Il Pd alla “riffa” delle primarie In palio 14 posti

VISTI i tempi stretti gli accordi e gli scambi corrono lungo le linee telefoniche e i ripetitori dei cellulari. Il tutto per riuscire ad aggiudicarsi uno dei 14 posti disponibili in provincia di Torino, tra Camera e Senato, messi in palio con la riffa delle primarie democratiche. I primi 14 dovrebbero essere sicuri, al netto dei nomi che verranno “imposti” dal nazionale e dal locale: si narra di un Cesare Damiano capolista alla Camera e di una possibile candidatura del ministro Francesco Profumo.
Gli altri dovranno guadagnarsi il posto prendendosi i voti il 29 di dicembre: questa la data scelta stasera dalla direzione regionale. «Si discuterà anche la possibilità di abbassare l’asticella per la raccolta firme per la candidatura dal 5 al 3 per cento degli iscritti — spiega il custode delle regole Michele Paolino — e la possibilità di suddividere il collegio provinciale in due o
più, uno per la città e uno per la provincia». La seconda opzione pare molto remota. Per farlo serve la maggioranza di due terzi della direzione e sulla quantità di firme dipenderà dalle capacità espressa dagli aspiranti nelle ultime 24 ore.
Già arrivate le prime richieste di deroga per partecipare alle primarie. Sono quelle dei consiglieri regionali Mino Taricco, Stefano Lepri, Roberto Placido (forse si aggiungerà Gianna Pentenero) e del sindaco di Nichelino, Pino Catizone. Verranno girate al Pd nazionale che deciderà sentendo il parere di Morgando. Gli onorevoli e i senatori uscenti stanno a guardare, non dovendo raccogliere firme, anche se temono la competizione, vista la platea ristretta. Situazione che non avvantaggia l’ex operaio della Thyssen Antonio Boccuzzi. E Stefano Esposito se la dovrà vedere con altri riconducibili alla sua area, come Silverio Benedetto, presidente del Consiglio comunale di Settimo, sostenuto dal sindaco Corgiat. Nel Pinerolese potrebbe emergere la candidatura di Magda Zanoni, moglie del superdirigente della Provincia, Paolo Foietta. Opzione che procurerebbe rogne a Giorgio Merlo.
Alla ricerca di firme l’ex capogruppo della Sala Rossa, Andrea Giorgis, che conta sull’aiuto della famiglia Gallo e dovrebbe ricevere sostegno pure da Anna Rossomando. Ticket già decretato. Alla porta Gallo hanno bussato anche altri, come la segretaria Paola Bragantini, che conta però un bacino suo, e l’attuale capogruppo in Comune Stefano Lo Russo che si sta muovendo per raccoglie consensi più trasversali.
Sul fronte renziano le opzioni non mancano: dal presidente della III Circoscrizione, il giovane Daniele Valle all’ex assessore ora consigliere comunale Domenico Mangone, passando per la capogruppo a Palazzo Cisterna Silvia Fregolent. Tutti della corte del consigliere regionale Davide Gariglio. E poi c’è l’ex assessora di Moncalieri, Noemi Gallo, che su piazza se la deve vedere con l’ex assessora cacciata dal sindaco Meo, Elena Fissore.
Il consigliere regionale Mauro
Laus non chiederà deroghe. Anzi. Invita i colleghi «a non cercare privilegi ». E i suoi voti? Potrebbero finire al consigliere comunale Mimmo Carretta. In cerca di firme l’ex assessore Roberto Tricarico e Daniele Viotti, rappresentante del mondo gay a Torino. Pare blindato l’assessore provinciale Umberto D’Ottavio, anche se nella zona Ovest se la deve vedere con l’ex sindaco
di Grugliasco, Marcello Mazzù. In casa Sel, invece, la situazione sembra più semplice: Monica Cerutti capolista alla Camera, mentre per il secondo posto si profila uno scontro alle primarie tra Michele Curto e Marco Grimaldi. E al Senato? C’è chi dice che il posto sia già di Giorgio Airaudo, responsabile auto della Fiom.

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