Primarie, conto alla rovescia l’obiettivo: 100mila alle urne

Tutto pronto per le primarie del centrosinistra di domani. L’organizzazione è filata senza intoppi, a parte il pacco di schede arrivate a Pavia e provincia e stampate male: disguido risolto in giornata con un nuovo arrivo dalla tipografia. I seggi saranno aperti dalle 8 alle 20. I nomi dei candidati presidente sulla scheda saranno in quest’ordine, dall’alto verso il basso: Umberto Ambrosoli, Alessandra Kustermann e Andrea Di Stefano. Sono stati confermati tre quarti dei seggi utilizzati per le primarie nazionali: 1.033 in tutta la Regione, 320 a Milano e provincia. Sono praticamente gli stessi delle primarie delle settimane scorse, a parte i gazebo che sono stati eliminati per via del freddo. E sono ottomila i volontari impegnati nelle operazioni di voto (furono diecimila alle consultazioni nazionali).

Per sapere qual è il seggio collegato alla propria tessera elettorale e quindi dove poter votare basta consultare il sito pattocivicolombardia.it. Le regole rispetto a quelle della sfida tra Pierluigi Bersani, Matteo Renzi e gli tre sono più soft: non occorre preregistrarsi, si versa un euro (invece di due), si firma la carta di intenti (intitolata “Le ragioni di un impegno comune”) e si sceglie. I risultati dovrebbero arrivare nel giro di un paio d’ore, quindi verso le 22. Il coordinamento delle primarie allestirà il proprio comitato, aperto da subito dopo la chiusura dei seggi, nella Sala del Gonfalone al Pirellone. «Speriamo sia di buon auspicio in vista delle “secondarie”», dice il responsabile dell’organizzazione, il pd Roberto Rampi.

L’obiettivo della coalizione — allargata in ambito regionale a Italia dei Valori, Rifondazione comunista e Alba — è raggiungere almeno i 100mila votanti. Parecchi meno dei 439mila delle primarie nazionali in Lombardia dello scorso 25 novembre, ma va messa in contro la stanchezza (dei volontari e dei cittadini) e il minor impatto mediatico finora registrato della corsa al Pirellone. Per questo gli oltre 30mila euro di spese organizzative sono state per la gran parte destinate a spot promozionali nelle radio e in tv o via sms e ail. Il rendiconto verrà pubblicato sul sito del comitato regionale nei prossimi giorni. E in questi giorni il comitato delle primarie “Italia Bene Comune” si è fatto carico di inviare una mail di invito ai 93mila elettori lombardi che avevano lasciato la propria casella di posta ai seggi tre settimane fa.

Chi ha diritto di voto? Oltre ovviamente a chi possiede i requisiti minimi previsti dalla legge, possono votare tutti i residenti della Regione con più di 16 anni e gli immigrati in possesso di permesso di soggiorno inclusi. Bisognerà portare con sé un documento di identità e la tessera elettorale. Si sono chiusi, invece, i termini per inoltrare via mail le richieste “particolari” ai comitati provinciali. Cioè quella di poter votare già da oggi in un seggio speciale (ce ne sono dieci in tutta la regione, uno a Milano in via Pergolesi 15) dalle 17 alle 22 — una opzione pensata soprattutto per venire incontro alle esigenze della comunità ebraica, ma poi allargata a tutti; e poi quella di poter votare normalmente sabato, ma in un seggio diverso da quello di dove si è residenti.

Le richieste in realtà non sono state moltissime — spiegano dallo staff — anche perché gli organizzatori hanno cercato di non pubblicizzare troppo la cosa. Per paura di ritrovarsi le file già da venerdì. Ma chi ha chiesto una delle due deroghe, come previsto, lo ha fatto soprattutto per motivi di lavoro.

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