Primarie, Manciulli, Giacomelli, Bonafé ipotecano un posto nel listino

Primarie per i parlamentari, la battaglia per il posto nel listino blindato, la rincorsa affannosa dei bersaniani. Il giorno dopo le regole decise dalla direzione nazionale, per il Pd è una nuova giornata di passione. Delle 6 caselle in quota garantita, 4 per la Camera e 2 per il Senato, almeno tre sembrano ormai ipotecate: quella del segretario Andrea Manciulli e del franceschiniano Antonello Giacomelli per i bersaniani, quella di Simona Bonafè per i renziani, che avranno 2 posti su 6.
Altri due nomi sono in ballo: sulla sponda bersaniana, quello dell’ex presidente regionale Claudio Martini, che in Regione vorrebbero vedere nel listino ma che, in alternativa, qualcuno vorrebbe ancora far correre a Firenze o a Prato. Sulla sponda renziana, invece, il capogruppo comunale Francesco Bonifazi, che potrebbe però seguire una traiettoria contraria: niente Roma, ma Firenze. Nel senso che il sindaco Matteo Renzi sta valutando l’idea di un suo possibile incarico come vicesindaco di Palazzo Vecchio, a partire da metà febbraio.
Proprio Renzi, del resto, aprendo la seduta di giunta ieri pomeriggio ha fatto gli auguri con un bel “in bocca al lupo” ai tre in partenza: il vicesindaco Dario Nardella e gli assessori Stefania Saccardi (sociale) e Rosa Maria Di Giorgi (istruzione). Un via libera che apre ufficialmente lo scenario della successione e che, nel giro di sole 24 ore, sembra già aver ribaltato le ipotesi fin qui circolate: niente ruolo di vice per l’assessore alla mobilità Massimo Mattei, in ribasso le quotazioni del presidente di Ataf immobiliare Filippo Bonaccorsi. Ma anche per Maria Elena Boschi, riconfermata nel cda di Publiacqua, non sarebbe prossimo un ingresso in giunta. Si fa invece il nome di Sara Biagiotti, la consigliera provinciale che, assieme a Bonafé e Boschi, ha guidato il ‘board’ organizzativo delle primarie per la premiership di Renzi. Sarà chiamata lei alla testa di uno dei due assessorati chiave, istruzione e sociale, rimasti orfani?
C’è ancora tempo: solo il 13 gennaio, termine per la presentazione delle liste, il sindaco Renzi avrà la matematica certezza di aver perduto tre pezzi della giunta. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è quella di battere i bersaniani nella corsa delle primarie. E schierando le coppie David Ermini- Saccardi e Nardella-Rosa Di Giorgi conta di aver fatto un buon primo passo. Anche perché i bersaniani appaiono ancora in stato confusionale. E non solo per la battaglia sul listino blindato, visto che le voci che rimbalzano da Roma parlano di un ritorno in Toscana del vicesegretario Enrico Letta e di un possibile duello tra lui e Manciulli per il ruolo di capolista. E anche di un rebus non sciolto attorno alla candidatura di Rosi Bindi.
L’affanno dei bersaniani è manifesto anche per le candidature alle primarie: i candidati per le 4 caselle necessarie a contrastare le due coppie renziane, ieri sera erano ancora 10. Chi? Anzitutto le tre parlamentari uscenti Tea Albini, Vittoria Franco e Rosa De Pasquale, che si candidano tutte e tre: “Sono orgogliosa di sottopormi al voto popolare”, sostiene Albini rivendicando la sua specializzazione in finanza locale. “Ho preso solo oggi la decisione perché volevo verificare la volontà e il desiderio delle oltre 6.500 persone della mia mailing list”, spiega invece la deputata De Pasquale.
Sono in corsa, anche il presidente di Toscana Energia Lorenzo Becattini e l’assessore provinciale Elisa Simoni, che con i suoi 39 anni viene considerata un chiaro segnale di rinnovamento. Ma si candida anche Filippo Fossati, presidente nazionale Uisp e l’assessore provinciale Giacomo Billi e il dirigente Confersecenti Uliano Ragionieri. Ma potrebbe correre a Firenze lo stesso Martini. Mentre la Piana, a corto di candidati, starebbe pensando a lanciare la segretaria di Calenzano Vanessa Boretti. Dieci nomi che, entro le prossime ore, dovranno essere però ricondotti ai quattro necessari per le coppie: ogni candidato deve infatti trovarsi 500 firme entro venerdì sera.

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