“Basta Porcellum. E primarie per i parlamentari”

Bersaniani e renziani uniti sulla richiesta di cambiare la legge elettorale toscana.

DIVISI dagli aspiranti premier, uniti contro gli apparati toscani. Le ali renziane e bersaniane più moderate, meno antagoniste e meno coinvolte nella battaglia, si mettono insieme per condividere due richieste al Pd regionale. Pensionare una volta per tutte il «Porcellum toscano», ovvero la legge elettorale della Toscana che nel 2004, prima in Italia, ha abolito le preferenze e trasformato gli eletti in nominati. E fare le primarie anche per scegliere i futuri deputati e senatori, o almeno quelli che si candideranno alle elezioni di primavera.
Due richieste che parlano di rinnovamento, partecipazione e anche di critica al gruppo di vertice dello stesso Pd toscano. E che lunedì sera al ridotto dell’Obihall, nonostante la coincidenza con il confronto tv dei cinque candidati, hanno messo insieme oltre cinquanta persone. Renziani, bersaniani e anche qualche supporter di Laura Puppato. Occasione, l’incontro col politologo Roberto D’Alimonte e il presidente dell’Osservatorio elettorale regionale Antonio Floridia, organizzato da «Energia alternativa», il gruppo fiorentino Serracchiani-Civati che fa capo all’ex vicesindaco di Calenzano Elena Papi e al consigliere provinciale Leonardo Brunetti, assieme a «Libertà e Giustizia
» di Sandra Bonsanti e a «Se non ora quando».
«Abbiamo discusso in un clima sereno, non da guerriglieri. E su primarie per parlamentari e cambio della legge toscana ci troviamo perfettamente», dice il presidente renziano del Quartiere 5 Federico Gianassi, presente al collega presidente del 3 Andrea Ceccarelli e ad altri esponenti renziani. «Voto Renzi ma non faccio battaglie e lunedì non abbiamo neanche parlato delle primarie», aggiunge Gianassi. Si è parlato piuttosto di primarie per i parlamentari, per le quali Floridia ha già pronto un’ipotesi di regolamento. E si parlato soprattutto della legge elettorale nazionale e di una possibile riforma — D’Alimonte si è detto convinto che andremo a votare con l’attuale Porcellum — che, nel testo fin qui messo a punto al Senato, rischia di essere un rimedio peggiore del male.
«Con questa o con un’altra legge elettorale penso che i futuri candidati parlamentari debbano essere scelti dalle primarie. E penso soprattutto che questa nostra legge toscana sia il cattivo esempio che abbiamo dato a tutta Italia, una legge che dobbiamo cambiare il prima possibile», incalza l’assessore provinciale Giacomo Billi, presente lunedì assieme ad un gruppo bersaniano che comprendeva anche l’ex vicesindaco Beppe Matulli e il consigliere regionale Paolo Bambagioni.
Che si aspetta dunque a cambiare una legge elettorale toscana che prevede solo nominati? «Certo che la cambieremo, aspettavamo solo di capire cosa esce dalla nuova legge nazionale», assicura la consigliera regionale Daniela Lastri, anche lei all’Obihall. Ma perché aspettare la legge nazionale?
Quando si è trattato di fare da apripista abolendo le preferenze la Toscana non ha aspettato proprio nessuno, perché non essere i primi a cambiare? «Abbiamo sbagliato a fare da apripista nel 2004 ma ora possiamo fare di meglio. Meglio fare però una cosa
ragionata e non farsi prendere dalla fretta: c’è da decidere i collegi uninominali e c’è anche da discutere delle quote femminili, che secondo me dovrebbero assicurare il 50 per cento di donne», ribatte Lastri, che fa parte anche dell’ufficio di presidenza del consiglio
regionale.
Nessuna corsa dunque, in attesa di vedere che farà il parlamento. E anche la richiesta delle primarie per aspiranti deputati e senatori non pare in cima alle priorità. Renziani e bersaniani hanno già il loro daffare. A Piombino la
federazione del Pd chiede ai circoli di «indicare il numero degli iscritti che presumibilmente voteranno Bersani». Conta o schedatura? A Massa Carrara i comitati Renzi sono invece in rivolta contro l’assessore massese Gianluca Brizzi, nominato da Firenze garante
provinciale dei comitati Renzi. Contro di lui, la rivolta: «Si è battuto contro le primarie, non possiamo accettare che il nome di Renzi venga accostato a personaggi di questo tipo», scrivono
ben sei comitati.

1 commento

  • Una bella faccia tosta !
    Dal 2004 la legge elettorale della rossa Toscana ha eliminato preferenze ( scelta delle segreterie ) e un bel premio di maggioranza .
    E poi protestiamo sul porcellum di Calderoli che è nato nel 2005 ( un anno dopo ? ).
    E per ben sette ( sette ) anni silenzio assoluto del PD e compagnia per qualche mutamento , che in Toscana ad oggi NON è avvenuto, e in campo nazionale ….cortei, proteste, girotondi, tentativi di referendum ma poi ci siamo ridotti al 20 novembre 2012 e nulla è stato fatto.
    Allora quando ci invitano a scendere in piazza contro le soperchierie del regime ( di B , of course ! ) e poi nessuno si attiva veramente beh ho dubbi sulla serietà di coloro che agitano i cittadini , giornalisti compresi.
    Sono molto delusa .! RaffaellaRuzzi

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