“La politica riparta dalla Costituzione” in campo Zagrebelsky, Eco e Saviano

“Per una stagione costituzionale”. Con questa parola d’ordine Libertà e Giustizia chiama i cittadini, non solo milanesi, alla grande manifestazione di sabato, dalle 14,30, al Mediolanum Forum di Assago. Si attendono migliaia di persone, grazie anche all’arrivo di pullman organizzati dai circoli di tutta Italia. Sul palco numerosissimi gli interventi eccellenti che si alterneranno. Oltre a Gustavo Zagrebelsky, che illustrerà i temi del manifesto che vede proprio nella nostra Costituzione lo strumento fondamentale per ritrovare l’entusiasmo politico e uscire dalla crisi, prenderanno la parola intellettuali, scrittori, docenti universitari, sindacalisti, giornalisti ed esponenti della società civile. Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, porterà il saluto della città. Tra gli altri prenderanno la parola Umberto Eco, Roberto Saviano,
Salvatore Settis, Paul Ginsborg, Maurizio Landini, don Virginio Colmegna, Nando Dalla Chiesa, Gad Lerner, Roberto Natale, Simona Peverelli. Previsto anche un contributo di Moni Ovadia. Mentre in collegamento da Palermo interverranno Serena Dandini e Lella Costa, impegnate in una manifestazione contro la violenza sulle donne. Ad aprire il dibattito Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia: «Con questa manifestazione vogliamo rivolgerci a tutti i cittadini e lanciare una sorta di ultimo appello ai partiti: ripartiamo dai principi fondamentali contenuti nella nostra carta costituzionale se vogliamo contrastare quella immensa ingiustizia che è la nuova lotta di casta, a parti invertite, non degli sfruttati contro gli sfruttatori, ma degli sfruttatori contro gli sfruttati ».
«Dove appoggiarsi per uscire dal pantano, per suscitare coraggio, energie, entusiasmo in un momento di depressione politica come quello che viviamo? – si chiede Zagrebelsky. – Dove trovare l’ideale di una società più giusta? E’ sorprendente che non si pensi che questo ideale, questo punto d’appoggio c’è, ed è la Costituzione. Invece, ancora una volta, come da trent’anni e più a questa parte, si ripete la stanca litania della prossima stagione come “stagione costituente”. Costituente di che cosa? Volete dire, di grazia, che cosa volete costituire? Il nostro Paese avrebbe bisogno piuttosto di una “stagione costituzionale” e chi facesse sua questa parola d’ordine compirebbe un atto che metterebbe in moto fatti, a loro volta produttivi di idee, anzi di ideali».
Nella Costituzione sono contenute, secondo gli organizzatori della manifestazione, le tracce delle risposte ai nostri maggiori problemi di oggi. Dal lavoro come diritto a fondamento della vita sociale, ai diritti civili, all’istruzione attraverso la scuola pubblica, all’informazione come diritto dei cittadini.

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