Primarie: al ballottaggio due candidati di tutto rispetto

Tanto di cappello a Pierluigi Bersani, che ha accettato la sfida di Renzi contro il parere di buona parte della classe dirigente “storica” del Pd e ha voluto il doppio turno contro il parere dello stesso Renzi. Al di là di come andrà a finire domenica prossima, queste primarie hanno già fatto molto bene sia al partito che al paese. Hanno ridato a molti elettori la voglia di partecipare, hanno dimostrato che si può competere senza farsi male, hanno restituito dignità alla politica. Se poi avessero davvero contribuito a scongelare gli storici blocchi sociali che da sempre si fronteggiano in Italia, saremmo quasi al miracolo. La storia repubblicana, infatti, è vissuta nell’eterna contrapposizione tra destra e sinistra (dignitosa ai tempi di Dc-Pci, sbracata nell’era berlusconiana), dove la sinistra era eterna minoranza e se voleva contare doveva ricorrere ad accordi più o meno presentabili col fronte avverso. Se i blocchi si liquefacessero, se l’appartenenza si facesse meno ideologica e più pragmatica, l’Italia riuscirebbe a reagire meglio alle sfide dei tempi. Il sogno di un paese che premi o punisca gli eletti in base a ciò che hanno fatto invece di perdonarli perché membri della propria famiglia sarebbe più realizzabile.
E qui veniamo allo scandaloso Renzi. Scandaloso, si intende, per la sinistra tradizionale, quella che non accetta nulla di diverso da ciò che si è sempre fatto e detto. Naturalmente il sindaco di Firenze, se dovesse vincere il ballottaggio, sarebbe atteso alla prova dei fatti. Ma non c’è nulla, finora, che autorizzi a vederlo come una quinta colonna berlusconiana. Lo dipinge così una destra allo sbando, orfana di condottieri, che spera di vedere vincente una specie di Cavaliere travestito e ringiovanito, che continui, pur sotto mentite spoglie, a tutelare gli interessi e le malefatte di sempre.
Ma è questo l’identikit di Renzi? A essere onesti, sembra piuttosto che il “ragazzetto” (definizione di Franco Marini) sia il prodotto di un’epoca di incertezze, dove si avverte confusamente che bisogna cambiare il metro di lettura della realtà e non si sa bene come farlo. La crisi economica mondiale, i mutamenti sociali, il declino dell’Occidente, le convulsioni della politica europea richiedono strumenti di interpretazione nuovi e metodi di governo all’altezza della situazione. Invece non si vede niente del genere all’orizzonte, né nei paesi occidentali, né tanto meno in Italia.
Che Renzi possa essere la risposta vincente a tutto questo è poco credibile. Ma che lui possa rappresentare il primo segnale di una sinistra futura è possibile. Con la ricaduta, positiva, di essere uno stimolo ad innovare anche per gli altri protagonisti della sinistra italiana. Bersani sembra averlo già capito. Il segretario del Pd è stato molto deriso per aver citato Giovanni XXIII nel suo pantheon personale, ma se riuscisse a fare per l’Italia ciò che papa Roncalli fece per la Chiesa entrerebbe nei libri di storia. Per questo ha voluto le primarie, e le ha volute a doppio turno: se si deve cambiare molto, bisogna essere legittimati a farlo nel modo più chiaro e coinvolgente possibile.
Corollario di tutto questo è che, oltre a Bersani, anche Renzi ha pieno diritto di cittadinanza nella sinistra. Ed è sbagliato ringhiargli contro come fanno alcuni dirigenti del Pd, col risultato di ingolosire i reduci del Pdl che sperano di vedersi regalato un leader di cui hanno disperato bisogno. Renzi declina la sinistra a suo modo, certo, e se ha convinto tanti elettori delle regioni rosse vuol dire che quel modo non è poi tanto stravagante. Se poi ha attratto elettori di provenienza diversa e riuscirà a tenerli agganciati al Pd, tanto di cappello anche a lui.
In conclusione, il Pd schiera al ballottaggio due candidati di tutto rispetto. Certo, l’esito del duello avrà ripercussioni importanti sul partito. Anzi, se vincesse Renzi sarebbe addirittura un terremoto. E tuttavia è ragionevole sperare che i contendenti mantengano i nervi saldi e il rispetto reciproco. Così queste primarie potranno essere ricordate come il primo sprazzo di luce dopo tempi molto, molto cupi.

8 commenti

  • Io penso che Renzi, al momento attuale, sia una ventata di aria fresca, di aria pulita. Vorrei che fosse il punto di inizio per poter dare nuovamente quello slancio necessario ad una polita che oggi è, purtroppo, sempre meno credibile ed apprezzata dai cittadini. Vorrei insomma che fosse data a Renzi la possibilità di dimostrare le sue capacità. In questo momento io voglio credergli.

  • La vera aria fresca, è Bersani! difficile a dirsi ma è proprio così! Renzi è un giovane brillante capace di utilizzare al meglio la tecnologia e di affascinare il grande pubblico! Ma non è il nuovo. Il suo sistema è già stato sdoganato da Berlusconi per un verso, e da Veltroni per altro verso! E’ però profondamente sbagliato assegnare Renzi alla destra, per un semplice fatto, perché ha detto alcune cose in modo chiaro, non avendo l’onere di segretario, (conflitto d’interesse, costo della politica, rinnovamento, etc..) che la sinistra vuole sentire da tanto tempo e che non ha mai sentito dire così “sfacciatamente”! Per questo motivo nei cosiddetti comuni rossi il Renzi è andato bene, non certo perché ha nel suo entourage Iachino! Ma il Renzi ha un’idea della politica infantile e nel contempo “furba”, comunque incapace a reggere il peso della sintesi necessaria per governare il paese e battersi per la transizione Europea!

  • Giovane di belle speranze e grandi ambizioni questo Renzi, ma io non lo vedo proprio a capo del governo in Italia; non mi sembra abbia la maturità, la competenza e la saggezza necessari. Io aspetterei che affini le sue qualità come sindaco di Firenze, visto che finora se n’è occupato poco ed è ancora tanto giovane. E aspetterei anche di capire e vedere nei fatti e nelle prese di posizione prossime su economia, laicità, legalità, giustizia, lotta alla criminalità, se e come interpreta lui l’essere di centrosinistra, visto che finora l’immagine che ha dato di sè, gli sponsor e gli spindoctor di cui si è servito sembrano incarnare di più figure di centrodestra o similberlusconiane della prima ora, stile “discesa in campo”. Mentre a Bersani, che ritengo preferibile nel confronto, suggerirei di prendere l’occasione e accogliere la forte richiesta di rinnovamento venuta da queste primarie anche attraverso Renzi, ei trovare la forza e l’autorevolezza per fare lui il rinnovamento necessario mandando cortesemente in pensione i veterani troppo ingombranti e ormai sgraditi agli elettori.

  • Dai due aspiarnti leaders che si affronteranno al ballottaggio si pretenda di conoscere cosa pensano della vicenda IMU vs.Chiesa e come la tratterebbero loro se fossero al governo. Nel nostro paese i politici dovrebbero tutti sottoporsi ad un “test di laicità” sui rapporti tra Stato Italiano e Stato Pontificio, prima di essere legittimati ad esercitare la difesa dei diritti civili.

  • Se nel confronto finale Renzi-Bersani per le Primarie sono determinanti i voti del Sud, allora la politica e la campagna elettorale dovrà gioco-forza affrontare di petto le spinose questioni che coinvolgono soprattutto il meridione: dalla disoccupazione alla mafia, dai rifiuti al sistema di corruttela che fa da sfondo alla gestione politico-industriale dell’ Ilva di Taranto .

    Così , niente di più facile che i politici del centro sinistra chiamati in causa dall’ inchiesta della magistratura dovranno parlare al loro elettorato anche dei fatti contenuti nell’ inchiesta della magistratura a carico di Sel e del Pd e dei suoi leader Vendola e Bersani, anche se non indagati personalmente. Insomma, una questione “morale” non eludibile per le forze di un centro-sinistra da rinnovare.
    L’Ilva perciò, rappresenta non solo la bomba sociale che rischia di esplodere da un momento all’ altro, ma anche la bomba politica per il centrosinistra che rischia, per la tempistica, , di influenzare notevolmente anche il risultato delle Primarie a favore di Renzi.

  • “Nuovo” è a priori sinonimo di “di sinistra”? “Innovazione” lo è di “progresso democratico”? Perché, per esempio, Civati ha votato Bersani? Questa domanda me la farei. Il Pd di Renzi potrà senz’altro tenere agganciati molti elettori provenienti da destra. Auguriamogli che siano almeno pari a quelli che perderà a sinistra.

  • Bellissimo l’evento di sabato: al centro c’era UNA NUOVA STAGIONE COSTITUZIONALE per l’attuazione della Costituzione. L’unico programma che ci potrà farci uscire da questa gravissima situazione in cui ci troviamo.
    Noi di articolo 53 ci battiamo da anni per l’ATTUAZIONE DELLA COSTITUZIONE applicando il suo articolo 53 il quale venne approvato, come noi tutti sappiamo, per realizzare lo STATO SOCIALE pensato per le nuove generazioni da quei GRANDI STATISTI che furono i nostri PADRI COSTITUENTI.
    I nostri PADRI COSTITUENTI decisero che oggetto dell’imposizione non fosse il reddito ma la capacità contributiva effettiva quale strumento, con la deducibilità delle spese per i bisogni che la vita quotidiana richiede, per identificare il reddito globale personale effettivo.
    Come sappiamo l’attuale sistema fiscale non accertando la capacità contributiva effettiva, determina la colossale evasione fiscale che non permette di garantire/realizzare i diritti sociali presenti nella prima parte della Costituzione.
    Vi invito a battervi per introdurre l’articolo 53 della Costituzione nella legislazione tributaria.
    Vi invito a visitare il sito dell’Associazione Articolo 53 dove potrete trovare il discorso con cui l’On.le SCOCA illustrò l’articolo 53 con l’accordo di tutti i partiti presenti all’Assemblea Costituente.
    Grazie per l’ospitalità.
    Torelli Roberto
    Presidente Associazione Articolo 53
    SALVATORE SCOCA – MEUCCIO RUINI

  • due candidati di tutto rispoetto? mah!
    con bersani si può non essere d’accordo, ma il rispetto è doveroso.
    però, permettetemi di dire che il candidato che si compra una vocale, il candidato teleguidato dal giorgio gori servetto di berlusconi, il rispetto non se lo merita nemmeno per finta.
    scusate, eh?
    ma la verità è sempre meglio dirla.

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