Con la Costituzione per vincere la politica corrotta

Lunedì 10 dicembre, a Ivrea, presso il polo universitario dell’Officina H si è tenuto un incontro organizzato dal Forum Democratico del Canavese – Tullio Lembo, e da LeG, sul tema “Il degrado morale della vita politica: la responsabilità dei partiti.”

Relatore è stato il prof. Gustavo Zagrebelsky che ringraziamo sentitamente per aver accettato per la terza volta il nostro invito.

L’incontro si è svolto dinanzi ad un pubblico molto numeroso ed attento e si è aperto con un saluto del Sindaco di Ivrea, Carlo Della Pepa.

I temi toccati sono stati molti, dalla prevedibile posizione antieuropea di alcune forze politiche nella prossima campagna elettorale, al rischio della possibile perdita di legittimità delle istituzioni democratiche a fronte del rifiuto di un numero crescente di cittadini di partecipare alla vita pubblica anche solo recandosi a votare, all’abbandono da parte dei partiti della funzione loro assegnata dalla Costituzione per assumerne altre, dettate e finalizzate ad interessi privati, o ancora il fatto che nuovi movimenti si propongano puntando sulla supposta trasparenza della “rete” ma con approcci per definizione privi di qualsiasi garanzia associativa, dialettica ed in ultima analisi democratica.

Ma l’intervento del prof. Zagrebelsky è diventata una vera e propria “lectio magistralis” quando ha affrontato il tema della differenza tra la corruzione attuale e quella più abituale e “consueta”, da sempre presente nel nostro paese.

Il relatore ha messo in luce con esemplare chiarezza il carattere nuovo, per così dire strutturale della corruzione attuale; a partire dalla definizione di corruzione come interferenza e commistione tra tre sfere di attività umana che devono avere proprie regole e garanzie reciproche di autonomia: quella economica, quella culturale e quella politica.

Non che fenomeni di sovrapposizione e tentativi di utilizzare il successo in una sfera di attività (soprattutto economica) nell’ambito della politica o nel controllo delle attività culturali non siano o siano stati presenti in molti altri paesi, ma in nessun caso un paese di democrazia occidentale si è spinto così avanti come l’Italia nella commistione di tutte e tre gli ambiti culturale, economico e politico come nel ventennio berlusconiano.

Proprio questo nuovo aspetto che fa venir meno il carattere anomalo, eccezionale del comportamento corruttivo, rende vana la speranza di ridimensionare il problema grazie semplicemente ad una singola legge. La sola possibile soluzione consiste quindi nel ripristinare e realizzare comportamenti che trovino la loro bussola nei dettati della Costituzione. A questo oggi sono chiamati i partiti.

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