ingiustizia sociale
Le cause della crisi stanno nello squilibrio che si è creato nell’economia reale: squilibrio tra salari e profitti, tra salari e costo della vita, tra tantissimi vulnerabili e pochi che si godono la ricchezza.
Austerità e rigore sono i paletti delle politiche economiche, ma non l’obiettivo. L’obiettivo è il lavoro: da difendere, da riconquistare, da rilanciare. Il valore del lavoro non è solo economico. Il lavoro è molto di più. Il lavoro è il fondamento del nostro essere comunità.
Lanceremo quindi, come PD, un piano straordinario per il lavoro, soprattutto di giovani e donne.  Con una politica industriale che investa e premi ricerca, innovazione, qualità, etica e rispetto dei diritti, parità di genere.

2.conflitto di interesse, libertà di informazione
Noi crediamo in una competizione regolata e aperta, l’unica che permette veri benefici per i consumatori. Questo per noi vale a prescindere dall’ambito di riferimento. Nei servizi, nella comunicazione, nell’informazione.  Vogliamo aprire la società, liberalizzare, offrire nuove opportunità, puntare sul digitale.
Quanto al conflitto di interesse in materia di informazione, è un impegno chiaro che rispetteremo.

3. giustizia, criminalità e corruzione
Pretendere il rispetto delle regole e la legalità è nel DNA del PD, perché sappiamo che le regole esistono per difendere i più deboli. Allora vogliamo che le regole siano applicate e rispettate, e per farlo è necessario rimettere in moto la macchina della Giustizia, ingolfata da anni di leggi ad personam. Legalità significa anche, ed è una priorità per me decisiva, un’azione incisiva, a livello italiano ed europeo, contro la contraffazione.
Quanto alla lotta allo corruzione, il PD ha indicato le misure necessarie: norme più severe, falso in bilancio, conflitto d’interessi, costi della politica, lotta alle mafie. A conferma di questo sentire ho aderito con entusiasmo alla campagna “Riparte il futuro” promossa da Libera e dal Gruppo Abele contro la corruzione.

4.riconoscimento dei diritti civili
Il PD ha indicato chiaramente le scelte da compiere: dalla cittadinanza a chi nasce e cresce in Italia al riconoscimento delle coppie gay, dal testamento biologico alla revisione della L40 in rispetto delle osservazioni della Corte Europea.
Metto qui poi i diritti delle donne. Indico tre priorità: livelli europei di donne che lavorano; contrasto duro alla violenze; conciliazione dei tempi di lavoro e privati. Non è nell’interesse delle donne, ma nell’interesse economico e sociale dell’Italia.

5. laicità dello stato
La laicità dello Stato è un valore fondamentale. É la base di rispetto reciproco che fonda la convivenza, che permette a ciascuno di esercitare la propria libertà, che permette alla società di svilupparsi in modo democratico. Non dovrebbe essere un valore dibattuto, ma condiviso da tutti.

6.legge elettorale
É indispensabile cambiare il porcellum. É stato un grave danno non farlo nella legislatura che termina, e la destra ne porta le responsabilità. Il PD è per una legge con collegi uninominali e doppio turno e presenteremo la nostra proposta alla riapertura del Parlamento.

7.legge sui partiti
Una delle sfide della prossima legislatura è proprio recuperare la fiducia nella politica. Per fare questo il taglio dei costi è una prima azione, ma è assolutamente necessaria una legge sui partiti, per consegnare alle ragazze e ai ragazzi una democrazia che funziona, con partiti trasparenti, con garanzie sui bilanci, codici etici, libera partecipazione interna, regole per le candidature.

8.formazione e ricerca scientifica
Ricerca, formazione e innovazione sono volani del futuro. Fanno parte della nostra storia di successi nel mondo e sono caratteristiche fondamentali per ritrovare competitività, per dare nuovo slancio al made in Italy. Sono investimenti tipici dei periodi di crisi, di chi scommette sul lungo periodo. Sono investimenti che hanno fatto, ad esempio, Francia e Germania. Da noi né Berlusconi né Monti hanno invece fatto nulla. Sono investimenti che farà il governo del PD.

9.tutela del territorio e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali
Voglio anche in questo caso fare riferimento al made in Italy. Il nostro paesaggio, i beni culturali e museali sono incredibili risorse che ci rendono conosciuti nel mondo. Sono intrecciati al sapere popolare, diffuso e profondo, che crea l’artigianato e l’industria enogastronomica. Sono grandi attrattori turistici. Sono lo spazio dove si costruisce una produzione manifatturiera di qualità, rispettosa dell’ambiente, eticamente sostenibile. Insomma l’ambiente e la cultura sono l’Italia, e devono essere centrali in tutte le scelte, non oggetto di politiche settoriali.

10.politiche economiche e fiscali come strumento di equità
L’equità e la lotta alle disuguaglianze sono la base di tutto il programma del PD, per sanare gli squilibri lasciati dai governi di destra e tecnico. Innanzitutto con il piano per il lavoro e il rilancio di una reale politica industriale.
Per contrastare le disuguaglianze sociali abbiamo preso impegni precisi: eliminare l’IMU per chi ha pagato meno di 500 euro, rendere le imposte più progressive, rafforzare i servizi di cura, anche per liberare il potenziale femminile, incentivare gli investimenti in formazione e ricerca.
Quello che in Italia non si è ancora capito è che la spesa sociale non è un costo ma un investimento: un volano dello sviluppo e della crescita economica del paese, per creare lavoro, aumentare reddito e consumi, rispondere ai bisogni delle persone, creare benessere e coesione sociale.

11.una riforma della Costituzione: se sì, quale?
La nostra Costituzione è una carta di valori e di pratiche democratiche meravigliosa, che ci ha più volte salvato dal baratro. Non dobbiamo in alcun modo toccare nessuno dei principi fondamentali, ma anzi realizzarli davvero. Dobbiamo invece osservare con attenzione gli effetti delle riforme degli ultimi anni per correggere i limiti che sono emersi.

* L’autrice è capolista PD al Senato in Toscana

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