Un finale da farsa

L’interrogativo è: ma c’è ancora qualcuno in Parlamento che abbia a cuore le questioni di non poco conto che attengono alla legge di stabilità? A seguire le cronache di ieri i senatori, quelli del Pdl, sembravano più presi dall’attuare con diligenza l’ordine del fare “ammuina” di borbonica memoria. Tutti a votare, anzi no, un passo in Commissione, due fuori: un minuetto per far passare i giorni e guadagnare tempo in vista delle elezioni. Poco importa che sul filo dei voti si decidevano partite importanti come gli ammortizzatori sociali per le imprese in difficoltà o i fondi per i servizi comunali. Provvedimenti che possono dare ossigeno o toglierlo, a famiglie o aziende, in uno dei momenti più difficili della crisi che il Paese attraversa. Ma a quei senatori non interessa. L’ordine di scuderia è perdere tempo. E tempo si perde. Ora è vero che si era capito già da un po’ che il finale di legislatura non sarebbe stato ordinato e produttivo. Ma così si finisce in farsa. E lo spread, prima o poi, se ne accorgerà.

1 commento

  • Finale a sorpresa …veramente,e sembra che il bello ancora debba venire.
    Tutti aspettiamo le parole di Monti,il quale ci dirà ,per l’ennesima volta, ciò che farà alla fine della legislatura.Ricordate le sue parole di qualche mese fa quando a domande dirette sul suo impegno futuro in politica disse chiaramente che sarebbe tornato in Bocconi? Sembra non sarà così.Per alcuni è già certo , Monti farà campagna elettorale , per se o per chi vorrà “adottare “la sua agenda come programma di governo,addirittura inserendo il suo nome o un richiamo al suo programma sulla scheda elettorale.Queste mi sembrano cose già viste,i ripensamenti ,le smentite,da anni Berlusconi disorienta tutti. Il suo nome come garanzia per liste elettorali senza che lui si presenti direttamente alle elezioni a giudizio degli elettori,Grillo fa la stessa cosa,concede il suo nome come marchio ,ma egli non partecipa direttamente alla competizione elettorale.Non vorrei che in questo anno d’esperienza politica il tecnico non sia diventato più politico di quanto sia lecito,e stia assumendo quei caratteri distintivi dei politici italiani non proprio positivi.Se cosi fosse, e mi auguro non sia, molto della credibilità del professore, andrebbe perduta.Una credibilità che,dovuta anche dal fatto di essere come si dice “sopra le parti”, nel momento in cui diventasse “parte”inevitabilmente verrebbe meno. Se Monti vuole scendere in campo per timore di non trovare posto nel prossimo governo direi che può risparmiarsi il disturbo.Il SUPER ministro dell’economia Bersani o chi altri vinca le elezioni, lo farà fare a lui.Se cerca legittimazione dalle urne al suo operare in economia faccia attenzione,gli Italiani vivono una crisi economica seria,lui lo sa bene, e potrebbero anche ritenerlo responsabile di aver scaricato i costi del necessario intervento d’urgenza, operato dal suo governo, sui ceti più deboli anzi che su quelli benestanti e sulla grande finanza.Pochi giorni fa il presidente Napolitano annunciando la fine del “suo” governo,chiamando il governo Monti : il governo del Presidente(della Repubblica) poneva fine ad un governo tecnico nato dalla necessità, e richiamava i cittadini,i partiti alla loro naturale funzione democratica.Il paese ha bisogno che ciò avvenga davvero. Senza trucco e senza inganno.

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