Ancora Bressa: mal di pancia nel Pd

Ancora Gianclaudio Bressa candidato in Trentino Alto Adige? Ieri veniva dato per scontato. Il deputato del Pd ha ottenuto una delle dieci deroghe alla ricandidatura alle elezioni politiche concesse dalla direzione nazionale del Pd ai parlamentari che hanno superato i tre mandati. Intanto la Svp ha avviato le trattative ai più alti livelli. L’Obmann Richard Theiner si è recato ieri a Roma. Ha incontrato sia il segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani che il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. Il direttivo allargato della Svp lunedì gli aveva dato mandato di avviare i contatti con possibili partner amici dell’autonomia. Per Bressa la deroga è la conferma di un ruolo di primo piano a livello nazionale. Una presenza ingombrante, la sua, che sta provocando mal di pancia e timori di progetti in frantumi. Già nei giorni scorsi hanno iniziato a circolare commenti negativi contro una ricandidatura di Bressa in regione: il deputato bellunese è stato eletto anche alle ultime elezioni politiche nella circoscrizione Trentino Alto Adige come capolista. Sconta il suo non essere altoatesino, ma è uno dei punti di riferimento della Svp. Il legame con il deputato Siegfried Brugger è strettissimo. Anche troppo, secondo chi patisce quel canale diretto nelle trattative politiche. Nelle prossime ore si capirà se Bressa correrà alle primarie per la Camera, se entrerà nel pacchetto del 10% di candidature (tra cui i capolista), scelte direttamente dal segretario Pier Luigi Bersani, o se si chiuderà su di lui l’accordo con la Svp per il collegio bolzanino del Senato. La Camera sembra più probabile (con Brugger al Senato) e qui, ammesso che tutti vengano confermati alle primarie, si innesca il conflitto con Michele Nicoletti. Il segretario trentino del Pd, che punta ad essere capolista, durante la direzione nazionale ha chiesto una particolare attenzione al radicamento territoriale per la lista del Trentino Alto Adige, che potrà contare su pochi eletti. «Per noi sarebbe particolarmente pesante ospitare candidature esterne», sottolinea Nicoletti. In questo scontro chi rischia di più è Luisa Gnecchi, che potrebbe scivolare nell’area bassa della lista, vedendosi sfuggire la rielezione. O magari anche Luisa Gnecchi potrebbe entrare nel listino di Bersani. Bressa coglie al volo l’allusione alla sua extraterritorialità e replica:«Non ho sgomitato per la deroga. Sono stato sollecitato a chiederla e ora si tratta di capire se il Pd ritiene serva il mio lavoro di questi anni, il mio rapporto con la Svp, l’esperienza in campo istituzionale e regolamentare. Si è sempre detto che le liste sono un fatto di rappresentanza territoriale e di competenze. È chiaro che non ho una spiccata rappresentanza territoriale, anche se ho casa in Alto Adige, ma magari competenza sì». Il segretario Antonio Frena fugge dalle polemiche: «Bressa ha fatto molto per difendere l’autonomia, soprattutto in questo periodo critico». Soddisfatto il sindaco Luigi Spagnolli: «Bressa è un mio amico». Fuori dal coro Roberto Bizzo : «Come minimo si sottoponga alle primarie». Venerdì andranno consegnate al Pd locale le proposte di candidatura. Oltre a Luisa Gnecchi, ha annunciato che intende partecipare il consigliere comunale Mauro De Pascalis: «È una occasione da sfruttare, per fare sembrare le primarie una cosa seria, non un gioco preconfezionato». Altri possibili nomi sul tavolo, Carlo Costa, Ubaldo Bacchiega, Karl Trojer e Pietro Calò.

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