Carta d’intenti e Agenda Monti: visioni e strategie a confronto

Quando si effettuano operazioni di questo tipo è importante tener presente “l’audacia scientifica” e soprattutto l’oggettiva difficoltà nel porre a confronto due documenti che nascono per scopi assai diversi.

Il primo nato, la “Carta d’intenti della Coalizione del Centrosinistra” ha come obiettivo quello di definire un frame di principio, attorno al quale costruire il proprio progetto per un programma di governo: un frame con perimetro volutamente elastico, anche se ad onor del vero, spiccano importanti differenze rispetto all’“Agenda Monti”, che invece costituisce per i partiti e la coalizione che la sosterranno un vero e proprio programma.

Entriamo adesso nell’analisi delle principali aree macrotematiche toccate nei due documenti. Nell’immagine accanto il Tag cloud della sintesi proposta.

  1. Europa. Per entrambi l’opzione europeista, con obiettivo di rafforzare le sue istituzioni su base democratica, resta un principio fondamentale; l’idea comune è quella di un’Europa con maggiore integrazione economica e sociale. Agenda Monti è irremovibile sul fronte della disciplina di bilancio, mentre Centrosinistra denuncia che questa rigidità deve tener presente gli effetti sociali che ne derivano.
  2. Riforme Istituzionali. Le due proposte sono in larga parte sovrapponibili. Esplicita è per entrambi l’idea di modificare la seconda parte della Costituzione, rivedendo i meccanismi del bicameralismo perfetto e rendendo più rapida ed efficiente la fase legislativa, riducendo il numero dei parlamentari ed il finanziamento pubblico ai partiti. Attuazione di un federalismo “responsabile” e solidale. Centrosinistra sottolinea la necessità di riformare i partiti con una legge che attui l’art.49 della Costituzione.
  3. Democrazia e legalità. Alcuni importantissimi punti in comune: tolleranza zero verso corruzione e riciclaggio, evasione fiscale, rigida disciplina verso il falso in bilancio, legge severa per il conflitto d’interesse. Troviamo poi accenti diversi, ad es. Agenda Monti si sofferma sulla “lotta senza sosta alla criminalità organizzata”, mentre Centrosinistra inserisce anche la lotta ai reati contro l’ambiente tra le proprie priorità e la necessità dell’applicazione di un codice etico per gli amministratori locali. Centrosinistra richiama l’attenzione verso la democrazia paritaria e la piena e corretta applicazione della Costituzione.
  4. Lavoro e crescita. Finalmente, lasciatemi dire, troviamo delle diverse sensibilità, esplicitate anche in termini di strategie politiche. Per Agenda Monti ferrea disciplina di bilancio e rigorosa applicazione del pareggio di bilancio strutturale, sono l’assioma fondante per la propria strategia politica. Per Centrosinistra è il mondo dell’impresa/lavoro ( lavoratori+imprenditori) che deve ricevere la massima attenzione dalla politica, contro la rendita finanziaria; per questo ridurre il carico fiscale dell’area impresa/lavoro ed acuirlo sul fronte delle grandi rendite finanziarie ed immobiliari. Questa “ricetta” è accolta anche da Agenda Monti. Centrosinistra pone l’accento anche verso la lotta alla precarietà, a un welfare al “femminile” e a una legge sulla rappresentanza nel mondo del lavoro non discriminatoria.
  5. Rapporti e dinamiche sociali. Altro capitolo dove i punti di partenza e le prospettive strategiche si allontanano. Per Agenda Monti il merito e la mobilità sociale devono derivare dalla possibile contendibilità di tutte le posizioni e la politica non può influenzare queste dinamiche. Per Centrosinistra invece la giustizia sociale è presupposto per la crescita economica con necessità di conseguenti politiche di contrasto alla povertà; unire il tema del merito e quello dell’eguaglianza delle opportunità a tutti i livelli.
  6. Formazione e sapere. Entrambi i documenti pongono questi temi come fondamentali per la ripresa nel Paese. Per Agenda Monti occorre incentivare un modello meritocratico ed efficientistico, promuovendo un’organizzazione scolastica basata su autonomia e responsabilità. Per Centrosinistra ricerca e formazione sono strettamente connesse alla dignità del lavoro e alla lotta alla diseguaglianza; gli strumenti necessari sono la formazione permanente, piano contro la dispersione scolastica e investimenti nei settori a più alto contenuto d’innovazione. Per entrambi i documenti l’attuazione dell’Agenda digitale diverrebbe uno straordinario volano di sviluppo per il Paese.
  7. Green economy. Per Agenda Monti è necessario incentivare le “scelte verdi”, con una governance coordinata a livello centrale, dopo aver consultato i livelli locali; politiche agricole: gestione integrata delle acque, tutela e promozione del made in Italy. Bellezza, arte e turismo scelte strategiche di sviluppo. Per Centrosinistra i temi principali sono la mobilità sostenibile, risparmio ed efficienza energetica, le tecnologie legate alla salute, alla cultura, all’arte, ai beni di valore storico e alla nostra tradizione.
  8. Beni comuni. Non ne troviamo traccia nell’Agenda Monti. Per Centrosinistra sono salute, istruzione, sicurezza e ambiente e sono indisponibili alla logica del mercato. Come l’energia, il patrimonio culturale e del paesaggio, le infrastrutture dello sviluppo sostenibile, la rete dei servizi di welfare e formazione, sono beni che devono seguire controllo e regolamentazioni, ma con responsabilità della politica che ne deve garantire l’universalità dell’accesso.
  9. Diritti. Anche in questo caso Agenda Monti non tratta questi argomenti in capitolo specifico. Centrosinistra invece approfondisce alcune importanti questioni, partendo dal che tutte le scelte di programma, devono mettere al centro il rispetto dei diritti umani e della dignità della persona e l’indivisibilità dei diritti civili, politici e sociali. Affermazione del principio di laicità dello Stato; riconoscimento giuridico per le coppie omosessuali ed urgenza di una legge contro l’omofobia. Piena attuazione per legge dello jus soli; la condizione dei detenuti deve essere rispettosa della Costituzione. Superare gli aspetti giuridicamente insostenibili della legge 40 e piena applicazione della legge 194, mentre per i temi che riguardano “la vita e la morte” occorrerà seguire i principi di cautela e di laicità del diritto, con riferimento ai principi della Costituzione.
  10. Welfare. In questo settore è invece Centrosinistra che si sottrae ad una trattazione “sistematica”. Per Agenda Monti l’obiettivo è quello di un’economia sociale di mercato. Caposaldo previdenziale è la riforma Fornero; semplificare il mercato del lavoro sul lato normativo ed amministrativo; applicare modelli di “ flexsecurity” e spostare il livello di contrattazione sindacale verso le singole aziende. Il ruolo delle donne deve crescere nella vita sociale ed economica, detassare i redditi da lavoro femminile ed avviare robuste politiche di conciliazione famiglia-lavoro. Lo Stato Sociale deve risultare una sintesi tra efficienza ed equità, mercato e solidarietà. Il servizio sanitario nazionale va difeso e rafforzato attraverso innovazione, efficienza e professionalità. Creare un reddito di sostentamento minimo, condizionato alla partecipazione e a misure di formazione e inserimento professionale.
    Alessandro Bruni
    *Consiglio di Direzione di Libertà e Giustizia

Tag Cloud Agenda Monti

 

 

 

 

 

 

Tag Cloud Carta d’intenti

4 commenti

  • Caro Alessandro,
    grazie per la tua utilissima analisi comparativa. Qui di seguito, ad adiuvandum, alcuni miei commenti all’Agenda Monti solamente, non avendo letto la Carta d’intenti del Cx.

    Premessa: trovo un pò fuorviante la tendenza a prendere programmi elettorali per oro colato …direi che, sul piano generale, conta più la qualità della leadership che non il programma…i programmi spesso si assomigliano o si sovrappongono…quindi il problema non sono gli obiettivi, ma come raggiungerli…in questo concordo pienamente con Roger Abravanel (v. Corriere della Sera di sabato scorso)…caso di scuola: si può convenire sull’obiettivo di diminuire l’insostenibile e disumano sovraffollamento delle carceri: ma l’obiettivo si raggiunge meglio con l’amnistia/depenalizzazioni o costruendo nuove carceri? Di tutta evidenza, due strade diametralmente opposte…

    Legge elettorale: affermare che “il primo atto del nuovo Parlamento deve essere la riforma elettorale, così da restituire ai cittadini la scelta effettiva dei governi e dei componenti delle Camere” (p.21) senza dare una chiaro senso di marcia (maggioritario, proporzionale?) è alquanto riduttivo… su questo punto non possono esserci né reticenze né tatticismi…

    Europa: nell’Agenda Monti ci si limita a parlare di un’Europa “più comunitaria”, la parola “federale” essendo semplicemente bandita…mi pare un modo per continuare a tenere il piede più sul freno dell’integrazione che non sull’acceleratore…Scalfari, nella sua recente conversazione con Monti, ha scritto che Monti si è dichiarato in favore di uno Stato federale europeo: strano, non lo hai mai sostenuto finora, anzi ha affermato che gli Stati Uniti d’Europa non sono un traguardo. Su questo sono d’accordo con Barbara Spinelli (e Guido Rossi): se Monti credesse davvero nell’Europa, la sua Agenda non si chiamerebbe “cambiare l’Italia, riformare l’Europa”, ma “cambiare l’Europa per poter riformare l’Italia (e la Francia, la Germania, la Grecia, ecc)”…ma vengo al punto: dò per scontato la necessità di far quadrare i conti e restare in Europa; la domanda è: come starci in Europa? Qual’è la ricetta Monti per tenere insieme 500 milioni di abitanti, di 27 paesi, in una babele di lingue e culture diverse, e che possa anche essere un baluardo contro i nazionalismi, i populismi e l’intolleranza che tanto ci preoccupano? … per esempio: è d’accordo con la creazione di un bilancio federale per finanziare vere funzioni di governo in certi specifici settori (difesa, esteri, infrastrutture, ricerca, ecc…) magari aumentandolo fino al 5% del Pil europeo (negli Usa assorbe più del 20%) e dotandolo della facoltà di “tax and spending”, con l’istituzione di una tesoreria unica, ecc??..Se la risposta è sì, allora si potrebbe come Italia porre la questione di più ampia portata della legittimazione democratica di tali trasferimenti di sovranità…oltre a dichiarare di voler costruire un’Europa genericamente più integrata, uno statista dovrebbe anche dare una visione d’insieme, fornendo contesti e scadenze, sennò l’effetto rimane quello di creare nuove condizioni di crisi, nuove incertezze per il “vissuto reale”, nuove vulnerabilità europee nei confronti del resto del mondo, nuovi sacrifici che la generazione attuale trasmette a quelle future, tutte cose che, paradossalmente, sono esattamente al centro delle preoccupazioni di Monti…

    laicità: prendo atto del sostegno delle gerarchie ecclesiastiche ma la parola “laicità” non è neppure menzionata!..un minimo di riequilibrio è necessario, se non altro per rispetto della Costituzione

    immigrazione: non ho trovato alcun accenno alla questione immigrazione. Davvero singolare. Eppure è questione centrale, da declinare ovviamente come ricchezza e non come minaccia…

    Ai miei occhi questi sono i principali passaggi deboli dell’Agenda Monti, tanto per agganciarmi a quanto scritto da Alessandro…ovviamente ci sono moltissimi altri passaggi condivisibili ma credo che un’adesione acritica all’Agenda, perfino da parte degli alleati di Monti (vedi Italia Futura e Casini) non aiuti la causa…

    Buon 2013 a tutti

    Filippo di Robilant

  • forse sarò scettico ma non ho mai letto un programma politico italiano che fosse di lettura maligna rispetto alla richiesta della maggioranza del popolo.
    è vero che usciamo ( almeno lo spero) da un teatrino della politica che ha sfiorato l’imbecillità assoluta ma se questa legislatura sarà normale ribadisco normale le compagini guidate da Monti o da Bersani non potranno avere rilevanti differenze al primo si dovrà ricordare che al pareggio di bilancio si ci deve arrivare vivi al secondo di non bruciare quel poco che abbiamo incamerato in questo anno di sacrifici

  • Pingback: NELLE AGENDE DI SINISTRA AGGIUNGERE QUEL CHE MONTI OMETTE: LA DIFESA STRENUA DELLA LAICITÀ E DEI DIRITTI, COMPRESO IL DIRITTO DI CITTADINANZA DEGLI IMMIGRATI NATI IN ITALIA – Barbara Spinelli – 9 gennaio 2013 LeG: CARTA DI INTENTI E AGENDA MONTI:

  • Pingback: NELLE AGENDE DI SINISTRA AGGIUNGERE QUEL CHE MONTI OMETTE: LA DIFESA STRENUA DELLA LAICITÀ E DEI DIRITTI, COMPRESO IL DIRITTO DI CITTADINANZA DEGLI IMMIGRATI NATI IN ITALIA – Barbara Spinelli – 9 gennaio 2013 – LeG: CARTA DI INTENTI E AGEND

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

 caratteri massimo. Il testo eccedente verrà troncato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>