“Primarie, troppe firme da trovare”

PRIMARIE per i parlamentari, firme ridotte da 500 a 300 per la presentazione delle candidatura. E’ la richiesta che arriva da un gruppetto di aspiranti candidati non ben identificati, visto che ognuno nega di averla inoltrata per non autodenunciarsi in affanno. Già stamani però la direzione regionale del Pd, secondo le norme, esaminerà il ‘caso Firenze’, dove la corsa alla firme è la più disperata. E potrà decidere il taglio dalle 500 attuali alle 300, cioè la riduzione dal 5 a 3% degli iscritti 2011. Forse anche lo slittamento di un giorno, rispetto al termine di presentazione delle firme fissato al momento per le 20 di oggi.
E’ la stessa direzione chiamata a decidere il calendario delle primarie. E, salvo sorprese, il Pd toscano stabilirà l’apertura delle urne per domenica 30 dicembre dalle 8 alle 21. Il vicesindaco Dario Nardella è già sicuro: nel suo spot elettorale su Facebook ieri annunciava già il 30. Ma a tenere banco in queste ore sono le firme, che si configurano come uno sbarramento. Ad eccezione dei parlamentari uscenti, inseriti di diritto nella lista dei 14 candidati fiorentini sottoposti al voto delle primarie.
Una caccia senza quartiere, dove ognuno si organizza come può. Filippo Fossati, che ha postato anche un appello su Facebook, dichiara essere ormai ad un passo dalle 500. Giacomo Billi giura di averle oltrepassate. I renziani si appellano ai comitati Renzi, che stanno raccogliendo firme ‘in bianco’: senza cioè nome del candidato, utilizzabili per l’uno o per l’altro. Mentre Nardella ha dato ordine di contattare via telefono tutti gli iscritti per chiedere la firma: «Sta andando bene», dichiara. Michele Pierguidi, però, confessa alle 17.30 di ieri di aver raggiunto solo 149 firme. Ma in giro corrono anche Giuliano Gasparotti e Massimo Fratini, che, dichiarando ben 321 firme, annuncia: «Mi sono chiamato fuori ». Raccoglie anche Daniela Mattolini, rappresentante di Laura Puppato in Toscana, che però si è messa in movimento soltanto nella giornata di ieri.
Che succede se tra parlamentari uscenti e cacciatori di firme alla fine non si dovessero coprire tutte le 14 caselle disponibili della lista fiorentina? Sarà la direzione metropolitana del partito, convocata per domani mattina, ad integrare le caselle ancora vuote. Con quali criteri? Uliano Ragionieri di Confesercenti si attende per questa via di accedere alla lista.
Per il listino blindato è tramontata l’ipotesi Rosy Bindi: Matteo Renzi ha chiesto espressamente di allontanarla dalla sua regione. Niente deroga per il sindaco di Piombino Gianni Anselmi. Per il 5 gennaio prossimo il Psi di Riccardo Nencini lancia invece le ‘primarie delle idee’, una consultazione per scegliere il programma di governo: «Mobiliteremo circoli e gazebo nelle piazze di tutta Italia per distribuire un questionario su temi come economia e lavoro, diritti civili, giustizia», spiega Nencini.

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