È battaglia per nove posti scommesse, rinunce e brividi

LA GRIGLIA di partenza per le Primarie del Pd del 30 dicembre (ma potrebbero anche svolgersi, in un’unica giornata, sabato 29: decideranno i militanti, oggi riuniti alle 18,30 al Carmine) è praticamente pronta. Ma, per capirci qualcosa, bisogna partire dai numeri: se i sondaggi verranno confermati, il Pd ligure potrebbe strappare dodici poltrone (tra deputati e senatori), con una piccola opzione sul tredicesimo posto. Tre di questi posti (e speriamo non quattro) sono “prenotati” dal Nazionale: i due capolista (Camera e Senato) e (almeno) un rappresentante della Società Civile. Quindi le Primarie Pd Liguria si giocano per nove posti, anche se poi Andrea Orlando è ligure e ligure potrebbe essere anche il rappresentante della Società Civile, se alla fine Bersani sceglierà il medico Gianni Testino, vicepresidente della società alcologica italiana.
Dei nove posti quattro spettano a Genova, uno al Tigullio, uno/due alla Spezia, uno/due a Savona, uno ad Imperia.
Veramente sicuro non è nessuno, nemmeno il segretario regionale del Pd Lorenzo Basso che ieri ha sciolto la riserva tramite Facebook: «Ho riflettuto molto e ho parlato con tanti. Come Pd ligure abbiamo costruito una squadra pensata guardando al futuro, una squadra coesa e leale che oggi è pronta ad assumere nuove responsabilità, per far sentire forte la voce dei democratici genovesi e liguri». E inquieti sono anche i due deputati genovesi uscenti, Mario Tullo e Roberta Pinotti: lui potrebbe “patire” Vito Vattuone sul Tigullio, lei tanto la vicesindaco di Cogoleto Marina Costa quanto la preside Mara Carocci, per non parlare di Sara Armella. A Tullo, poi, non è andato giù il “gioco delle coppie” pubblicato da Repubblica: «Non sto cercando nessuna donna: sono felicemente sposato con Marina, abbiamo fatto le nozze d’argento e, nel 2037, spero di poter invitare tutti alle nozze d’oro. Non sto cercando alleate, sto cercando di raccontare al maggior numero di genovesi quello che son riuscito a fare in questi cinque anni».
Restando sui numeri, hanno buone probabilità di vincere le Primarie in cinque: Andrea Orlando alla Spezia, Lorenzo Basso, Mario Tullo e Roberta Pinotti a Genova, Anna Giacobbe a Savona. Nella griglia dei possibili manca una donna a Genova, un uomo ad Imperia, un secondo uomo a La Spezia (se Orlando
farà il capolista), un uomo o una donna nel Tigullio (sempre ammesso che il Tigullio abbia i numeri per eleggere un deputato). La seconda donna genovese (oltre alla senatrice Roberta Pinotti) dovrebbe uscire da una rosa che comprende la presidente della Fiera Sara Armella (sempre che decida di correre, il che non è scontato), la direttrice scolastica Mara Carocci, la vicesindaco di Cogoleto Marina Costa.
Ad Imperia dovrebbe vincere l’ex assessore regionale al bilancio Fulvio Vassallo, mentre alla
Spezia se la possono giocare in molti: l’assessore Guccinelli, il sindaco di Sarzana Caleo, il senatore uscente Lorenzo Forcieri, il giovane consigliere regionale renziano Alessio Cavarra. L’uomo forte del Tigullio potrebbe essere Vito Vattuone, ma nell’elettorato cattolico – e non solo – va molto forte l’ex assessore comunale, e ultimo segretario della Dc, Gianni Vassallo.
Naturalmente bisogna fare attenzione agli outsiders. Del medico Gianni Testino abbiamo già detto, uno che – se si presenta – potrebbe raccogliere un bel pacchetto di voti è lo psichiatra Francesco Bollorino, tra gli ultimi nomi emersi c’è quello di Carla Olivari Flick, esperta di scuola, che contese a Mario Tullo la segreteria regionale del partito.
Poi, come hanno insegnato i precedenti appuntamenti, quando ci sono le Primarie di mezzo può davvero succedere di tutto. E’ il bello della politica vera, quella in cui – alla vigilia del Veglione di Capodanno – quindici- ventimila liguri andranno a scegliere i loro deputati.

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